Perché l'economia del Regno Unito sembra bloccata e come potrebbe riprendersi

  • L'economia del Regno Unito sta lottando con previsioni di crescita in calo, costi in aumento e investimenti bloccati.
  • Le riforme fiscali e le modifiche alle pensioni scoraggiano il risparmio, mentre il commercio e la manifattura rimangono deboli.
  • Senza coraggiose modifiche politiche, l'inflazione e l'incertezza potrebbero tenere l'economia bloccata a bassa velocità.

L'economia del Regno Unito non è in caduta libera, ma sta a malapena avanzando. Le previsioni di crescita si stanno riducendo, l'inflazione si rifiuta di scendere e le imprese stanno subendo la stretta.

La British Chambers of Commerce (BCC) ha ridotto la sua previsione di crescita del PIL per il 2024 allo 0,8%, rispetto all'1,1% precedente, mentre l'inflazione dovrebbe rimanere al di sopra dell'obiettivo del 2% della Banca d'Inghilterra fino al 2026.

Con tasse più elevate, un commercio debole e una fiducia aziendale scossa, il Paese sta faticando a trovare la sua stabilità.

Cosa sta frenando la crescita?

Il mercato del lavoro offre uno dei segnali più chiari del rallentamento. Secondo un sondaggio condotto da KPMG e dalla Recruitment and Employment Confederation (REC), a novembre le offerte di lavoro sono diminuite al tasso più elevato degli ultimi quattro anni.

A causa dell'aumento dei costi, i datori di lavoro stanno rivedendo le proprie esigenze di personale, con conseguenti licenziamenti e il più forte aumento della disponibilità di personale degli ultimi mesi.

Si prevede che la disoccupazione raggiungerà il 4,5% entro la fine del 2025, leggermente più alta rispetto alle precedenti proiezioni.

La disoccupazione giovanile rimane un problema ostinato: si prevede che nel 2025 il 14,9% dei giovani sarà senza lavoro.

Queste tendenze evidenziano la pressione finanziaria sulle aziende, molte delle quali stanno riducendo le assunzioni per compensare l'aumento dei contributi nazionali per l'assicurazione sociale dei datori di lavoro introdotto nel recente bilancio.

Le tasse stanno soffocando gli investimenti?

Il bilancio autunnale della cancelliera Rachel Reeves ha previsto un aumento delle tasse di 40 miliardi di sterline, tra cui contributi più elevati all'assicurazione nazionale e aumenti salariali.

Organizzazioni imprenditoriali, come la Confederation of British Industry (CBI), avvertono che queste misure stanno comprimendo i profitti, riducendo la competitività e scoraggiando gli investimenti.

Le riforme hanno eliminato le esenzioni dall'imposta di successione sui risparmi pensionistici, il che significa che saranno tassati al 40% alla successione. Gli eredi dovranno poi pagare l'imposta sul reddito sui prelievi.

Questo rende le pensioni un prodotto difficile da vendere rispetto ad alternative come gli immobili.

Una proprietà di investimento da 1 milione di sterline sarebbe soggetta alla stessa imposta di successione, ma eviterebbe ulteriori imposte in caso di vendita. Per le famiglie che pianificano la trasmissione del patrimonio di generazione in generazione, le pensioni sembrano ora l'opzione meno allettante.

La Camera di Commercio britannica prevede che gli investimenti aziendali cresceranno solo dell'1,5% nel 2024, scendendo allo 0,9% nel 2025 prima di riprendersi al 2,1% nel 2026.

I costi crescenti e gli ostacoli normativi sono i principali deterrenti e, in questo contesto, alle aziende potrebbe risultare più difficile finanziare l'innovazione o l'espansione.

Si tratta di una questione di enorme importanza per un'economia che si basa sui fondi pensione per gli investimenti a lungo termine nelle infrastrutture.

E il commercio e la produzione?

Le prospettive commerciali del Regno Unito rimangono fosche, a causa delle continue sfide che persistono da quando è avvenuta la Brexit.

Le barriere con l'UE, ora il più grande partner commerciale del Regno Unito, continuano a rendere le transazioni transfrontaliere più costose e laboriose.

I conflitti globali, le interruzioni della catena di approvvigionamento e la minaccia di nuove tariffe aumentano l'incertezza, limitando la crescita sia delle esportazioni che delle importazioni.

La British Chambers of Commerce (BCC) prevede che il saldo commerciale rimarrà negativo fino al 2026, con previsioni del -1,5% sia per il 2024 che per il 2026.

Si prevede che le esportazioni cresceranno solo dello 0,2% nel 2025 e dell'1,1% nel 2026, mentre le importazioni le supereranno di poco, creando un panorama commerciale stagnante.

Anche il settore manifatturiero non offre grandi speranze. Si prevede che la crescita del settore rimarrà modesta, con una crescita prevista del solo 0,6% nel 2025 e dell'1,2% nel 2026.

Questi numeri riflettono le più ampie difficoltà dei settori industriali alle prese con costi di input più elevati, domanda debole e limitato sostegno governativo.

Insieme, queste cifre evidenziano le difficoltà di navigare in un'economia post-Brexit mentre si lotta con le interruzioni internazionali che sono al di fuori del controllo del Paese.

L'inflazione può calmarsi?

Un altro grosso problema per l'economia britannica è l'inflazione.

La BCC prevede che l'indice dei prezzi al consumo (IPC) rimarrà al di sopra dell'obiettivo, raggiungendo il 2,2% alla fine del 2025 e il 2% nel 2026.

Le aziende stanno già lottando con l'aumento dei costi di input e la riduzione dei margini.

Ciò significa anche prezzi più alti e meno reddito disponibile per i consumatori, creando un circolo vizioso di domanda debole e scarsa fiducia.

Sebbene si preveda che la spesa pubblica aiuti il PIL a recuperare leggermente entro il 2025 e il 2026, l'inflazione persistente rappresenta un rischio significativo per qualsiasi guadagno.

Se l'inflazione non si raffredda, le aziende potrebbero trovarsi ad affrontare un contesto ancora più difficile, con costi più elevati e mercati in contrazione che renderebbero quasi impossibile crescere. Senza misure mirate per affrontare questo problema, l'economia potrebbe rimanere bloccata a bassa velocità per gli anni a venire.

Qual è la via d'uscita?

Non esiste una soluzione rapida a questi problemi, ma ci sono delle alternative.

Il governo potrebbe ripensare il suo approccio fiscale troppo pesante per evitare di soffocare gli investimenti. L'abbassamento delle barriere commerciali con l'UE aiuterebbe gli esportatori, mentre incentivi mirati per la produzione e l'innovazione potrebbero dare alle aziende un motivo per spendere.

Anche le pensioni necessitano di attenzione.

Ripristinare la fiducia nel risparmio a lungo termine stabilizzerebbe il sistema finanziario e fornirebbe i fondi tanto necessari per i progetti pubblici.

Senza queste modifiche, il Regno Unito rischia di diventare una nazione in cui la crescita è lenta, gli investimenti sono scarsi e il futuro appare incerto.

La verità è che l'economia del Regno Unito non sta crollando, ma sta perdendo slancio, a un ritmo pericoloso.

Le aziende sono in difficoltà, i lavoratori hanno meno opportunità e i risparmiatori stanno ripensando le proprie strategie.

Ciò che accadrà in futuro dipenderà dalla capacità dei decisori politici di ricostruire la fiducia e riallineare le priorità.

Per ora la ripresa è ferma.