Il Consiglio tributario danese propone di tassare i guadagni non realizzati dalle criptovalute

Il Consiglio tributario danese propone di tassare i guadagni non realizzati dalle criptovalute
Charles Thuo
24 ott 2024, 16:14 PM
  • Il Consiglio fiscale danese propone di tassare i guadagni non realizzati derivanti dalle criptovalute, potenzialmente al 42% annuo.
  • Il consiglio è favorevole a un modello di inventario che tassa interi portafogli in base alle fluttuazioni di valore ogni anno.
  • La proposta di legge sarà introdotta nel 2025 e dovrebbe entrare in vigore non prima di gennaio 2026.

Il Consiglio tributario danese ha raccomandato l'introduzione di un disegno di legge volto a tassare i guadagni e le perdite non realizzati sulle criptovalute, una mossa che potrebbe rivoluzionare significativamente lo scenario per gli investitori danesi in criptovalute.

La proposta del Consiglio rientra in una tendenza più ampia tra le giurisdizioni globali che cercano di inasprire le normative e garantire un trattamento fiscale equo tra le varie classi di attività.

Relazione del Consiglio di diritto tributario danese

In un rapporto dettagliato di 93 pagine, il Consiglio ha delineato le motivazioni alla base del nuovo quadro fiscale, sottolineando la necessità di eliminare l'asimmetria nell'attuale sistema fiscale, che ha costretto molti investitori a subire una tassazione ingiusta in base ai tradizionali modelli di imposta sulle plusvalenze.

Le raccomandazioni suggeriscono che tutte le criptovalute dovrebbero essere soggette a un insieme coerente di regole per semplificare il processo di tassazione e aumentare la trasparenza.

Il consiglio ha deliberato su tre possibili modelli di tassazione: imposta sulle plusvalenze, imposta sui magazzini e imposta sulle scorte.

In definitiva, sembra favorire il modello di tassazione dell'inventario, che tratterebbe l'intero portafoglio di criptovalute di un investitore come un singolo "inventario" da tassare annualmente, indipendentemente dal fatto che gli asset siano stati venduti.

Questo modello mira a imporre una tassazione continua, il che significa che gli investitori sarebbero tenuti a pagare le imposte in base alle fluttuazioni annuali del valore dei loro titoli, anziché solo in base alla vendita dei beni.

Il ministro delle Finanze Rasmus Stoklund ha riconosciuto le complessità che circondano la tassazione delle criptovalute, in particolare data la loro natura decentralizzata e la mancanza di una supervisione normativa centralizzata.

L'imposta proposta sui guadagni non realizzati potrebbe ammontare a circa il 42%, e si applicherebbe non solo ai nuovi asset acquisiti, ma potenzialmente anche a quelli detenuti sin dall'inizio del Bitcoin nel gennaio 2009.

Questa ampia applicazione ha suscitato preoccupazione tra i sostenitori delle criptovalute, che la vedono come un forte deterrente agli investimenti in valute digitali.

Il Consiglio ha inoltre sottolineato la necessità di obblighi di rendicontazione più rigorosi per i fornitori di servizi crittografici, come gli exchange e le società di pagamento.

Questi fornitori sarebbero tenuti a condividere le informazioni sulle transazioni con le autorità in modo accessibile a tutti i paesi dell'UE, agevolando così una maggiore supervisione e conformità.

Il disegno di legge legislativo proposto è previsto per l'inizio del 2025

Si prevede che la proposta legislativa venga presentata all'inizio del 2025, mentre le nuove norme fiscali non dovrebbero entrare in vigore prima del 1° gennaio 2026.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che queste raccomandazioni non sono ancora diventate legge: necessitano della valutazione e dell'approvazione del Parlamento danese prima di essere implementate.

Il quadro fiscale proposto riflette un crescente consenso globale sulla necessità di norme più chiare e appropriate per disciplinare il trattamento delle criptovalute.

Mentre giurisdizioni come la Danimarca adottano misure normative, gli investitori e i partecipanti al mercato delle criptovalute devono rimanere informati e adattarsi al panorama fiscale in evoluzione.