La Neom da 1,5 trilioni di dollari dell'Arabia Saudita riuscirà a sostenere la sua ondata di spese?
- L'Arabia Saudita è passata da un surplus di 27,68 miliardi di dollari nel 2022 a un deficit di 21,6 miliardi di dollari nel 2023.
- Le previsioni di crescita del PIL reale per il 2023 sono state riviste allo 0,8%, in calo dal 4,4%.
- Le riserve estere pari a 456,97 miliardi di dollari sostengono la gestione del debito saudita.
Un rapporto della CNBC rivela che nel vasto deserto nord-occidentale dell'Arabia Saudita è in corso la costruzione di Neom, uno sviluppo urbano futuristico concepito come componente fondamentale della Vision 2030.
Con l'ambizione di ospitare 9 milioni di persone all'interno di due grattacieli paralleli in vetro che si estendono per 170 chilometri, The Line rappresenta l'apice di questa impresa da 1,5 trilioni di dollari.
Questo imponente progetto urbano, parte del piano dell'Arabia Saudita per ridurre la dipendenza dal petrolio, è completato da altre iniziative ipermoderne, volte a trasformare il regno in un polo di innovazione, turismo e sostenibilità.
I recenti cambiamenti nelle priorità di spesa e le sfide economiche sollevano interrogativi sulla fattibilità di queste grandi ambizioni.
La scala e i costi di Neom rimodellano la spesa saudita
Il costo stimato di Neom è salito a 1,5 trilioni di dollari, rendendolo uno degli sviluppi più grandi e ambiziosi al mondo.
Finanziato in gran parte dal Fondo di investimento pubblico (PIF) dell'Arabia Saudita, che gestisce 925 miliardi di dollari di attività, il progetto è fondamentale per diversificare l'economia del regno.
Le recenti pressioni economiche, tra cui un deficit crescente e il calo delle entrate petrolifere, hanno spinto a rivalutare le priorità.
Nel 2023, l'economia saudita è passata da un surplus di bilancio di 27,68 miliardi di dollari a un deficit di 21,6 miliardi di dollari.
Per il 2024, il governo prevede un deficit di 21,1 miliardi di dollari, con entrate pari a 312,5 miliardi di dollari e spese pari a 333,5 miliardi di dollari.
Sebbene il deficit sia gestibile grazie alle riserve di valuta estera del Paese pari a 456,97 miliardi di dollari e al rating creditizio A+, la pressione sulle finanze pubbliche è evidente.
La linea, inizialmente concepita come una città lineare lunga 106 miglia, è ora in fase di costruzione per una fase notevolmente ridotta, di sole 1,5 miglia.
Sebbene i dirigenti di Neom insistano sul fatto che l'obiettivo finale rimanga intatto, questo cambiamento riflette un approccio pragmatico alla gestione dei costi e al conseguimento di risultati incrementali.
Anche l'obiettivo demografico per The Line è stato ridotto, da 1,5 milioni entro il 2030 a meno di 300.000 nel breve termine.
Gli investimenti nazionali hanno la precedenza
Nel 2023, l'Arabia Saudita ha spostato l'attenzione dagli ingenti investimenti all'estero alla priorità dei progetti nazionali.
Gli analisti ritengono che questa svolta riconosca l'urgente necessità di garantire rendimenti finanziari dai miliardi già stanziati per progetti ambiziosi come Neom.
Un finanziatore con sede nel Golfo ha osservato che l'enfasi interna del PIF evidenzia la continua spesa richiesta per le iniziative Vision 2030.
La sfida del regno risiede nel bilanciare le pressioni fiscali immediate con la trasformazione economica a lungo termine promessa da questi progetti.
Le realtà economiche mettono alla prova gli obiettivi Vision 2030
La Vision 2030 dell'Arabia Saudita mira a ridurre la dipendenza dai proventi del petrolio e a creare una base economica diversificata.
Tuttavia, i prezzi bassi e persistenti del petrolio e la riduzione della produzione nell'ambito degli accordi OPEC+ hanno ostacolato la crescita dei ricavi.
Le proiezioni di crescita del PIL reale per il 2023 sono state ridotte dal 4,4% allo 0,8%.
Nonostante queste sfide, il ministro delle Finanze Mohammed Al-Jadaan resta fiducioso nella sostenibilità fiscale del regno, sottolineando che le entrate non petrolifere rappresentano ora il 37% della spesa pubblica.
Fonte: CNBC
Secondo la Banca centrale dell'Arabia Saudita, quest'anno il governo saudita ha emesso obbligazioni per oltre 35 miliardi di dollari, sfruttando il suo solido rating creditizio e le sue solide riserve per gestire i deficit e al contempo mantenere gli investimenti nei progetti Vision 2030.
Equilibrio tra ambizione e pragmatismo
Gli analisti, tra cui i ricercatori della Tulane University, avvertono che le dimensioni di Neom e di altri giga-progetti potrebbero non essere sostenibili nella loro forma attuale.
Alcune iniziative potrebbero subire ulteriori riduzioni o ritardi per adeguarsi alla realtà fiscale.
La flessibilità del regno nell'adattarsi alle condizioni economiche e la volontà di adattare la portata dei progetti suggeriscono un approccio pragmatico per affrontare queste sfide.
La traiettoria di Neom è un esempio di questo gioco di equilibri.
Sebbene le fasi iniziali siano incentrate sul conseguimento di risultati tangibili, permangono interrogativi sulla fattibilità più ampia di una visione così ambiziosa.
Per molti sauditi, i miglioramenti concreti nelle infrastrutture, nell'assistenza sanitaria e nell'istruzione potrebbero avere un valore più immediato rispetto ai progetti urbanistici futuristici.
Nonostante le preoccupazioni, la resilienza economica e le riforme strategiche dell'Arabia Saudita la rendono in grado di affrontare le sfide attuali.
Gli sforzi per attrarre investimenti esteri e diversificare i flussi di entrate si sono rivelati promettenti: le riforme hanno migliorato la resilienza economica e aumentato la fiducia degli investitori globali.
Il successo di Neom dipenderà dalla sua capacità di produrre risultati misurabili mantenendo al contempo la disciplina fiscale.
Per una nazione che intende ridefinire la propria immagine globale e le proprie fondamenta economiche, il percorso da seguire richiede di bilanciare aspirazioni audaci con traguardi raggiungibili.
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