Cosa significa l'uscita di Michael Barr per il piano di Trump di riformare la Federal Reserve

Cosa significa l'uscita di Michael Barr per il piano di Trump di riformare la Federal Reserve
Srinibas Rout
06 gen 2025, 22:31 PM
  • Le dimissioni di Barr segnano l'inizio di un cambiamento fondamentale nel modo in cui la banca centrale statunitense potrebbe operare sotto Trump.
  • La governatrice della Fed Michelle Bowman è ampiamente considerata una potenziale successore nell'amministrazione Trump.
  • La nomina di Bowman potrebbe allineare più strettamente la supervisione bancaria della Fed alle preferenze normative di Trump.

Le dimissioni inaspettate di lunedì del vicepresidente della Federal Reserve per la vigilanza, Michael Barr, segnano l'inizio di un cambiamento cruciale nel modo in cui la banca centrale statunitense potrebbe operare in caso di un eventuale secondo mandato dell'ex presidente Donald Trump.

La decisione di Barr di rinunciare al suo ruolo di supervisione normativa entro il 28 febbraio rappresenta un primo test dell'approccio di Trump alla riforma della Federal Reserve, poiché ora avrà la possibilità di installare una leadership più in linea con la sua agenda politica.

Fonte: FT/X

Sebbene Barr continuerà a ricoprire la carica di governatore fino al 2032, le sue dimissioni dalla carica di vicepresidente, creata dopo la crisi finanziaria del 2007-2009 per supervisionare le questioni regolamentari, lasciano a Trump la possibilità di esercitare influenza sulla funzione di vigilanza bancaria della Federal Reserve.

Questa mossa consente a Trump di avere la flessibilità di promuovere un attuale membro del consiglio che condivida la sua preferenza per un approccio normativo più leggero, evitando potenzialmente i problemi legali e politici che avrebbero potuto derivare da un tentativo più esplicito di assumere il controllo del ruolo.

La partenza di Barr potrebbe creare un precedente per le future amministrazioni

L'uscita di Barr segna la seconda importante riorganizzazione di una posizione critica presso la Fed dopo le riforme post-crisi, ma solleva anche interrogativi sulle implicazioni politiche del ruolo di vicepresidente per la supervisione.

Alcuni analisti suggeriscono che la partenza di Barr potrebbe creare un precedente per le future amministrazioni, rendendo il ruolo di vicepresidente più fluido dal punto di vista politico, simile ai ruoli di leadership di altre agenzie bancarie.

"Le dimissioni di Barr probabilmente significano che il ruolo continuerà a essere ricoperto da diverse amministrazioni presidenziali", ha affermato Steven Kelly, direttore associato della ricerca presso il Programma sulla stabilità finanziaria della Yale School of Management, secondo quanto riportato da Reuters.

La governatrice della Fed Michelle Bowman, nota per la sua opposizione alla rigida posizione normativa di Barr, è ampiamente considerata una potenziale successore nell'amministrazione Trump.

La nomina di Bowman potrebbe allineare più strettamente la supervisione bancaria della Fed alle preferenze normative di Trump, offrendo un contrasto all'approccio più rigoroso di Barr alla regolamentazione finanziaria.

Nonostante le dimissioni dalla carica di vicepresidente, la decisione di Barr di rimanere governatore della Fed garantisce che continuerà a partecipare alle decisioni critiche sulla determinazione dei tassi di interesse.

Questo ruolo continuativo potrebbe contribuire a mantenere l'indipendenza della Fed in termini di politica monetaria, un fattore che i banchieri centrali considerano fondamentale per mantenere la credibilità negli sforzi di controllo dell'inflazione.

Alcuni analisti ritengono che il voto continuato di Barr sui tassi di interesse manterrà l'autonomia politica della Fed, in particolare in un contesto in cui la politica monetaria è sottoposta a un maggiore controllo.

Tuttavia, la partenza di Barr dalla carica di vicepresidente solleva anche preoccupazioni sulle implicazioni più ampie per l'indipendenza a lungo termine della Fed.

Trump cercherà di rimuovere Jerome Powell?

Mentre Trump inizia il suo secondo mandato, sono già iniziate le speculazioni sul fatto che potrebbe tentare di rimuovere il presidente della Fed Jerome Powell, che ha criticato pubblicamente durante il suo primo mandato per le decisioni sui tassi di interesse con cui non era d'accordo.

Sebbene Powell abbia fermamente respinto l'idea di essere licenziato, le manovre politiche che hanno circondato l'uscita di Barr suggeriscono che il team di Trump potrebbe cercare modi per affermare un maggiore controllo sulla Fed, sollevando dubbi sull'autonomia a lungo termine della banca centrale.

Per ora, le dimissioni di Barr hanno evitato uno scontro diretto sulla capacità del presidente di riformare la Fed, ma questa mossa prepara il terreno per futuri scontri tra la Casa Bianca, la Federal Reserve e il settore bancario, soprattutto mentre gli Stati Uniti affrontano tempi economici incerti.