Il presidente di Alibaba conferma la partnership con Apple per gli iPhone basati sull'intelligenza artificiale in Cina

Il presidente di Alibaba conferma la partnership con Apple per gli iPhone basati sull'intelligenza artificiale in Cina
Diya Poddar
13 feb 2025, 09:48 AM
  • Le azioni di Alibaba sono salite del 2,5% dopo l'annuncio, raggiungendo il massimo degli ultimi due anni.
  • Le severe normative cinesi sull'intelligenza artificiale hanno rallentato il lancio dell'AI da parte di Apple nella regione.
  • Gli smartphone Huawei basati sull'intelligenza artificiale stanno intensificando la concorrenza sul mercato.

Apple ha ufficialmente stretto una partnership con Alibaba per alimentare le funzionalità di intelligenza artificiale sugli iPhone venduti in Cina, segnando un significativo cambiamento nella strategia di intelligenza artificiale dell'azienda in uno dei suoi mercati più critici.

L'annuncio, fatto dal presidente del gruppo Alibaba Joe Tsai al World Governments Summit di Dubai, arriva mentre Apple cerca di riconquistare terreno in mezzo alla feroce concorrenza di rivali nazionali come Huawei.

L'accordo, riportato per la prima volta da The Information all'inizio della settimana, ha fatto salire le azioni di Alibaba del 2,5% giovedì, raggiungendo il livello intraday più alto dal 2022.

Apple, che finora ha mantenuto un profilo basso sulle sue ambizioni nel campo dell'intelligenza artificiale in Cina, sta ora compiendo una mossa strategica affidandosi alle capacità di intelligenza artificiale di Alibaba per soddisfare gli standard normativi locali.

La partnership potrebbe fornire la tanto necessaria chiarezza su come Apple intende integrare l'intelligenza artificiale nei propri dispositivi, rispettando al contempo le severe leggi cinesi sull'IA.

Le regole cinesi sull'intelligenza artificiale mettono alla prova Apple

Il lancio dell'intelligenza artificiale da parte di Apple in Cina è stato incerto a causa delle severe normative del Paese in materia di intelligenza artificiale.

Pechino ha imposto diverse politiche che richiedono che i grandi modelli linguistici (LLM) ottengano l'approvazione del governo prima di essere utilizzati a fini commerciali.

Le aziende che offrono strumenti di intelligenza artificiale generativa devono anche rispettare le leggi sulla moderazione dei contenuti, assicurandosi che le loro piattaforme non generino o distribuiscano materiale "illegale".

Questo scenario normativo ha complicato la capacità di Apple di lanciare Apple Intelligence , la sua suite di funzionalità basata sull'intelligenza artificiale, in Cina.

Il sistema, che debutterà negli Stati Uniti questo autunno, include una versione più avanzata di Siri, un'organizzazione delle e-mail basata sull'intelligenza artificiale e strumenti automatici di trascrizione e sintesi.

A differenza dell'approccio adottato nei mercati occidentali, dove Apple starebbe collaborando con OpenAI e Google, l'azienda ha dovuto esplorare soluzioni alternative per conformarsi al quadro normativo cinese.

Collaborando con Alibaba, Apple si assicura un alleato locale in grado di facilitare le approvazioni normative e di adattare i servizi di intelligenza artificiale alle specifiche esigenze della Cina.

Alibaba, che gestisce i propri modelli di intelligenza artificiale basati su cloud, è ben posizionata per fornire l'infrastruttura necessaria a supportare le ambizioni di Apple, garantendo al contempo la conformità alle leggi in continua evoluzione del Paese in materia di intelligenza artificiale.

Huawei aumenta la pressione

La decisione di Apple di collaborare con Alibaba arriva in un momento in cui la quota di mercato dell'iPhone in Cina è minacciata.

Huawei, uno dei più grandi concorrenti di Apple nella regione, ha integrato in modo aggressivo funzionalità basate sull'intelligenza artificiale nei suoi ultimi dispositivi, fissando un nuovo punto di riferimento per l'innovazione.

Il lancio della serie Mate 60 di Huawei lo scorso anno, dotata di avanzate capacità di intelligenza artificiale, ha aiutato l'azienda a riconquistare la sua posizione di attore dominante nel mercato degli smartphone cinese.

A differenza di Apple, che è stata cauta nell'introduzione di funzionalità basate sull'intelligenza artificiale in Cina, Huawei ha sfruttato la propria tecnologia per ottenere un vantaggio competitivo.

Anche il governo cinese ha sostenuto i giganti tecnologici nazionali dando priorità all'autosufficienza nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, complicando ulteriormente la capacità di Apple di competere.

La partnership con Alibaba potrebbe aiutare Apple a colmare il divario nell'intelligenza artificiale con i rivali locali, offrendo agli utenti iPhone in Cina l'accesso a nuove funzionalità basate sull'IA.

Il successo di questa collaborazione dipenderà dall'efficacia con cui Apple e Alibaba riusciranno ad adattare queste funzionalità alle aspettative dei consumatori, rimanendo al contempo nei limiti delle normative.

Le preoccupazioni degli investitori persistono

La mossa di Apple di assicurarsi un partner locale nel settore dell'intelligenza artificiale è stata ben accolta dagli investitori, come dimostra il rialzo delle azioni di Alibaba.

L'annuncio ha fornito una direzione ai piani di Apple per l'intelligenza artificiale in Cina, allevando le preoccupazioni per potenziali ostacoli normativi.

Tuttavia, i rischi permangono. La dipendenza di Apple da Alibaba significa che dovrà operare all'interno dell'ambiente tecnologico strettamente controllato dalla Cina, dove l'intervento del governo può influire sulle operazioni aziendali in qualsiasi momento.

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina in merito alle esportazioni tecnologiche e alle restrizioni sull'accesso ai semiconduttori potrebbero introdurre ulteriori complicazioni nella strategia a lungo termine di Apple nel Paese.

Per ora, la partnership rappresenta un passo significativo verso le ambizioni di Apple in ambito AI in Cina.

Resta da vedere se questa mossa aiuterà l'azienda a riconquistare la quota di mercato persa o se si rivelerà semplicemente una soluzione temporanea in un momento di crescente attenzione da parte delle autorità di regolamentazione.