La rupia indiana si riprende leggermente dopo aver toccato il minimo storico di 85,13 rupie

La rupia indiana si riprende leggermente dopo aver toccato il minimo storico di 85,13 rupie
Diya Poddar
20 dic 2024, 08:30 AM
  • L'indice del dollaro sale a 108,43, aumentando la pressione sui mercati emergenti.
  • Gli investitori istituzionali stranieri vendono per 4.224,92 miliardi di rupie, indebolendo ulteriormente la valuta.
  • Tra queste sfide, il calo dei prezzi del greggio è emerso come un raro fattore positivo per la rupia.

La rupia indiana ha registrato una modesta ripresa il 20 dicembre, apprezzandosi di 6 paise e aprendo a 85,07 rupie contro il dollaro statunitense nelle prime contrattazioni.

Il dato arriva dopo che ieri il dollaro aveva toccato il minimo storico di 85,13 rupie, deprezzandosi di 19 paise.

La valuta si è stabilizzata brevemente durante la seduta, scambiandosi a 85,10 rupie a mezzogiorno, mentre i mercati valutari hanno dovuto far fronte a una serie di pressioni globali e interne.

Sebbene questo rimbalzo offra un barlume di ottimismo, persistono significativi ostacoli, che sollevano preoccupazioni sulla stabilità della rupia nel breve termine.

La forza del dollaro spinge al ribasso la rupia

Le difficoltà della rupia sono dovute in larga misura alla forza attuale del dollaro statunitense, sostenuta dalle condizioni economiche globali.

L'indice del dollaro (DXY), che misura le performance del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute principali, è salito dello 0,03% a 108,43.

I trader di Forex hanno citato la posizione cauta della Federal Reserve in merito ai futuri tagli dei tassi come fattore contribuente.

La banca centrale ha recentemente ridotto da quattro a due il numero previsto di tagli dei tassi nel 2025, rafforzando il dollaro e mettendo sotto notevole pressione le valute dei mercati emergenti, tra cui la rupia.

A livello interno, l'intervento limitato della Reserve Bank of India (RBI) e il restringimento della liquidità nel settore bancario hanno aggravato i problemi della rupia.

Gli analisti prevedono che la coppia USDINR rimarrà nell'intervallo tra le Rs 84,70 e le Rs 85,20 nel breve termine.

Gli afflussi di investitori istituzionali stranieri (FII) hanno ulteriormente indebolito la valuta.

Il 19 dicembre gli investitori istituzionali stranieri hanno venduto azioni per un valore di 4.224,92 miliardi di rupie nei mercati azionari indiani, proseguendo la recente tendenza di sbarazzarsi degli asset.

Nel frattempo, anche il calo dei mercati azionari sta pesando sul sentiment.

Il BSE Sensex è sceso di 145,13 punti, a quota 79.072,92, mentre l'NSE Nifty è sceso di 17,40 punti, a quota 23.934,30.

La debolezza dei titoli azionari spesso aggrava la svalutazione della valuta riducendo la fiducia degli investitori nel mercato locale.

I prezzi del petrolio offrono un sollievo temporaneo

Tra queste sfide, il calo dei prezzi del greggio è emerso come un raro fattore positivo per la rupia.

I futures sul greggio Brent sono scesi dello 0,62% a 72,43 dollari al barile, alleviando la pressione sulla bolletta delle importazioni indiana.

Essendo uno dei maggiori importatori di petrolio al mondo, la riduzione dei prezzi offre un certo sollievo alla rupia, riducendo il deficit commerciale.

Questo sollievo potrebbe essere di breve durata se i prezzi mondiali del petrolio dovessero rimbalzare o se dovessero intensificarsi altre pressioni esterne.

Nonostante il recupero marginale, la rupia dovrà affrontare un percorso difficile.

La forza prolungata del dollaro, i problemi interni come il limitato intervento della RBI e le persistenti uscite di FII manterranno probabilmente la valuta sotto pressione.

Nel breve termine, gli analisti raccomandano un approccio cauto, prevedendo che la rupia si consoliderà all'interno dell'attuale intervallo di negoziazione.

Senza un significativo intervento politico o un'inversione delle tendenze globali, il percorso di recupero sostenibile della rupia rimane incerto.