Perché l'offerta da 1 miliardo di dollari di Apple non è riuscita a far cambiare idea all'Indonesia

Perché l'offerta da 1 miliardo di dollari di Apple non è riuscita a far cambiare idea all'Indonesia
Deepali Singh
08 gen 2025, 13:25 PM
  • L'Indonesia mantiene il divieto di vendita dell'iPhone 16, rifiutando l'offerta da 1 miliardo di dollari di Apple.
  • La ragione principale del divieto è la richiesta di contenuti nazionali per gli smartphone.
  • L'Indonesia considera la fabbrica di AirTag un accessorio e non conforme agli standard di produzione locali.

L'Indonesia ha confermato il divieto di vendita dell'iPhone 16s di Apple Inc., affermando che il piano di investimento da 1 miliardo di dollari del colosso tecnologico, che include la costruzione di una fabbrica di AirTag, non è sufficiente a soddisfare i requisiti di contenuto nazionale del Paese.

Questa decisione sottolinea la ferma posizione dell'Indonesia sulla produzione locale, evidenziando una significativa sfida per Apple nel mercato del Sud-Est asiatico.

Le regole sui contenuti nazionali: l'ostacolo per Apple

Mercoledì il ministro dell'Industria Agus Gumiwang Kartasasmita ha chiarito che le norme nazionali sul contenuto locale impongono ad Apple di produrre una parte dei propri smartphone o dei loro componenti in patria.

Ha sottolineato che gli AirTag, essendo solo un accessorio, non rientrano in questi requisiti, lasciando quindi in vigore il divieto.

"Al momento, il governo non ha le basi per rilasciare i certificati di contenuto locale" di cui Apple ha bisogno per vendere il suo dispositivo di punta in Indonesia, ha affermato.

Perdite di vendite in un mercato chiave in crescita

L'Indonesia ha inizialmente bloccato le vendite dell'iPhone 16 a ottobre, nell'ambito di una strategia volta a incentivare Apple ad aumentare i suoi investimenti nella più grande economia del Sud-Est asiatico.

I continui ritardi nella ripresa delle vendite stanno privando Apple dei ricavi provenienti da un promettente mercato in crescita di circa 280 milioni di consumatori, dove deve anche competere con rivali come Samsung Electronics Co.

Secondo Kartasasmita, Apple potrebbe potenzialmente essere soggetta a sanzioni per la sua continua violazione delle norme locali sugli investimenti, anche se ha sottolineato che si tratterebbe dell'ultima risorsa del governo.

"Cercheremo altre strade o opzioni", ha affermato durante una conferenza stampa, aggiungendo che il governo ha già inviato una controproposta ad Apple.

Una svolta improvvisa e dichiarazioni contrastanti

La decisione rappresenta una svolta inaspettata, giunta solo poche ore dopo che il ministro degli Investimenti Rosan Roeslani aveva dichiarato ai giornalisti martedì che l'Indonesia aveva approvato il piano di Apple di costruire un impianto per la produzione di AirTag.

Tuttavia, i requisiti di contenuto nazionale rientrano nella giurisdizione del ministro dell'industria, creando un'apparente contraddizione nelle dichiarazioni del governo.

La proposta di Apple di costruire una fabbrica di AirTag e le trattative in corso

Secondo Roeslani, Apple aveva proposto di costruire una fabbrica entro l'inizio del 2026 e di avviare la produzione di AirTags, un dispositivo che consente agli utenti di tracciare bagagli, animali domestici e altri oggetti personali.

I dirigenti Apple si trovano attualmente a Giacarta per negoziare con il governo la loro proposta di investimento.

Approcci alternativi alla produzione

Altri produttori di telefoni, come Samsung e Xiaomi Corp., hanno aperto con successo fabbriche in Indonesia per rispettare le normative sul contenuto nazionale, introdotte nel 2017.

Altri percorsi per aumentare il contenuto locale includono l'approvvigionamento di materiali, l'assunzione di lavoratori locali, lo sviluppo di app e l'investimento in accademie per sviluppatori all'interno del Paese.

"Non c'è una scadenza per la conformità", ha affermato Kartasasmita.