Perché l'economia australiana sta perdendo terreno dopo decenni di crescita?
- Il PIL australiano è cresciuto solo dello 0,8% nel 2024, rimanendo indietro rispetto a Stati Uniti ed Eurozona.
- L'inflazione ha raggiunto il picco del 7,8% nel 2022; i salari reali sono rimasti del 4,8% inferiori ai livelli pre-pandemia.
- Il mercato immobiliare dovrà far fronte a un deficit di 106.300 abitazioni entro il 2027.
Dopo tre decenni di ininterrotta espansione economica, le prestazioni economiche dell'Australia non sono più il punto di riferimento globale che un tempo erano.
Una volta celebrata per la sua resilienza, in particolare durante la crisi finanziaria globale del 2008, la nazione sta ora lottando contro una crescita lenta, una produttività in calo e standard di vita stagnanti.
Queste sfide strutturali sollevano interrogativi sulla sostenibilità del suo modello economico in un panorama globale in rapida evoluzione.
La crescita dell'Australia rallenta
Il prodotto interno lordo (PIL) dell'Australia è cresciuto solo dello 0,8% anno su anno nel corso dei primi tre trimestri del 2024, rimanendo indietro rispetto agli Stati Uniti (3,1%) e all'Eurozona (0,9%).
Queste scarse prestazioni, unite a sette trimestri consecutivi di crescita negativa pro capite, suggeriscono che il Paese sarebbe stato in recessione tecnica se non fosse stato per la crescita della popolazione dovuta all'immigrazione.
L'inflazione, che ha raggiunto il picco del 7,8% a dicembre 2022, rimane una preoccupazione urgente. Mentre altre nazioni sviluppate sono riuscite ad allineare la crescita dei salari all'inflazione, i salari reali australiani erano ancora del 4,8% inferiori ai livelli pre-pandemia alla fine del 2023.
Il debito delle famiglie è aumentato vertiginosamente e le rate dei mutui sono schizzate alle stelle a causa degli aumenti dei tassi di interesse da parte della Reserve Bank of Australia (RBA), lasciando molte famiglie in difficoltà per far quadrare i conti.
Debolezze strutturali nell'economia australiana
Uno dei principali fattori alla base del rallentamento dell'Australia è la sua eccessiva dipendenza dalle esportazioni di materie prime, in particolare minerale di ferro e carbone, per alimentare la crescita economica.
Con la diminuzione della domanda globale di queste risorse, soprattutto perché la Cina sta diversificando le sue catene di fornitura e dando priorità alla propria transizione verso le energie verdi, i ricavi delle esportazioni australiane hanno subito un duro colpo.
Questa vulnerabilità sottolinea la necessità di diversificazione nei mercati e nei settori di esportazione.
Un altro problema urgente è la produttività. Secondo dati recenti, la crescita della produttività del lavoro in Australia è stata una delle più deboli tra i Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Questa stagnazione, unita all'infrastruttura obsoleta e alla carenza di alloggi, ha ulteriormente messo a dura prova l'economia.
Un rapporto della National Housing Finance and Investment Corporation (NHFIC) stima una carenza di 106.300 abitazioni entro il 2027, aggravando i problemi di accessibilità e frenando la spesa dei consumatori.
Fallimenti politici e opportunità perse
Anche l'approccio politico dell'Australia durante e dopo la pandemia di COVID-19 è stato oggetto di critiche.
Mentre molti paesi hanno sfruttato la crisi come un'opportunità per investire in energie verdi, innovazione e infrastrutture, le misure fiscali australiane si sono concentrate in larga misura su un sollievo a breve termine, senza una chiara visione a lungo termine.
Ad esempio, gli investimenti nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie emergenti rimangono relativamente bassi, lasciando il Paese poco preparato al cambiamento globale verso una crescita sostenibile.
Anche il deciso inasprimento della politica monetaria della RBA per combattere l'inflazione si è rivelato un'arma a doppio taglio.
Sebbene sia necessario stabilizzare i prezzi, la rapida crescita dei tassi di interesse al 4,35% ha frenato la spesa dei consumatori, che rappresenta più della metà del PIL australiano.
Il Tesoriere Jim Chalmers ha riconosciuto queste sfide, ma non ha ancora presentato riforme complete per affrontarle.
Anche la politica migratoria è stata un tema controverso. Sebbene la migrazione netta abbia raggiunto un record di 547.200 nel 2023, i responsabili politici sono stati criticati per non essersi adeguatamente preparati alla pressione che questo afflusso ha esercitato sull'edilizia e sulle infrastrutture.
Sebbene il governo abbia annunciato piani per ridurre i livelli di migrazione, gli esperti sostengono che un approccio migliore implicherebbe l'utilizzo della migrazione per aumentare la produttività e l'innovazione, affrontando al contempo la carenza di alloggi.
L'economia australiana può riprendersi?
Gli economisti concordano sul fatto che le riforme strutturali sono essenziali per rivitalizzare l'economia australiana.
Le priorità includono l'aumento della produttività attraverso investimenti in tecnologia, istruzione e infrastrutture; la diversificazione delle esportazioni oltre le materie prime; e la promozione dell'innovazione nei settori ad alta crescita come le energie rinnovabili e la manifattura avanzata.
Un'altra area cruciale è la riforma fiscale. Il sistema fiscale australiano continua a basarsi in larga misura sulle imposte sul reddito e sulle imposte sulle società, con un contributo minimo delle imposte sui consumi.
Un passaggio verso una struttura fiscale più equilibrata potrebbe aiutare a finanziare gli investimenti necessari senza gravare eccessivamente sulle famiglie e sulle imprese.
Infine, per rafforzare la resilienza dell'economia è necessario ridurre la dipendenza da partner commerciali chiave come la Cina e sviluppare legami più forti con i mercati emergenti.
Questa diversificazione non è essenziale solo per la stabilità economica, ma è anche in linea con le tendenze globali verso la riduzione dei rischi nelle catene di fornitura.
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