La grave situazione economica e politica della Francia è un monito per l'Europa

  • La previsione di crescita del PIL francese per il 2025 è del modesto 0,6%, segno di una stagnazione economica.
  • Gli oneri normativi e l'instabilità politica stanno minando la fiducia degli investitori nella Francia.
  • La semplificazione delle normative UE e le riforme strutturali potrebbero contribuire alla ripresa economica della Francia.

La Francia si trova in una situazione economica e politica difficile che desta preoccupazione nel resto d'Europa.

Con una crescita del PIL prevista pari solo allo 0,6% per il 2025 e un deficit di bilancio previsto che raggiungerà il 6,1% nel 2024, il Paese è sottoposto a una notevole pressione.

Il governo ha introdotto aggiustamenti fiscali e modifiche normative, ma sono sufficienti queste misure per stabilizzare l'economia o la Francia ha bisogno di riforme più profonde per cambiare davvero le cose?

Quanto è debole l'economia francese?

L'economia francese ha iniziato il 2025 con un andamento lento. La crescita è praticamente ferma, con una contrazione dello 0,1% nel quarto trimestre del 2024 e si prevede un miglioramento marginale (crescita dello 0,1%) nel primo trimestre del 2025.

Secondo una ricerca condotta da ING, le previsioni per l'intero anno indicano una crescita del PIL pari solo allo 0,6%, ben lontana dall'1,1% registrato negli anni precedenti.

L'indice del clima economico rimane bloccato a 95, al di sotto della media a lungo termine. Nei settori chiave come l'industria e l'edilizia, i carichi di lavoro si stanno riducendo, rendendo evidente il calo dell'attività.

Di fatto, gli ordini del settore sono ai minimi dal 2014, mentre il settore edile si prepara a un altro anno difficile a causa del calo della domanda.

Anche i servizi stanno mostrando crepe. Le attività immobiliari si mantengono stabili, ma quasi tutti gli altri sottosettori stanno registrando prestazioni inferiori alla media.

Nel frattempo, il consumo delle famiglie è contenuto nonostante l'inflazione in calo e la crescita dei salari reali.

Invece di spendere, molte famiglie stanno risparmiando di più a causa delle paure legate alla disoccupazione e all'incertezza economica.

Perché le finanze pubbliche sono sotto pressione?

Il deficit di bilancio nazionale ha raggiunto il 6,1% del PIL nel 2024, ben al di sopra del limite del 3% dell'UE. Il governo punta a ridurlo al 5-5,5% nel 2025, ma il raggiungimento di questo obiettivo è complicato dall'attuale stallo politico.

Il governo di François Bayrou ha proposto tagli alla spesa e aumenti delle tasse per un importo di 50 miliardi di euro, un piano meno aggressivo rispetto a quello del suo predecessore Michel Barnier.

Tuttavia, le divisioni politiche rendono difficile approvare riforme significative. Il parlamento francese è profondamente frammentato, senza una maggioranza chiara, il che rende ogni trattativa di bilancio una battaglia.

Queste sfide fiscali non sono passate inosservate. I mercati finanziari stanno diventando sempre più nervosi e Moody's ha declassato il rating del credito della Francia alla fine del 2024.

Gli spread dei titoli obbligazionari britannici rispetto al debito tedesco si sono allargati, a indicazione di un crescente allarme degli investitori.

L'instabilità politica del Paese è innegabile, avendo cambiato quattro primi ministri nel 2024.

La regolamentazione sta frenando le imprese francesi?

Le aziende francesi si stanno facendo sempre più sentire in merito al quadro normativo dell'UE, che a loro dire sta soffocando la crescita.

L'attenzione è rivolta alla Direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD), un insieme di requisiti ESG (ambientali, sociali e di governance) che, secondo i critici, impone costi di conformità sproporzionati.

Il CSRD potrebbe riguardare fino a 50.000 aziende, le quali sarebbero tenute a segnalare centinaia di dati ESG, cosa che molti ritengono eccessiva.

La Francia ha chiesto una "pausa normativa massiccia" e revisioni per semplificare queste norme.

Le proposte includono il rinvio di alcune normative bancarie, l'allentamento dei requisiti per le aziende di medie dimensioni e la limitazione degli obblighi di rendicontazione ESG per concentrarsi sugli obiettivi climatici.

Il governo sottolinea inoltre lo svantaggio competitivo che le aziende europee devono affrontare rispetto agli Stati Uniti, dove il presidente Trump ha revocato numerose normative a favore delle imprese.

Questi oneri normativi fanno parte di un problema più ampio. Il governo francese stima che il quadro normativo dell'UE abbia fatto perdere al blocco il 10% del suo potenziale PIL.

È vero che semplificare le normative potrebbe aiutare le aziende francesi a crescere e competere a livello internazionale, ma i progressi sono stati lenti.

È possibile ripristinare la stabilità politica?

Le turbolenze politiche in Francia non aiutano la situazione economica del Paese. Il governo Bayrou deve fare i conti con un parlamento profondamente diviso, in cui i partiti di sinistra e di estrema destra esercitano una notevole influenza.

Il crollo del precedente governo a causa di disaccordi sul bilancio dice molto sulla difficoltà che le parti hanno nel raggiungere un consenso.

Bayrou sta cercando di ottenere il sostegno dei partiti di sinistra offrendo concessioni, tra cui un piano di consolidamento fiscale meno severo.

Tuttavia, le tensioni rimangono alte e un altro voto di sfiducia potrebbe compromettere i progressi.

L'instabilità politica non è solo un problema interno: invia segnali negativi ai mercati e agli investitori, minando ulteriormente la fiducia nella capacità della Francia di gestire la propria economia.

L'economia francese può riprendersi?

La strada da percorrere per la Francia è tutt'altro che facile. Semplificare le normative e alleggerire gli sforzi di consolidamento fiscale potrebbero offrire un sollievo a breve termine alle imprese e alle famiglie.

Tuttavia, per garantire una stabilità a lungo termine sarà essenziale migliorare la flessibilità del mercato del lavoro e ridurre le inefficienze nella spesa pubblica.

La ripresa economica potrebbe essere all'orizzonte, ma non prima del 2026. Anche allora, la crescita probabilmente rimarrà contenuta, con proiezioni che oscillano intorno all'1%.

Una politica fiscale restrittiva e un contesto internazionale incerto potrebbero limitare l'entità della ripresa.

La situazione della Francia è un monito per il resto dell'Europa. La capacità dei leader francesi di cogliere l'occasione determinerà non solo la traiettoria economica del Paese, ma anche il suo ruolo all'interno dell'Unione europea.