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Milei, candidato presidenziale argentino, nega di aver commesso irregolarità nel crollo della criptovaluta $LIBRA: "Ho agito in buona fede"

Milei, candidato presidenziale argentino, nega di aver commesso irregolarità nel crollo della criptovaluta $LIBRA: "Ho agito in buona fede"
Srinibas Rout
18 feb 2025, 04:31 AM
  • La controversia ha suscitato un vero e proprio terremoto nei mercati finanziari argentini.
  • Lunedì la Borsa di Buenos Aires ha chiuso in calo del 5,58%.
  • La presidenza argentina ha annunciato sabato che l'Ufficio Anticorruzione avrebbe indagato sulla questione.

Il presidente argentino Javier Milei ha negato qualsiasi coinvolgimento nello scandalo delle criptovalute che ha visto gli investitori perdere miliardi dopo il crollo dell'asset digitale $LIBRA.

Parlando lunedì all'emittente TN, Milei ha insistito di aver semplicemente "diffuso" informazioni sul token, non di averlo promosso.

Ha detto:

Milei ha aggiunto di aver agito "in buona fede".

Crollo della criptovaluta $LIBRA: indagine federale per potenziale frode

L'ufficio del procuratore federale argentino ha avviato un'indagine per accertare se Milei abbia commesso frode, associazione a delinquere o abbia violato i suoi doveri quando ha sostenuto pubblicamente $LIBRA sui social media.

La valuta digitale ha inizialmente registrato un forte aumento di valore prima di crollare, spingendo Milei a cancellare il suo post poche ore dopo, definendolo un errore.

L'organizzazione per i diritti umani Observatory for the Right to the City, insieme a diversi querelanti, sostiene che Milei faceva parte di una "organizzazione criminale" che ha orchestrato una frode che ha colpito oltre 40.000 investitori, causando perdite superiori a 4 miliardi di dollari.

Gli analisti di criptovalute sospettano che il crollo di $LIBRA sia stato un "rug pull", ovvero una truffa in cui gli sviluppatori pubblicizzano un token, attirano investitori e poi incassano rapidamente.

La Kobeissi Letter, una pubblicazione di analisi dei mercati finanziari globali, ha riferito che, nei minuti successivi al lancio, grandi investitori hanno liquidato $LIBRA per milioni di dollari, con alcuni che hanno incassato oltre 4 milioni di dollari.

Economisti, esperti di criptovalute e esponenti dell'opposizione hanno duramente criticato Milei, definendo l'asset un potenziale schema Ponzi.

L'ex presidente Cristina Kirchner lo ha definito un "truffatore in incognito", mentre i parlamentari dell'opposizione chiedono l'avvio di una procedura di impeachment.

Il crollo della criptovaluta $LIBRA scuote i mercati finanziari argentini.

In risposta alle critiche, la presidenza argentina ha annunciato sabato che l'Ufficio anti-corruzione avrebbe indagato per accertare se si fossero verificati comportamenti impropri.

È stata istituita una task force per condurre un'indagine urgente sul lancio di $LIBRA e sulle persone o entità coinvolte.

Le autorità esamineranno anche Julian Peh, amministratore delegato delle aziende collegate a $LIBRA, e il presidente della Camera dei deputati Martin Menem, che aveva ricondiviso l'iniziale sostegno di Milei.

La controversia ha suscitato un vero e proprio terremoto nei mercati finanziari argentini, con la Borsa di Buenos Aires che lunedì ha chiuso in calo del 5,58%. Alcune azioni hanno subito perdite fino all'8%.

Nonostante lo scandalo, Milei rimane concentrato sulla sua agenda politica.

Lunedì ha ricevuto a Buenos Aires il senatore repubblicano statunitense Steve Daines e questa settimana è previsto che si rechi negli Stati Uniti.

Tuttavia, gli analisti politici avvertono che la controversia potrebbe minare la sua credibilità, anche se le sue misure anti-inflazione continuano a riscuotere l'approvazione pubblica.