Ripple presenta ricorso contro il modulo C, contesta la decisione istituzionale sulle vendite di XRP

Ripple presenta ricorso contro il modulo C, contesta la decisione istituzionale sulle vendite di XRP
Rony Roy
25 ott 2024, 13:37 PM
  • L'appello di Ripple chiede una revisione "de novo" della classificazione di XRP come titolo.
  • La società contesta l'interpretazione dei contratti di investimento da parte della SEC.
  • Nel documento si sostiene inoltre la mancanza di chiarezza normativa sulle transazioni di asset digitali.

Ripple Labs ha presentato ricorso contro la sentenza del tribunale distrettuale degli Stati Uniti che ha etichettato le sue vendite istituzionali di XRP come transazioni su titoli.

Il ricorso di Ripple, dettagliato nel suo modulo C, richiede una revisione "de novo", che consenta alla corte d'appello di valutare in modo indipendente le interpretazioni legali del tribunale distrettuale senza rinviare a sentenze precedenti.

Questo ricorso, confermato dall'avvocato James K in un post del 25 ottobre su X, segue una precedente decisione del distretto meridionale di New York sulla vendita istituzionale di XRP.

Il team legale di Ripple sostiene che la sentenza interpreta erroneamente aspetti essenziali della normativa sui titoli, in particolare per quanto riguarda la classificazione delle vendite XRP come contratti di investimento ai sensi del Securities Act del 1933.

Le argomentazioni legali di Ripple si concentrano su quattro questioni centrali, a partire dall'interpretazione di un "contratto di investimento" ai sensi del Securities Act del 1933.

Ripple sostiene che un contratto di investimento legittimo dovrebbe includere un accordo formale, insieme a responsabilità post-vendita definite e al diritto degli acquirenti di ricevere profitti direttamente da Ripple.

La società sostiene che le sue vendite XRP non rientrano in questa definizione, un punto che Ripple ritiene fondamentale per stabilire un quadro giuridico più preciso per le risorse digitali.

Successivamente, l'appello di Ripple contesta l'applicazione da parte del tribunale di grado inferiore del "Howey Test", uno standard per l'identificazione dei titoli derivato dal caso SEC contro WJ Howey Co. del 1946.

Ripple sostiene che le sue vendite XRP non soddisfano le condizioni di Howey, poiché non comportano investimenti in un'“impresa comune” i cui profitti sono attesi esclusivamente dagli sforzi di Ripple.

Secondo quanto riportato nel fascicolo, questo aspetto della sentenza interpreta male la natura delle transazioni e potrebbe avere ripercussioni sul modo in cui le attività digitali saranno classificate in casi futuri.

Ripple solleva anche la questione della “giusta comunicazione”, sostenendo di aver fornito ampie informazioni sulle incertezze normative che circondano XRP e afferma che la SEC non ha fornito indicazioni chiare sulle normative sulle criptovalute.

Ciò, sostiene Ripple, indica che la SEC non è riuscita a chiarire i requisiti legali per le transazioni di asset digitali, una componente fondamentale della difesa di Ripple.

Infine, Ripple sostiene la specificità dell'ingiunzione imposta dal giudice Analisa Torres, che in linea di massima richiede a Ripple di "obbedire alla legge". Ripple sostiene che ciò manca di chiarezza, non raggiungendo la necessaria specificità legale ai sensi delle Norme federali di procedura civile.

In un post separato, il responsabile legale di Ripple, Stuart Alderoty, ha ricordato alla comunità che la SEC "non può presentare nuove prove o chiedere [a Ripple] di produrne altre" durante l'appello. Alderoty ha espresso ottimismo, affermando che i tentativi della SEC di "distrarre" Ripple e il settore erano diventati "rumore di fondo", aggiungendo:

"La parte difficile della lotta è alle nostre spalle. L'attività di Ripple cresce e si rafforza ogni giorno, anche mentre si svolge questo processo di appello".

La storia finora

Le battaglie legali di Ripple sono iniziate a dicembre 2020, quando la SEC ha intentato una causa sostenendo che le vendite di XRP di Ripple rappresentavano un'offerta di titoli non registrata, che ha raccolto 1,3 miliardi di dollari. Ripple ha sempre sostenuto che XRP non dovrebbe essere classificato come un titolo, citando le differenze tra XRP e altri asset come Bitcoin ed Ethereum, che non sono classificati come titoli.

Nel marzo 2021, una sentenza del giudice Sarah Netburn ha riconosciuto l'utilità di XRP e il suo valore paragonabile a quello di una valuta, distinguendolo dalle altre criptovalute.

Il 13 luglio 2023, la giudice Analisa Torres ha stabilito che XRP non era un titolo nelle vendite pubbliche in borsa. Tuttavia, la corte ha scoperto che le vendite istituzionali di XRP di Ripple violavano la legge sui titoli, portando alla multa di 125 milioni di $.

L' appello della SEC contro questa sentenza parziale è stato respinto nell'ottobre 2023, ma l'agenzia ha comunque richiesto una revisione dell'interpretazione giuridica relativa alle vendite istituzionali.

L'ultima denuncia presentata da Ripple porta queste questioni all'attenzione della Corte del Secondo Circuito, mentre continua a contestare il quadro normativo che circonda le risorse digitali negli Stati Uniti.