Perché l'economia brasiliana è in piena espansione, mentre la sua borsa fatica a tenere il passo

Perché l'economia brasiliana è in piena espansione, mentre la sua borsa fatica a tenere il passo
Vatsala Gaur
24 dic 2024, 11:11 AM
  • L'ETF iShares MSCI Brazil è crollato del 33% quest'anno.
  • L'agitazione degli investitori è dovuta alle preoccupazioni per le persistenti difficoltà fiscali del Brasile.
  • Solide relazioni commerciali e rendimenti obbligazionari potrebbero offrire opportunità di ripresa.

Il Brasile chiude il 2024 in una strana dualità: da un lato una crescita economica impressionante, dall'altro una performance del mercato poco brillante.

Si prevede che la crescita del prodotto interno lordo (PIL) raggiungerà il 3% per il terzo anno consecutivo, la disoccupazione è ai minimi storici e il surplus commerciale ha raggiunto nuovi livelli.

Nonostante questi risultati, i mercati finanziari raccontano una storia completamente diversa.

L'ETF iShares MSCI Brazil è crollato del 33% quest'anno, mentre il real brasiliano è la valuta principale con la peggior performance a livello mondiale.

I rendimenti dei titoli obbligazionari a cinque anni sono saliti di cinque punti percentuali, avvicinandosi al 15%.

La spesa fiscale del Brasile alimenta i timori degli investitori

L'agitazione degli investitori è dovuta alle preoccupazioni per le persistenti difficoltà fiscali del Brasile.

La spesa pubblica eccessiva, che spesso innesca inflazione e alti pagamenti di debiti, incombe.

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, comunemente noto come Lula, ha spinto al limite i limiti fiscali durante il suo attuale mandato, dando priorità alla spesa sociale rispetto alla disciplina di bilancio.

Un pacchetto di bilancio di novembre volto a ripristinare la fiducia degli investitori è fallito, evitando significativi tagli alla spesa e affidandosi invece a misure incerte per aumentare le entrate.

"Penso che il team economico sia davvero in difficoltà su cosa fare dopo", afferma Ryan Berg, direttore del programma sulle Americhe presso il Center for Strategic and International Studies, nel rapporto di Barron's.

La riforma strutturale in Brasile resta un obiettivo irraggiungibile

I problemi fiscali del Brasile sono profondamente radicati, poiché il 95% del bilancio federale è imposto dalla Costituzione.

Per modificare queste assegnazioni è necessaria una maggioranza di tre quinti in Congresso, un compito quasi insormontabile, data la frammentazione del parlamento, composto da 30 partiti politici.

Tuttavia, alcuni analisti vedono potenziali opportunità.

"I mercati obbligazionari potrebbero essere vicini al punto in cui tutto è già incluso nel prezzo", sostiene Arif Joshi, gestore del portafoglio obbligazionario dei mercati emergenti presso Lazard Asset Management.

Osserva che i titoli di Stato che offrono rendimenti del 15%, abbinati a un'inflazione inferiore al 5%, potrebbero attrarre gli investitori se Lula desse segnali di contenimento fiscale.

Tuttavia, una delle principali preoccupazioni è stata alleviata: la Banca centrale del Brasile rimane indipendente.

Gabriel Galipolo, nominato da Lula e che assumerà la carica di governatore l'anno prossimo, ha dimostrato di essere attento alla vigilanza monetaria, votando per aumentare il tasso di interesse chiave al 12,25% da settembre.

L'amministrazione Lula ha anche proposto una riforma del sistema fiscale per il 2025, al fine di semplificare la complessa struttura fiscale del Paese, il che potrebbe ulteriormente rassicurare gli investitori.

Il commercio internazionale offre una luce di speranza

La prosperità economica del Brasile è sostenuta dalle sue solide relazioni commerciali.

Il Paese esporta in Cina tre volte di più rispetto agli Stati Uniti, il che lo protegge dalle potenziali minacce tariffarie di un eventuale ritorno di Donald Trump.

Inoltre, l'Unione Europea ha recentemente firmato un accordo di libero scambio con il blocco Mercosur, dopo 25 anni di trattative.

Se ratificato, l'accordo potrebbe dare un notevole impulso alle esportazioni brasiliane.

Nonostante alcuni indicatori positivi, i problemi strutturali rimangono al centro delle difficoltà economiche del Brasile.

Le riforme passate, come le modifiche alle pensioni sotto l'ex presidente Jair Bolsonaro, hanno solo sfiorato la superficie.

"Per mantenere un alto tasso di crescita, Lula dovrà tirare un coniglio dal cilindro", afferma Berg del CSIS.

Sebbene il presidente abbia dimostrato resilienza, tradurre ciò in una significativa riforma fiscale sarà la sua più grande prova finora.