I prezzi del petrolio aumentano a causa dell'intensificarsi del conflitto in Medio Oriente e dei timori per l'approvvigionamento

- Il greggio Brent con consegna a novembre è aumentato dello 0,71%, mentre il greggio WTI ha guadagnato lo 0,63%.
- La scorsa settimana, il Brent è sceso del 3% e il WTI del 5% a causa della debole domanda, nonostante gli sforzi di stimolo della Cina.
- Le prossime decisioni della Federal Reserve statunitense e i dati economici potrebbero avere un impatto sulle future dinamiche del mercato petrolifero.
Lunedì i prezzi del petrolio sono saliti, poiché le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno fatto sorgere timori di possibili interruzioni dell'approvvigionamento.
L'aumento è dovuto all'intensificazione delle azioni militari da parte di Israele contro i gruppi sostenuti dall'Iran, amplificando le preoccupazioni circa il ruolo chiave della regione nella produzione mondiale di petrolio.
Lunedì mattina, i future sul greggio Brent con consegna a novembre sono aumentati di 51 centesimi, ovvero dello 0,71%, raggiungendo i 72,49 dollari al barile.
Il contratto di dicembre, che presto diventerà quello più attivo, ha visto un aumento simile di 50 centesimi, portandosi a 72,04 dollari al barile.
Nel frattempo, i future sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) hanno guadagnato 43 centesimi, ovvero lo 0,63%, attestandosi a 68,61 dollari al barile.
Il rialzo dei prezzi segue i cali della scorsa settimana, durante i quali il Brent è sceso del 3% e il WTI del 5%.
I cali sono stati in gran parte causati dalle preoccupazioni relative all'indebolimento della domanda, nonostante i recenti sforzi di stimolo fiscale della Cina.
La Cina, seconda economia mondiale e primo importatore di petrolio, ha introdotto misure volte a ripristinare la fiducia, ma queste non sono riuscite a migliorare significativamente il sentiment del mercato.
Il conflitto in Medio Oriente accresce le preoccupazioni sull’approvvigionamento
Il rimbalzo dei prezzi del petrolio di lunedì è stato attribuito in gran parte ai timori che il conflitto in Medio Oriente potesse intensificarsi ulteriormente, con potenziali ripercussioni sulle forniture di petrolio.
Israele ha intensificato i suoi attacchi contro le forze di Hezbollah e Houthi, entrambe sostenute dall'Iran, importante produttore di petrolio e membro influente dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC).
"Gli investitori stanno monitorando attentamente la situazione in Medio Oriente", hanno affermato gli analisti, sottolineando che qualsiasi interruzione della produzione o delle esportazioni dalla regione potrebbe avere ripercussioni significative sui mercati petroliferi globali.
Tagli alla fornitura dell’OPEC+ e prospettive di mercato
Ad aggravare le preoccupazioni sull'offerta c'è la scadenza programmata dei tagli volontari all'offerta dell'OPEC+, prevista per il 1° dicembre.
Gli analisti hanno ipotizzato che il greggio WTI potrebbe toccare i minimi del 2021, scendendo potenzialmente a un intervallo compreso tra 61 e 62 dollari al barile se la domanda rimanesse debole e i vincoli alla produzione venissero allentati.
"Nonostante i recenti cambiamenti politici in Cina, non è certo che ciò aumenterà significativamente la domanda di carburante, soprattutto considerando i rapidi progressi del Paese nella transizione verso trasporti elettrici e decarbonizzati", ha affermato Vandana Sycamore, analista del mercato petrolifero.
Tutti gli occhi puntati sulla Federal Reserve e sui dati economici degli Stati Uniti
Più avanti questa settimana, trader e investitori seguiranno con attenzione le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell, per cogliere indizi sul ritmo del futuro allentamento monetario.
Inoltre, sono previsti altri sette interventi di funzionari della Federal Reserve, che forniranno ulteriori approfondimenti sulla strategia della banca centrale. I prossimi dati sulle posizioni lavorative vacanti, le assunzioni private e i sondaggi dell'Institute for Supply Management (ISM) su produzione e servizi saranno anch'essi fondamentali per dare forma al sentiment del mercato.
Poiché la Federal Reserve e altre banche centrali probabilmente allenteranno la politica monetaria, alcuni analisti ritengono che una ripresa economica potrebbe essere imminente.
"La risposta della domanda ai tassi di interesse più bassi e la ripresa della domanda di petrolio cinese dopo le importanti misure di stimolo determineranno in ultima analisi la direzione futura del mercato del petrolio", ha affermato Priyanka Sachdeva di Phillip Nova, come riportato da Reuters.
Mentre la situazione in Medio Oriente continua a evolversi e l'economia globale reagisce alle politiche monetarie, si prevede che i mercati del petrolio rimarranno molto volatili nelle prossime settimane.

TxFlow L1 rafforza la sua infrastruttura con l'audit di OpenZeppelin

Robinhood +11% col rally BTC che spinge le crypto: HOOD manterrà i guadagni?

Rendimenti dei Treasury a 30 anni: perché saliranno nonostante l'intervento di Bessent

Dow in calo: ottimismo sull'IA sostiene i titoli tech, petrolio in rialzo

SCHD ETF ha toccato un massimo storico: perché DIVB è un acquisto migliore
Nessun risultato trovato
Caricamento articoli...
Failed to load articles. Please try again.