L'amministrazione Trump punta a restrizioni più severe sulle importazioni di chip dalla Cina, rafforzando la politica di Biden: rapporto

L'amministrazione Trump punta a restrizioni più severe sulle importazioni di chip dalla Cina, rafforzando la politica di Biden: rapporto
Utkarsh Roshan
25 feb 2025, 16:23 PM
  • L'amministrazione di Donald Trump sta procedendo a inasprire le restrizioni statunitensi sui semiconduttori nei confronti della Cina.
  • L'amministrazione sta inoltre valutando ulteriori restrizioni sui chip Nvidia.
  • Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, aveva già espresso in precedenza preoccupazioni riguardo alle restrizioni sulle esportazioni di chip statunitensi.

Secondo un rapporto di Bloomberg, l'amministrazione di Donald Trump sta inasprendo le restrizioni statunitensi sui semiconduttori nei confronti della Cina, rafforzando le misure introdotte sotto la presidenza di Joe Biden per limitare i progressi tecnologici di Pechino.

Funzionari statunitensi hanno discusso con i loro omologhi giapponesi e olandesi sulla possibilità di limitare ai tecnici di Tokyo Electron Ltd. e ASML Holding NV la manutenzione delle apparecchiature per semiconduttori in Cina.

Gli Stati Uniti hanno già imposto limitazioni simili alle aziende americane produttrici di apparecchiature per semiconduttori come Lam Research, KLA e Applied Materials.

Oltre ai divieti di manutenzione delle apparecchiature, l'amministrazione sta anche valutando sanzioni contro specifici produttori cinesi di chip.

I funzionari dell'amministrazione Biden hanno valutato la possibilità di bloccare l'accesso alla tecnologia statunitense a ChangXin Memory Technologies (CXMT), ma si sono astenuti a causa dell'opposizione del Giappone.

Nel frattempo, il team di Trump sta esaminando restrizioni più severe per la Semiconductor Manufacturing International Corp. (SMIC), che attualmente è soggetta a una revisione caso per caso per le esportazioni statunitensi.

Le autorità temono che questo approccio permetta a SMIC di ottenere strumenti soggetti a restrizioni tramite intermediari.

Controlli sulle esportazioni di chip Nvidia e intelligenza artificiale

L'amministrazione sta inoltre valutando ulteriori restrizioni sui chip Nvidia, compresi quelli specificamente progettati per il mercato cinese.

Nell'ultima settimana della presidenza Biden, la sua amministrazione ha implementato la regola sulla diffusione dell'intelligenza artificiale, che ha classificato i paesi in tre livelli in base alle soglie di potenza di calcolo dell'IA.

I funzionari dell'amministrazione Trump stanno ora discutendo di semplificare e rafforzare questo quadro normativo, potenzialmente abbassando il limite sulle esportazioni di chip per intelligenza artificiale che non richiedono una licenza.

Una proposta in discussione ridurrebbe il numero di unità di elaborazione grafica (GPU) che i produttori di chip possono esportare senza previa approvazione degli Stati Uniti.

L'attuale limite consente alle aziende di spedire l'equivalente di 1.700 GPU nella maggior parte dei paesi, previa notifica al governo.

I funzionari dell'amministrazione Trump stanno valutando la possibilità di abbassare questa soglia, ampliando il numero di esportazioni di chip per intelligenza artificiale che richiedono una licenza.

Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, aveva già espresso in precedenza preoccupazione per le restrizioni statunitensi sulle esportazioni di chip, in particolare quelle rivolte alla Cina.

Huang sostiene che tali controlli potrebbero ostacolare l'innovazione globale nell'intelligenza artificiale e, inavvertitamente, avvantaggiare i concorrenti, poiché le restrizioni potrebbero spingere le aziende a cercare fornitori e soluzioni alternative al di fuori degli Stati Uniti.

Huang aveva espresso la speranza che Trump adottasse un approccio normativo meno rigido rispetto a Biden.

Attuazione delle restrizioni all'esportazione di intelligenza artificiale

Nonostante le restrizioni esistenti, si dice che le aziende cinesi abbiano trovato il modo di acquisire semiconduttori avanzati.

Secondo quanto riferito, le autorità statunitensi stanno indagando se la startup cinese di intelligenza artificiale DeepSeek abbia ottenuto chip Nvidia vietati tramite terze parti a Singapore, eludendo i controlli sulle esportazioni.

Il successo delle restrizioni ampliate di Trump dipenderà dalla cooperazione degli alleati, in particolare del Giappone e dei Paesi Bassi, che svolgono un ruolo cruciale nelle catene di approvvigionamento globali dei semiconduttori.

I Paesi Bassi avevano precedentemente raggiunto un accordo informale con gli Stati Uniti sulla limitazione dei servizi di manutenzione per la Cina, ma hanno sospeso l'attuazione dopo la vittoria elettorale di Trump.

Il Giappone si era precedentemente opposto a un blocco totale di ChangXin Memory Technologies (CXMT) per timore di interrompere le catene di approvvigionamento.

Le nuove restrizioni potrebbero richiedere mesi per concretizzarsi, mentre l'amministrazione Trump finalizza le nomine chiave nelle agenzie.

Nel frattempo, Washington sta ancora valutando fino a che punto gli alleati si spingeranno nell'inasprimento delle restrizioni sui semiconduttori nei confronti della Cina.