Il rally tecnologico spinge l'S&P 500 a un massimo storico con Microsoft, Amazon e Apple in testa; il Dow balza di 400 punti

  • L'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,7% e lo 0,6%.
  • I giganti della tecnologia come Microsoft, Amazon e Apple sono cresciuti ciascuno di circa l'1%.
  • Il Dow Jones Industrial Average è salito di 400 punti, ovvero dello 0,95%.

Mercoledì le azioni statunitensi sono salite per il secondo giorno consecutivo, con l'indice S&P 500 che ha raggiunto un nuovo massimo storico, mentre i titoli tecnologici hanno guidato la carica e gli investitori hanno ignorato le preoccupazioni geopolitiche.

L'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno guadagnato rispettivamente lo 0,7% e lo 0,6%, mentre il Dow Jones Industrial Average è salito di 400 punti, ovvero dello 0,95%.

I giganti della tecnologia come Microsoft, Amazon e Apple sono cresciuti ciascuno di circa l'1%, con Super Micro Computer in rialzo del 7%.

L'ottima performance della giornata ha contribuito a recuperare le perdite subite all'inizio del mese, riportando i principali indici in territorio positivo per ottobre.

Le azioni Boeing crollano a causa degli scioperi

Le azioni Boeing sono scese di quasi il 3% dopo che il colosso aerospaziale ha ritirato un'offerta di aumento di stipendio per 33.000 macchinisti attualmente in sciopero da metà settembre.

I colloqui si sono nuovamente arenati, sollevando preoccupazioni circa ulteriori danni finanziari per l'azienda.

Secondo S&P Global Ratings, lo sciopero in corso potrebbe costare alla Boeing oltre 1 miliardo di dollari al mese.

Nel frattempo, le azioni di Alphabet sono scese dell'1,7% dopo che sono emerse notizie secondo cui il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti si starebbe avvicinando allo smembramento di Google per questioni antitrust.

Anche Blackstone ha registrato un calo di quasi l'1% dopo che Piper Sandler ha declassato il titolo, affermando che gran parte dei suoi recenti guadagni erano già stati scontati dagli investitori.

L'attenzione si sposta sui verbali della Fed e sui dati economici

L'attenzione del mercato è rimasta concentrata sulla pubblicazione dei verbali della riunione di settembre della Federal Reserve.

Durante quella riunione, la Fed ha tagliato i tassi di interesse per la prima volta in oltre quattro anni di 50 punti base.

Gli investitori sono ansiosi di analizzare i verbali, soprattutto alla luce dei solidi dati sul mercato del lavoro della scorsa settimana, per valutare la probabilità di un altro aumento dei tassi.

Si prevede che anche i prossimi dati sull'inflazione svolgeranno un ruolo fondamentale nel plasmare il sentiment del mercato e la politica futura della Fed.

Scivolano le azioni cinesi

Le azioni cinesi quotate negli USA, tra cui Alibaba, JD.com e Nio, hanno continuato il loro trend al ribasso mercoledì, estendendo le perdite della sessione precedente. Alibaba è scesa del 3,2%, JD.com del 4,6% e Nio è scivolata del 2,4%.

La svendita è stata causata dalle rinnovate preoccupazioni sulla stabilità economica della Cina, aggravate dalla mancanza di nuove misure di stimolo da parte dei principali pianificatori economici del Paese.

L'indice di Shenzhen è crollato dell'8,7%, segnando la sua giornata peggiore dal 1997, mentre lo Shanghai Composite è sceso del 6,6%.

I prezzi del petrolio scendono di nuovo

Sia i prezzi del petrolio greggio Brent che quello del West Texas Intermediate (WTI) hanno ampliato le perdite rispetto a martedì, poiché le solide prospettive di offerta hanno superato le preoccupazioni sulle tensioni in corso in Medio Oriente.

L'American Petroleum Institute ha riferito che le scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti sono aumentate di 10,9 milioni di barili nella settimana conclusasi venerdì scorso, alimentando il calo dei prezzi.

Nonostante le tensioni geopolitiche che minacciano l'approvvigionamento globale di petrolio, le crescenti scorte statunitensi e la capacità produttiva disponibile all'interno dell'OPEC e dei suoi alleati hanno mantenuto i prezzi sotto controllo.

Mentre l'uragano Milton si avvicinava a Tampa, in Florida, gli impianti petroliferi della regione vennero chiusi in previsione dell'arrivo dell'uragano.

I dati di GasBuddy hanno rivelato che oltre il 17% delle pompe di benzina in Florida erano rimaste senza carburante poiché i residenti avevano evacuato la zona.

Al momento in cui scriviamo, il petrolio Brent veniva scambiato a 76,28 dollari al barile, in calo dell'1,2%, mentre il greggio WTI era in calo dell'1,1%, a 72,80 dollari al barile.

Questo insieme eterogeneo di eventi di mercato sottolinea il delicato equilibrio che gli investitori devono trovare, con forti segnali macroeconomici compensati da sfide specifiche del settore.