Effetto DeepSeek? La riduzione dei data center di Microsoft solleva interrogativi sui costi dell'intelligenza artificiale.
- Microsoft annulla i contratti di locazione dei data center negli Stati Uniti, riducendo la capacità di centinaia di megawatt.
- La mossa alimenta il dibattito sulla possibilità che Microsoft stia sovradimensionando le infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
- L'azienda prevede comunque di investire 80 miliardi di dollari in infrastrutture, ma sta adeguando il ritmo di crescita.
La corsa agli armamenti dell'intelligenza artificiale sta rallentando? Microsoft Corp., uno dei principali contendenti nel settore dell'intelligenza artificiale, avrebbe iniziato a cancellare i contratti di locazione per una notevole quantità di capacità di data center negli Stati Uniti, alimentando le speculazioni sul fatto che l'azienda possa stare ridimensionando le proprie ambizioni o rivalutando la propria strategia.
TD Cowen, una società di intermediazione statunitense, ha riferito venerdì che Microsoft ha annullato contratti di locazione per una capacità di data center pari a "un paio di centinaia di megawatt", citando indagini presso i fornitori della catena di approvvigionamento.
La società di intermediazione ha inoltre osservato che Microsoft ha smesso di convertire le dichiarazioni di qualificazione – accordi che in genere portano a contratti di locazione formali – una tattica precedentemente utilizzata da concorrenti come Meta Platforms Inc. per ridurre le spese in conto capitale.
Questo potenziale cambiamento è ulteriormente aggravato dalla riallocazione da parte di Microsoft di una parte delle sue spese internazionali previste negli Stati Uniti, che TD Cowen interpreta come un "rallentamento significativo delle locazioni internazionali".
La domanda da 80 miliardi di dollari: l'obiettivo di spesa rimane intatto... per ora.
Questo potenziale rallentamento degli investimenti e della costruzione di data center da parte di Microsoft solleva naturalmente delle domande.
L'azienda, tra le pioniere della Big Tech nel settore dell'intelligenza artificiale, sta diventando più cauta sulle prospettive della domanda, o sta semplicemente ottimizzando la distribuzione delle proprie infrastrutture?
Microsoft ha precedentemente dichiarato di prevedere una spesa di 80 miliardi di dollari per i data center dedicati all'intelligenza artificiale nell'anno fiscale in corso.
Durante una conference call sugli utili di fine gennaio, l'amministratore delegato Satya Nadella ha sottolineato la necessità di mantenere gli investimenti per soddisfare una "domanda esponenzialmente maggiore".
In una dichiarazione di lunedì, Microsoft ha ribadito il suo obiettivo di spesa per l'anno fiscale che si conclude a giugno, ma si è rifiutata di commentare specificamente la nota di TD Cowen.
"Sebbene potremmo pianificare o adeguare strategicamente le nostre infrastrutture in alcune aree, continueremo a crescere fortemente in tutte le regioni", ha dichiarato un portavoce dell'azienda a Bloomberg.
Effetto a catena: i titoli energetici risentono dell'impatto
Il rapporto di TD Cowen ha avuto un impatto immediato sui titoli europei legati al settore energetico, suggerendo che le grandi aziende tecnologiche potrebbero essere pronte a consumare meno energia per il funzionamento dei loro data center.
Schneider Electric SE, un importante fornitore di apparecchiature elettriche, ha perso fino al 7,2%, mentre Siemens Energy AG, un attore di primo piano nel settore delle tecnologie energetiche, è scesa di oltre il 10%.
L'intelligenza artificiale sta facendo promesse eccessive?
I critici hanno costantemente sottolineato una presunta mancanza di applicazioni pratiche e concrete dell'intelligenza artificiale, nonostante Microsoft, Meta e Amazon.com Inc. abbiano stanziato miliardi per i data center necessari per addestrare, sviluppare e ospitare i servizi di intelligenza artificiale.
Wall Street ha sempre più messo in discussione gli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
La startup cinese DeepSeek ha recentemente presentato un nuovo modello di intelligenza artificiale open-source che, a suo dire, rivaleggia con le capacità della tecnologia statunitense, ma a una frazione del costo.
"Sebbene non abbiamo ancora ottenuto, tramite le nostre verifiche di canale, il livello di informazioni che vorremmo per capire le cause di questo fenomeno, la nostra prima reazione è che sia legato a una potenziale situazione di sovrapproduzione da parte di Microsoft", hanno scritto gli analisti di TD Cowen Michael Elias, Cooper Belanger e Gregory Williams, sottolineando che si tratta solo di una loro interpretazione.
I dirigenti di Microsoft hanno costantemente minimizzato le preoccupazioni sulla sovraccapacità dell'intelligenza artificiale, sottolineando i livelli di spesa record dell'azienda.
Tuttavia, gli analisti di TD Cowen hanno scritto che le loro verifiche sul campo avevano rivelato diversi segnali di un graduale ritiro di Microsoft dalla costruzione e dall'acquisizione di data center.
Questo include la scadenza di accordi per oltre un gigawatt su siti più grandi e l'abbandono di "diversi" contratti da circa 100 megawatt ciascuno (la capacità dei data center è spesso espressa in termini di potenza necessaria per mantenerli operativi).
Alleanze mutevoli: l'equazione OpenAI
L'alleanza tra Microsoft e OpenAI potrebbe anche evolversi in modi tali da rendere superflui per il gigante del software gli stessi tipi di investimenti.
A gennaio, OpenAI e SoftBank Group Corp. hanno annunciato una joint venture per investire almeno 100 miliardi di dollari, e forse fino a 500 miliardi, in data center e altre infrastrutture per l'intelligenza artificiale.
Che le mosse di Microsoft riflettano una pausa strategica, una risposta alle mutevoli dinamiche di mercato o una combinazione di entrambi, è chiaro che l'azienda sta valutando attentamente il suo approccio all'infrastruttura AI.
I prossimi mesi riveleranno se si tratta di un aggiustamento temporaneo o di un segnale di un cambiamento più fondamentale nel panorama dell'intelligenza artificiale.
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