Il Regno Unito reagirà se colpito dalle tariffe di Trump?

Il Regno Unito reagirà se colpito dalle tariffe di Trump?
Srinibas Rout
06 dic 2024, 10:16 AM
  • Trump ha proposto tariffe doganali uniformi del 10-20% su quasi tutte le importazioni.
  • Paesi come Canada, Messico e Cina sono già stati indicati come obiettivi.
  • Sebbene il Regno Unito non sia esplicitamente menzionato nell'elenco, la possibilità di essere colpito ha suscitato preoccupazione.

Il Regno Unito potrebbe dover prendere decisioni difficili su come reagire alle potenziali tariffe statunitensi imposte dall'amministrazione del presidente eletto Donald Trump.

Jonathan Reynolds, ministro britannico per gli affari e il commercio, ha dichiarato in un'intervista al Financial Times che la Gran Bretagna "rifletterà attentamente" prima di adottare misure di ritorsione se Trump imporrà nuove tariffe.

Il piano tariffario di Trump suscita preoccupazioni

Trump, che tornerà alla Casa Bianca a gennaio, ha proposto tariffe doganali uniformi del 10-20% su quasi tutte le importazioni.

Paesi come Canada, Messico e Cina sono già stati indicati come obiettivi.

Sebbene il Regno Unito non sia esplicitamente menzionato nell'elenco, la possibilità di essere colpito ha suscitato preoccupazione.

"In questo Paese non esiste una base politica per il protezionismo", ha osservato Reynolds, sottolineando che la Gran Bretagna preferisce mercati aperti e libero scambio.

Ha aggiunto che, sebbene la ritorsione sia un'opzione, il governo è diffidente nei confronti di misure che potrebbero aumentare il costo dei beni e del cibo per i consumatori.

Reynolds ha espresso la speranza che il bilanciato rapporto commerciale del Regno Unito con gli Stati Uniti possa proteggerlo da misure tariffarie aggressive.

Tuttavia, ha riconosciuto l'incertezza che circonda le politiche commerciali della nuova amministrazione e la possibilità di un cambiamento di priorità.

Un accordo di libero scambio è improbabile

Il ministro ha minimizzato la possibilità di un tradizionale accordo di libero scambio tra i due Paesi, citando le differenze negli standard alimentari come un ostacolo significativo.

"I nostri standard alimentari continueranno a rappresentare un ostacolo", ha affermato, segnalando una limitata possibilità di compromesso sulla questione.

La cancelliera Rachel Reeves aveva precedentemente sottolineato l'importanza del libero scambio, promettendo di presentare "solide rappresentazioni" all'amministrazione Trump.

Ha sottolineato i vantaggi reciproci dei mercati aperti e i rischi delle politiche protezionistiche.

Tariffe e inflazione: un punto interrogativo

Megan Greene, membro del comitato direttivo della Banca d'Inghilterra, ha valutato l' impatto economico potenziale delle tariffe statunitensi.

Giovedì ha affermato che non è ancora chiaro se le proposte tariffarie di Trump faranno aumentare o diminuire l'inflazione britannica, aggiungendo un altro livello di complessità alla situazione.

"Nessuno di noi sa esattamente come potrebbero essere queste tariffe. Non riusciamo nemmeno a capire in quale direzione spingeranno l'inflazione, in particolare nel Regno Unito e anche nella zona euro in una certa misura", ha affermato Greene durante un dibattito organizzato dal Financial Times.

L'inflazione dei prezzi al consumo nel Regno Unito è stata del 2,3% a ottobre, con la Banca d'Inghilterra che prevede un'impennata al 3% il prossimo anno.

Tale aumento è dovuto a diversi fattori, tra cui la diminuzione dell'effetto dei cali dei prezzi dell'energia dell'anno scorso e lo stimolo anticipato nel recente bilancio.

Mentre Trump si prepara a insediarsi, la Gran Bretagna deve trovare un delicato equilibrio tra la tutela dei propri interessi commerciali e il mantenimento dell'accessibilità dei prodotti per i consumatori.

La prospettiva di tariffe è molto concreta, ma il Regno Unito sembra intenzionato a mantenere aperte le opzioni, dando priorità alla diplomazia rispetto a una ritorsione immediata.