Ecco le azioni europee che potrebbero prosperare nonostante l'impatto dei dazi di Trump
- L'Europa, fortemente dipendente da un commercio globale senza soluzione di continuità, rischia notevoli sconvolgimenti economici.
- La sottovalutazione dei titoli azionari europei potrebbe creare opportunità selettive in settori meno dipendenti dal commercio.
- I settori dei beni di consumo di base, dei servizi di pubblica utilità, della tecnologia e della difesa si mostrano promettenti nonostante le sfide.
Mentre Donald Trump si prepara per un altro mandato alla Casa Bianca, le tariffe da lui proposte sulle importazioni da Cina, Messico e Canada sono destinate a rimodellare le dinamiche del commercio globale.
Anche se l'Europa potrebbe dover affrontare una serie di tariffe statunitensi, la preoccupazione maggiore per la regione risiede negli effetti a catena delle barriere commerciali rivolte alla Cina, un importante partner economico.
L'Europa, fortemente dipendente da un commercio globale senza soluzione di continuità, rischia notevoli sconvolgimenti economici.
I dazi minacciano di indebolire un continente già alle prese con elevati costi energetici, pressioni inflazionistiche e una crescita lenta, aggravata dall'attuale conflitto della Russia in Ucraina.
Tuttavia, alcuni titoli e settori potrebbero ancora prosperare nonostante le più ampie sfide economiche in Europa, soprattutto perché le azioni sottovalutate della regione mostrano il potenziale per ridurre il divario con le loro controparti statunitensi, riporta Barron's.
La vulnerabilità dell’Europa alle interruzioni commerciali
Il modello economico europeo dipende in larga misura dalle esportazioni: circa il 20% delle esportazioni dell'Unione Europea e del Regno Unito sono dirette verso gli Stati Uniti.
I beni di lusso, come le borse Louis Vuitton di LVMH, le auto Ferrari e il whisky scozzese Talisker di Diageo, potrebbero dover affrontare costi più elevati se venissero imposti dazi.
Tuttavia, gli analisti sottolineano che l'impatto dei dazi sui beni europei potrebbe essere limitato.
Gran parte delle esportazioni europee sono costituite da servizi, che sono esenti da dazi doganali, mentre diversi beni di lusso, come le automobili Volkswagen, sono fabbricati negli Stati Uniti e quindi eviteranno le imposte.
Tuttavia, la minaccia più ampia per l'Europa deriva dalla potenziale interruzione delle catene di approvvigionamento globali e dalle frizioni commerciali.
Come sottolinea Matthew Gilman, stratega del mercato azionario europeo di UBS, "Gli effetti a catena dei dazi sulla crescita globale e sulla domanda finale sono una preoccupazione significativa".
La ritorsione cinese potrebbe intensificare le sfide
Una delle maggiori preoccupazioni per l'Europa sono le ritorsioni da parte di altre nazioni, in particolare della Cina, che potrebbe dirottare le sue esportazioni verso altre regioni, tra cui l'Europa.
L'afflusso di prodotti cinesi, come nel caso dei veicoli elettrici, potrebbe aumentare la concorrenza e ridurre i prezzi, aumentando ulteriormente la pressione sui produttori europei.
Martin Todd, gestore di fondi presso Federated Hermes, sottolinea la sensibilità dell'Europa agli sviluppi in Cina.
"L'Europa è fortemente esposta alle tendenze manifatturiere ed economiche cinesi. Qualsiasi interruzione dovuta alle tariffe potrebbe esacerbare le sfide esistenti", ha osservato.
I dazi di Trump potrebbero portare opportunità ai mercati europei sottovalutati
Il declassamento da parte di UBS delle sue previsioni per il 2024 per l'indice Euro STOXX 50 sottolinea l'incertezza che circonda le azioni europee.
Quest'anno l'indice ha guadagnato solo il 7%, rispetto all'aumento del 19% del Dow Jones Industrial Average, a dimostrazione delle difficoltà economiche del continente.
Tuttavia, se da un lato le minacce tariffarie di Trump aggravano le vulnerabilità esistenti, dall'altro potrebbero anche spingere i mercati europei ad adeguarsi e ad attrarre investitori contrari.
La sottovalutazione dei titoli azionari europei potrebbe creare opportunità selettive, soprattutto nei settori meno dipendenti dal commercio globale.
Le azioni europee vengono scambiate a circa 14 volte gli utili futuri, con uno sconto significativo rispetto alle azioni statunitensi, che in media sono oltre 22 volte gli utili.
Gli analisti vedono opportunità nei titoli azionari europei sottovalutati rispetto alle loro controparti statunitensi.
Azioni promettenti nonostante le sfide tariffarie
Nonostante le sfide incombenti, alcuni settori europei si mostrano promettenti.
Beni di consumo di prima necessità: i beni di consumo di prima necessità potrebbero rimanere resilienti nonostante i dazi su beni come lo Scotch, poiché i beni essenziali di aziende come Unilever e Nestlé continueranno a essere richiesti.
L'iShares MSCI Europe Consumer Staples ETF (ESIS) ha registrato un calo del 5% quest'anno, con una performance inferiore al guadagno del 5,8% dello STOXX Europe 600.
Servizi di pubblica utilità: la transizione energetica in Europa resta un tema di grande attualità.
Aziende come la francese EDF e la tedesca E.ON potrebbero trarre vantaggio da investimenti a lungo termine nelle infrastrutture per le energie rinnovabili.
Tuttavia, il calo dei prezzi del gas naturale, dovuto potenzialmente alla fine della guerra tra Russia e Ucraina, potrebbe rappresentare un rischio per questi titoli.
Tecnologia: sebbene la tecnologia europea non abbia eguagliato la crescita degli Stati Uniti, aziende come SAP e Infineon offrono un solido potenziale.
Il loro profilo più basso rispetto ai giganti della Silicon Valley li rende attraenti per gli investitori anticonformisti.
Difesa : la retorica di Trump sulla riduzione del sostegno militare degli Stati Uniti agli alleati potrebbe indurre un aumento della spesa per la difesa in Europa.
Aziende come la francese Thales, la tedesca ThyssenKrupp e la britannica BAE Systems sono destinate a trarre vantaggio dall'aumento dei budget militari da parte delle nazioni.
Queste aziende hanno avuto performance inferiori rispetto ai titoli azionari del settore della difesa statunitense, offrendo un'opportunità di crescita in un'Europa più autosufficiente.
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