Le azioni asiatiche scendono mentre gli investitori attendono il cruciale rapporto sull'inflazione statunitense
- I mercati asiatici hanno registrato un calo in attesa della pubblicazione dei dati cruciali sull'inflazione negli Stati Uniti.
- L'incontro economico cinese e le potenziali misure di stimolo stanno influenzando il sentiment degli investitori.
- I dati dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti influenzeranno in modo significativo la decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse.
Mercoledì i mercati asiatici hanno registrato un lieve calo, mentre gli investitori attendevano con ansia la pubblicazione dei dati chiave sull'inflazione negli Stati Uniti.
Questo cruciale indicatore economico influirà notevolmente sulla decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse della prossima settimana, lasciando i mercati in uno stato di cauta attesa.
Il dollaro è rimasto relativamente stabile dopo un rialzo durato tre giorni.
La risposta mista dell'Asia: Hong Kong e Cina in testa al declino
Diversi mercati asiatici hanno registrato cali. A Hong Kong e nella Cina continentale i prezzi delle azioni sono scesi quando mercoledì Pechino ha avviato la sua riunione economica annuale.
Anche Taiwan e l'Australia hanno registrato una pressione al ribasso.
La Corea del Sud, tuttavia, ha sfidato la tendenza, registrando il secondo giorno consecutivo di guadagni dopo le recenti turbolenze politiche causate da una breve dichiarazione di legge marziale.
Preoccupazioni per l'inflazione e azioni delle banche centrali
Un indice Bloomberg che monitora la forza del dollaro ha mostrato poche variazioni in vista della pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) americano.
I future S&P 500 hanno mostrato una minima variazione, mentre i mercati europei hanno registrato lievi cali.
I prossimi dati dell'indice dei prezzi al consumo forniranno alla Federal Reserve ulteriori informazioni sull'inflazione prima della loro prossima riunione.
Al momento, il trading di swap indica un'85% di probabilità di una riduzione dei tassi di un quarto di punto questo mese.
Allo stesso tempo, la Conferenza centrale sul lavoro economico della Cina, che si terrà per due giorni, dovrebbe delineare le linee guida politiche per l'anno prossimo.
I commercianti sono incoraggiati dai recenti segnali di stimolo provenienti dalla dirigenza cinese.
Kimmy Tong, stratega di mercato globale e FX di Everbright Securities International, ha sottolineato l'attenzione del mercato: "Il mercato cerca prove a sostegno di ulteriori tagli dei tassi" negli Stati Uniti.
"Dato che i dati dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti sono gradualmente rimbalzati da ottobre, l'importanza dei dati del CPI di novembre è cruciale per giustificare due tagli dei tassi nella prima metà del 2025", ha detto Tong a Bloomberg.
Il piano economico della Cina: ambiziosi tagli al deficit e ai tassi
Gli economisti prevedono che la Cina potrebbe aumentare notevolmente il suo deficit di bilancio, potenzialmente fino al livello più alto degli ultimi trent'anni, e attuare i tagli più sostanziali ai tassi di interesse dal 2015.
Almeno sette agenzie di intermediazione finanziaria cinesi prevedono che il deficit fiscale raggiungerà il 4% del PIL l'anno prossimo, il livello più alto da una importante riforma fiscale del 1994.
Storicamente, Pechino ha mantenuto il suo rapporto deficit di bilancio al 3% o al di sotto.
Cambiamenti repentini in Cina: scetticismo degli investitori e inversione di tendenza del mercato
Le azioni cinesi e di Hong Kong hanno inizialmente mostrato una tendenza positiva al mattino in Asia, ma questa tendenza si è poi invertita.
Kyle Rodda, analista di mercato senior di Capital.com, ha offerto una spiegazione a Bloomberg: con poca continuità nelle dichiarazioni del Politburo cinese, "potrebbe trattarsi di un caso di "una volta bruciato, due volte timoroso" per gli investitori, che stanno diventando più scettici e meno disposti ad acquistare stimoli, data la mancanza di continuità nelle promesse politiche del passato".
Lo yen giapponese: pressioni inflazionistiche e aspettative di rialzo dei tassi
In Giappone lo yen si è rafforzato leggermente dopo che i prezzi dei beni aziendali hanno registrato la crescita più rapida degli ultimi 16 mesi, indicando un'escalation delle pressioni inflazionistiche nell'economia.
Questo sviluppo rafforza la politica di normalizzazione continua della banca centrale.
Nonostante ciò, la forza complessiva dello yen rimane contenuta, poiché gli operatori hanno ridotto le loro aspettative di un aumento dei tassi a dicembre.
Gli overnight indexed swap riflettono ora una probabilità di aumento dei tassi a dicembre pari al 20%, in netto calo rispetto al 60% all'inizio della scorsa settimana.
Motonari Sakai, direttore capo della divisione di trading di prodotti finanziari e valutari presso la Mitsubishi UFJ Trust & Banking Corp. con sede a Tokyo, ha osservato: "Lo yen ha mostrato una piccola reazione ai dati sui prezzi alla produzione", aggiungendo: "Ma il movimento è contenuto in attesa dei dati sull'inflazione statunitense".
Correnti sotterranee geopolitiche
Sul fronte geopolitico, l'offerta della Nippon Steel Corp. per l'acquisizione della United States Steel Corp. sembra essere prossima alla conclusione.
Fonti a conoscenza della questione indicano che il presidente Joe Biden è pronto a bloccare formalmente la vendita da 14,1 miliardi di dollari per motivi di sicurezza nazionale, una volta che l'accordo gli sarà ufficialmente sottoposto entro la fine del mese.
Nel frattempo, il presidente cinese Xi Jinping ha avviato un'indagine su Nvidia Corp. e ha vietato l'esportazione di diversi materiali delle terre rare con applicazioni militari, con il rischio di aumentare le tensioni commerciali con gli Stati Uniti.
Pechino ha anche imposto restrizioni sulla vendita di componenti chiave dei droni agli Stati Uniti e all'Europa.
I prezzi del petrolio sono saliti leggermente in attesa dei cruciali dati sull'inflazione negli Stati Uniti e del prossimo rapporto mensile dell'OPEC.
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