Come la polizia sudcoreana ha sventato una frode da 230 milioni di dollari in criptovalute rivolta a investitori anziani

Come la polizia sudcoreana ha sventato una frode da 230 milioni di dollari in criptovalute rivolta a investitori anziani
Diya Poddar
13 nov 2024, 10:29 AM
  • La truffa è stata guidata da uno YouTuber, il signor A, che ha promosso falsi investimenti in criptovalute ai suoi 620.000 follower.
  • Si presume che una società fraudolenta abbia incassato 325,6 miliardi di won promuovendo token senza valore.
  • Sono stati utilizzati 1.444 conti per oscurare i flussi di fondi, complicando le indagini.

Yonhap News ha riferito che la polizia provinciale meridionale di Gyeonggi in Corea del Sud ha arrestato 215 persone coinvolte in un vasto schema di quasi-investimento che aveva come bersaglio oltre 15.000 vittime, per lo più individui di mezza età e anziani.

L'operazione fraudolenta, guidata da uno YouTuber con 620.000 iscritti, avrebbe truffato 325,6 miliardi di won (230 milioni di dollari) promuovendo 28 monete digitali, attirando gli investitori con promesse di alti rendimenti.

Gli arresti sono stati effettuati a seguito di un'indagine sulla truffa, che si sarebbe verificata tra dicembre 2021 e marzo 2023 e che prevedeva token falsi, pubblicità ingannevoli e furto di identità per garantire prestiti per conto di ignari investitori.

Un piano fraudolento ha accumulato miliardi prendendo di mira gli investitori sudcoreani

La società di quasi-investimenti fraudolenta dietro questa operazione ha attirato una somma enorme, accumulando 325,6 miliardi di won (circa 230 milioni di dollari) da 15.304 investitori.

Il signor A, lo YouTuber con pseudonimo e presunto leader del piano, ha promosso questi investimenti, tra cui sei monete quotate su borse estere, la maggior parte delle quali prive di valore e non supportate da alcun asset autentico.

Molte vittime sono state convinte a investire somme ingenti, alcune delle quali hanno raggiunto anche 1,2 miliardi di won (oltre 852.000 dollari).

Utilizzando frasi allettanti come “20 volte il capitale” e “Un’opportunità per cambiare il tuo destino”, la società fraudolenta si approfittava di coloro che avevano già subito perdite finanziarie.

Il signor A avrebbe esortato le persone a vendere beni di valore, tra cui case, per investire in token, sostenendo al contempo di offrire un risarcimento per le perdite passate attraverso monete ad alto profitto.

Questa strategia ha visto diversi investitori vendere i loro appartamenti per finanziare acquisti simbolici, allettati da promesse in definitiva infondate.

Il furto di identità e l’impersonificazione degli enti di regolamentazione hanno aggravato le perdite

Ulteriori indagini hanno rivelato che il gruppo si è spacciato per il Financial Supervisory Service della Corea del Sud, utilizzando falsi ID e numeri di telefono per ottenere fiducia. Hanno raccolto informazioni sull'identità degli investitori, con il pretesto di compensare le perdite, e hanno utilizzato questi dettagli per richiedere prestiti di credito.

La polizia ha monitorato oltre 1.400 conti collegati alla truffa, mappando il flusso di fondi illeciti mentre il gruppo continuava a ingannare gli investitori sotto vari aspetti.

Il signor A è riuscito a eludere i primi tentativi della polizia lasciando la Corea del Sud attraverso Hong Kong e Singapore, prima di essere infine arrestato in Australia.

Le autorità sudcoreane hanno sequestrato 22 Bitcoin per un valore di 1,9 milioni di dollari ai prezzi correnti, oltre a confiscare beni per un valore di 47,8 miliardi di won (34 milioni di dollari).

Questi sequestri, pur essendo ingenti, coprono solo una frazione dei fondi raccolti durante l'operazione.

Crescente vulnerabilità tra gli investitori anziani alle truffe sulle criptovalute

La truffa ha messo in luce una tendenza allarmante: la crescente vulnerabilità degli investitori anziani nel mercato delle criptovalute.

Molti cittadini sudcoreani di mezza età e anziani presi di mira da questo gruppo sono stati attratti dagli investimenti in criptovalute con la promessa di rendimenti sostanziali e in grado di cambiare la loro vita, il che dimostra la necessità di maggiori tutele.

Questo caso sottolinea le potenziali conseguenze di una frode incontrollata nel panorama in rapida evoluzione delle risorse digitali, soprattutto perché le truffe diventano sempre più sofisticate nei loro approcci di marketing e nella loro portata.

In risposta all'aumento delle truffe, le autorità sudcoreane stanno intensificando gli sforzi per proteggere gli investitori dalle truffe legate alle criptovalute.

Questo caso fa parte di un'iniziativa più ampia dell'Unità investigativa anticorruzione e criminalità economica della Corea del Sud per combattere i reati finanziari nel settore delle criptovalute.

La recente repressione riflette l'attenzione delle autorità nel monitorare le risorse digitali e nell'implementare una rigorosa supervisione normativa per prevenire futuri casi di sfruttamento finanziario di massa.