Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti diminuiscono con la fine degli uragani, ma lo sciopero della Boeing aumenta la pressione sul mercato del lavoro

Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti diminuiscono con la fine degli uragani, ma lo sciopero della Boeing aumenta la pressione sul mercato del lavoro
Diya Poddar
17 ott 2024, 18:26 PM
  • Lo sciopero dei macchinisti della Boeing, che ha coinvolto 33.000 lavoratori, continua a mettere a dura prova il mercato del lavoro statunitense.
  • I licenziamenti dovuti agli uragani sono diminuiti e le richieste di assunzione sono tornate a livelli più normali.
  • Il numero di americani che percepiscono sussidi di disoccupazione è aumentato a 1,87 milioni.

Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 19.000 unità, attestandosi a 241.000 nella settimana conclusasi il 12 ottobre, riflettendo la ripresa dell'economia dalle interruzioni causate dagli uragani nel sud-est. La settimana precedente le richieste erano aumentate a causa dell'uragano Helene, che aveva causato licenziamenti significativi negli stati colpiti.

Il dato di questa settimana, pur essendo ancora elevato rispetto alle medie storiche, suggerisce che fattori temporanei, come gli eventi meteorologici, hanno determinato il picco della scorsa settimana.

Lo sciopero della Boeing continua a colpire il mercato del lavoro statunitense

Nonostante il calo delle richieste complessive, uno sciopero di 33.000 macchinisti Boeing rimane un problema persistente per il mercato del lavoro. Lo sciopero, entrato nella sua quinta settimana, ha avuto un impatto pesante sulla supply chain e sulle operazioni di Boeing.

Si prevede che le richieste dei lavoratori interessati dallo sciopero continueranno a influenzare i dati sulla disoccupazione, contribuendo a una certa volatilità nelle prossime settimane.

L'impatto dell'uragano Helene sulle richieste di sussidio di disoccupazione si è attenuato, con meno richieste dagli stati colpiti. La tempesta ha lasciato dietro di sé danni duraturi, in particolare nei settori agricolo e manifatturiero del sud-est.

Questo calo delle richieste indica che sono in corso sforzi di ripresa, ma alcuni esperti avvertono che gli elevati tassi di interesse e le pressioni inflazionistiche potrebbero mettere ulteriormente a dura prova il mercato del lavoro nei prossimi mesi.

Preoccupazioni costanti sui tassi di interesse elevati

Oltre alle perturbazioni legate alle condizioni meteorologiche, i dati recenti hanno sollevato preoccupazioni circa il fatto che gli aggressivi aumenti dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve stiano iniziando a pesare sul mercato del lavoro in generale.

Sebbene le richieste di sussidi di disoccupazione restino al di sotto dei livelli recessivi, gli economisti temono che tassi persistentemente elevati possano gradualmente erodere la domanda di lavoro, soprattutto nei settori sensibili ai tassi d'interesse, come l'edilizia e la produzione manifatturiera.

Insieme alle nuove richieste, il numero di persone che continuano a ricevere i sussidi di disoccupazione è aumentato di 9.000 unità, raggiungendo quota 1,87 milioni nella settimana del 5 ottobre.

Si tratta del livello più alto da fine luglio e segnala ulteriormente che, sebbene il mercato del lavoro rimanga resiliente, sfide quali alti tassi di interesse, scioperi in corso e disordini dovuti alle condizioni meteorologiche stanno iniziando a farsi sentire.

Mentre l'ultimo rapporto sulle richieste di sussidi di disoccupazione porta un po' di sollievo dopo il forte aumento della scorsa settimana, il quadro economico più ampio rimane contrastato. La Federal Reserve ha indicato che potrebbe mantenere i tassi di interesse più alti per un periodo più lungo, una mossa che potrebbe portare a condizioni più morbide del mercato del lavoro in futuro.

Considerati i problemi in corso, come lo sciopero della Boeing, e le incertezze economiche globali, gli economisti sono moderatamente ottimisti circa un possibile rallentamento della creazione di posti di lavoro verso la fine del 2024.