Il presidente brasiliano Lula chiede lo sviluppo di sistemi di pagamento alternativi all'interno dei BRICS

Il presidente brasiliano Lula chiede lo sviluppo di sistemi di pagamento alternativi all'interno dei BRICS
Noris Soto
23 ott 2024, 18:31 PM
  • Il presidente brasiliano Lula sostiene nuovi metodi di pagamento nei paesi BRICS.
  • I paesi BRICS mirano a stabilire autonomia finanziaria e ordine multipolare.
  • Lula sottolinea l'importanza di agire rapidamente sulle riforme finanziarie internazionali.

Durante un recente vertice, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha sottolineato la necessità di creare nuovi sistemi di pagamento per i paesi BRICS.

Ha sottolineato l'importanza dell'indipendenza finanziaria e ha suggerito che la loro Nuova Banca di Sviluppo potrebbe rappresentare una valida alternativa alle istituzioni convenzionali di Bretton Woods.

Lula, intervenendo tramite collegamento video a causa di un recente trauma cranico, ha sottolineato l'importanza di un sistema finanziario multipolare che rispecchi gli obiettivi del gruppo BRICS per l'economia globale.

Ha sostenuto un approccio serio e cauto a questo problema, supportato da competenze tecnologiche, e ha raccomandato di agire rapidamente.

I BRICS possono portare allo sviluppo economico e alla rilevanza globale?

Lula ha sottolineato il ruolo fondamentale dei BRICS nella riforma della struttura finanziaria internazionale, allontanandosi da un paradigma in cui i paesi in via di sviluppo assistono prevalentemente i paesi industrializzati.

Ha sottolineato il contributo del blocco al progresso economico globale e il suo ruolo nello sviluppo di un ambiente commerciale internazionale più equo.

Oltre agli argomenti economici, Lula ha ribadito la sua richiesta di negoziati diplomatici tra Russia e Ucraina e ha denunciato le azioni militari di Israele a Gaza.

Ha messo in guardia contro la potenziale escalation del conflitto in Cisgiordania e in Libano. La sua enfasi sulla diplomazia è in linea con la missione dei BRICS di incoraggiare la discussione e risolvere pacificamente le controversie globali.

Crescita dei BRICS e leadership russa

Originariamente composto da Brasile, Russia, India, Cina e, in seguito, dal Sudafrica, il gruppo diplomatico BRICS si è poi allargato fino a comprendere paesi come Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti.

Il presidente russo Vladimir Putin ha svolto un ruolo chiave nel rafforzare il ruolo dei BRICS come contrappeso all'influenza occidentale nella politica e nel commercio globali.

Le proposte del presidente Lula da Silva per nuove strategie finanziarie tra i paesi BRICS rappresentano un passo significativo verso il raggiungimento dell'autosufficienza finanziaria e la riforma del sistema economico globale.

Mentre i BRICS continuano ad accrescere il loro impatto e a spingere per soluzioni diplomatiche ai conflitti mondiali, il loro contributo alla promozione di un mondo multipolare sta diventando sempre più essenziale.

La posizione del Brasile sul tentativo del Venezuela di entrare nei BRICS

Nel tentativo di ridurre il proprio isolamento sulla scena mondiale, soprattutto dopo le recenti elezioni presidenziali, il governo venezuelano si sta muovendo per unirsi ai BRICS, che comprendono paesi come India, Russia, Iran, Cina, Sudafrica e Brasile.

Tuttavia, sta incontrando una forte opposizione da parte del Brasile, una nazione che un tempo era considerata un suo sostenitore.

Secondo quanto riferito, il presidente Luiz Inacio Lula Da Silva ha ordinato al suo ministro degli Esteri, Mauro Vieira, di respingere la domanda di adesione del Venezuela.

Inoltre, Celso Amorim, un importante consigliere per gli affari internazionali del governo brasiliano, ha espresso le sue preoccupazioni circa l'adesione del Venezuela al gruppo.

Ha sottolineato la necessità di cautela per evitare che i BRICS si espandano troppo rapidamente.

Mentre Russia, Cina e Iran intrattengono strette relazioni con il Venezuela, il ruolo di primo piano del Brasile in Sud America rende il suo punto di vista particolarmente incisivo in questa situazione.

Una decisione del Brasile di negare l'ingresso al Venezuela potrebbe ostacolare significativamente gli sforzi diplomatici del Paese e mettere in luce l'esitazione di gran parte della comunità internazionale nel ignorare gli eventi delle elezioni presidenziali del 28 luglio.