Perché oltre 13 miliardi di dollari di investimenti nelle energie rinnovabili sono a rischio in Vietnam

  • Gli investitori, tra cui Adani, hanno messo in guardia il Vietnam contro le modifiche retroattive proposte alle tariffe per le energie rinnovabili.
  • Questi cambiamenti potrebbero mettere a rischio investimenti per 13 miliardi di dollari nelle energie rinnovabili e portare a svalutazioni del capitale.
  • Gli investitori sono preoccupati per i ritardi nei pagamenti e per le potenziali insolvenze sui prestiti.

Oltre due dozzine di investitori stranieri e vietnamiti hanno lanciato un avvertimento al governo vietnamita.

Secondo Reuters, gli investitori, tra cui importanti attori come Adani Green Energy, hanno espresso preoccupazione per il fatto che le modifiche proposte alle normative sui prezzi sovvenzionati per l'energia eolica e solare potrebbero avere un impatto negativo significativo.

Queste modifiche, che verrebbero applicate retroattivamente, potrebbero mettere a rischio investimenti per oltre 13 miliardi di dollari nel settore delle energie rinnovabili del paese.

In una lettera visionata da Reuters e datata 5 marzo, gli investitori hanno espresso ai leader vietnamiti la loro "profonda preoccupazione" per la potenziale fine delle tariffe energetiche agevolate.

Hanno avvertito che il cambiamento di politica potrebbe indebolire la stabilità finanziaria generale e danneggiare la fiducia nel Vietnam, soprattutto considerando che il paese prevede di aumentare significativamente la propria capacità di energia rinnovabile.

Tra i 28 firmatari figurano il fondo di private equity Dragon Capital, ACEN, filiale vietnamita del gruppo energetico filippino ACEN, e investitori provenienti da Thailandia, Paesi Bassi, Singapore e Cina.

Aumento degli investimenti negli ultimi anni

Il paese del Sud-est asiatico ha recentemente registrato un'impennata negli investimenti nelle energie rinnovabili, grazie alle interessanti tariffe di incentivazione, con cui il governo si è impegnato ad acquistare elettricità a prezzi superiori a quelli di mercato per 20 anni.

L'unico acquirente dell'energia elettrica prodotta era la società elettrica statale vietnamita EVN. Tuttavia, le tariffe elevate hanno aumentato le perdite di EVN e causato un incremento dei prezzi dell'energia per le famiglie e le fabbriche.

Le autorità hanno compiuto diversi tentativi per ridurre le elevate tariffe.

Sebbene i progetti stiano già producendo energia, gli investitori, secondo la loro lettera, stanno ora considerando una revisione retroattiva dei criteri utilizzati per determinare l'ammissibilità alle tariffe di incentivazione.

La lettera diceva:

La lettera non ha chiarito se tutti i fondi fossero stati utilizzati, come e quando il Vietnam prevedeva di rivedere le norme vigenti.

Quali sono i rischi?

Gli investitori hanno dichiarato nella lettera che EVN stava ritardando o pagando solo parzialmente l'elettricità prodotta da progetti di energia rinnovabile "senza una chiara giustificazione".

La lettera ha rivelato che la conseguenza della situazione attuale è che diversi progetti non sono in grado di adempiere agli obblighi di rimborso dei prestiti nei confronti di creditori sia nazionali che internazionali.

Questo ha portato a una situazione di insolvenza. Inoltre, la lettera avvertiva che qualsiasi modifica permanente o cessazione delle tariffe precedentemente concordate avrebbe potuto avere gravi ripercussioni.

Questi includono il mettere a repentaglio la stabilità del settore bancario nazionale e la diminuzione della fiducia nel quadro normativo del Vietnam.

Gli obiettivi di espansione dell'energia solare ed eolica del Vietnam

L'ambizione del Vietnam di aumentare significativamente la propria capacità di energia solare ed eolica è evidente nelle recenti relazioni.

Il paese ha rivisto il suo piano energetico per il decennio in corso, e la bozza del piano rivela una forte enfasi sull'espansione della produzione di energia solare ed eolica.

Questa mossa strategica verso le fonti di energia rinnovabile è probabilmente motivata da diversi fattori, tra cui la necessità di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, mitigare gli impatti del cambiamento climatico e soddisfare la crescente domanda energetica di un'economia in rapido sviluppo.

Lo scenario di base del piano prevede che entro il 2030 la capacità installata di parchi eolici e solari supererà i 56 gigawatt.

Questa cifra rappresenta quasi un terzo della capacità installata totale prevista da tutte le fonti, compresi i combustibili fossili.

La lettera afferma che gli investitori stranieri hanno finanziato progetti con una capacità complessiva di quasi 4 GW, per un valore di 4 miliardi di dollari. Questi progetti, quasi esclusivamente nel settore dell'energia solare, potrebbero essere negativamente influenzati dalla riforma retroattiva.