La povertà in Argentina sale al 53% grazie alle misure di austerità di Milei
- Negli ultimi sette anni la povertà è più che raddoppiata, evidenziando l'impatto delle ripetute crisi economiche.
- Il tasso di povertà è aumentato notevolmente dal 41,7% alla fine del 2023.
- L'inflazione resta a tre cifre e l'Argentina è in profonda recessione.
Secondo i dati ufficiali pubblicati giovedì, il tasso di povertà in Argentina è salito a quasi il 53% nella prima metà del 2024, segnando un forte aumento rispetto al 41,7% registrato alla fine del 2023.
Questo aumento, dovuto alle dure misure di austerità attuate dal presidente Javier Milei, riflette l'impatto economico immediato dei suoi sforzi per affrontare il profondo deficit fiscale del Paese.
Sebbene le politiche di Milei mirino a stabilizzare le finanze dell'Argentina, hanno causato notevoli difficoltà a breve termine, soprattutto alle famiglie a basso reddito, poiché l'inflazione rimane a tre cifre e l'economia attraversa una recessione.
Le radicali riforme economiche di Milei
I dati ufficiali mostrano che il tasso di povertà in Argentina è più che raddoppiato rispetto al 26% di sette anni fa, evidenziando le gravi conseguenze delle ripetute crisi economiche.
Sebbene le riforme fiscali di Milei, tra cui i profondi tagli alla spesa, siano state accolte con favore dagli investitori in quanto hanno contribuito a correggere il perdurante squilibrio di bilancio del Paese, il costo umano è stato elevato.
Il forte aumento della povertà mette in luce il prezzo che queste politiche stanno pagando per i cittadini più vulnerabili del Paese, aggravando le disuguaglianze.
Le politiche del presidente libertario mirano a ridurre la spesa pubblica, ma così facendo hanno indebolito molte reti di sicurezza sociale.
La perdita di posti di lavoro e la riduzione degli aiuti sociali hanno messo ulteriormente a dura prova le famiglie, molte delle quali hanno difficoltà a permettersi i beni di prima necessità.
L’aumento dell’inflazione e la crisi economica aumentano la povertà
L'economia argentina resta impantanata in una profonda recessione, con un'inflazione che continua a attestarsi su livelli a tre cifre, nonostante alcuni analisti intravedano i primi segnali di stabilizzazione.
Nonostante gli sforzi per controllare l'inflazione, l'impennata del costo della vita ha contribuito a peggiorare la povertà.
Anche coloro che riescono a mantenere un impiego trovano sempre più difficile arrivare a fine mese, poiché i salari non riescono a tenere il passo con l'aumento dei prezzi.
Uno dei gruppi più colpiti è quello dei lavoratori informali, molti dei quali hanno visto il proprio reddito ridursi drasticamente.
Irma Casal, 53enne residente a Buenos Aires, è il simbolo di questa crescente difficoltà economica.
Nonostante svolga tre lavori (riciclaggio dei rifiuti, raccolta del cartone e lavoro come muratore), riesce a malapena a mantenersi.
"Lavoriamo il doppio per meno e dobbiamo continuare ad andare avanti", afferma Casal, riassumendo la difficile situazione di milioni di argentini.
I mercati applaudono le riforme, ma il pubblico ne paga il prezzo
Nonostante il grave impatto sulla vita quotidiana degli argentini, le misure di austerità di Milei hanno incontrato l'approvazione degli investitori e dei mercati finanziari.
La disciplina fiscale del suo governo è considerata un passo necessario per risolvere i problemi di deficit di lunga data dell'Argentina.
I mercati hanno reagito positivamente ai tagli al bilancio del governo, volti a ristrutturare le finanze del Paese e a rendere l'Argentina più attraente per gli investitori stranieri.
Tuttavia, la recessione e l'attuale inflazione hanno reso chiaro che il costo delle riforme di Milei è sostenuto in modo sproporzionato dalle classi medie e basse dell'Argentina.
I critici sostengono che, mentre i mercati potrebbero trarre vantaggio da queste riforme, i cittadini comuni si trovano ad affrontare redditi in calo e limitate opportunità di mobilità sociale.
Segnali di ripresa, ma la povertà resta elevata
Nonostante i numeri foschi, alcuni esperti intravedono segnali di una possibile inversione di tendenza.
L'Università Cattolica Argentina (UCA) stima che, nonostante il tasso di povertà sia salito al 55,5% nel primo trimestre del 2024, è sceso leggermente al 49,4% nel secondo trimestre, attestandosi in media intorno al 52% nella prima metà dell'anno.
Agustin Salvia, direttore dell'osservatorio dell'UCA, ha osservato che le politiche di Milei hanno iniziato a mostrare alcuni effetti positivi, con una riduzione della povertà negli ultimi mesi.
Il contesto più ampio rimane cupo. Il governo ha tagliato diversi programmi di welfare, espandendone altri, come l'Universal Child Allowance e un'iniziativa Food Card.
Questi interventi mirati forniscono un certo sollievo, ma non sono sufficienti a compensare l'impatto complessivo dei tagli alla spesa più ampi.
Prospettive a lungo termine per l'economia argentina sotto Milei
Guardando al futuro, il successo a lungo termine della strategia economica di Milei resta incerto.
Il suo governo ha riconosciuto le sfide che la nazione deve affrontare, con il portavoce presidenziale Manuel Adorni che ha affermato che "qualsiasi livello di povertà è orribile" durante una conferenza stampa.
Adorni ha attribuito la colpa delle "bombe" economiche che il governo Milei sta ora cercando di disinnescare alla cattiva gestione delle amministrazioni precedenti.
Nonostante gli sforzi del governo per attenuare l'impatto dell'austerità sulle fasce più vulnerabili dell'Argentina, il futuro immediato resta difficile per milioni di argentini.
La speranza di molti è che le sofferenze a breve termine possano alla fine tradursi in stabilità economica a lungo termine, ma per ora il tasso di povertà del Paese continua ad aumentare mentre Milei affronta le sfide dell'equilibrio tra disciplina fiscale e welfare sociale.
Mercato petrolifero messo alla prova: le scorte mitigano i rischi geopolitici
AkzoNobel balza dopo aver respinto l'offerta da Nippon Paint e Sherwin-Williams
BP rimuove il presidente Albert Manifold: impatto sul turnaround e sul titolo
Vertenza sindacale in Samsung alimenta timori per interruzioni nelle forniture di chip
Perché Trump ha invitato i CEO di Apple, Nvidia ed Exxon in Cina?
Nessun risultato trovato
Caricamento articoli...
Failed to load articles. Please try again.