Gli Stati Uniti impongono nuove sanzioni al commercio petrolifero iraniano e alla flotta ombra; ecco i dettagli.

  • Gli Stati Uniti hanno sanzionato il ministro del petrolio iraniano e diverse navi battenti bandiera di Hong Kong appartenenti a una "flotta ombra".
  • Queste sanzioni mirano a interrompere le entrate petrolifere dell'Iran, fondamentali per finanziare le sue attività.
  • Gli Stati Uniti hanno inoltre sanzionato entità in India e Cina coinvolte nella consegna e nello stoccaggio di petrolio iraniano.

Giovedì il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato di aver imposto sanzioni al ministro del petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, e a diverse navi battenti bandiera di Hong Kong.

Secondo un rapporto Reuters, queste navi farebbero parte di una "flotta ombra" che facilita l'occultamento delle spedizioni di petrolio iraniano, permettendo all'Iran di eludere le sanzioni internazionali.

Giovedì il Dipartimento del Tesoro ha annunciato sanzioni contro diverse navi e le società ad esse associate, tra cui la Peace Hill, battente bandiera di Hong Kong, e il suo proprietario, la Hong Kong Heshun Transportation Trading Limited.

Sono state inoltre sanzionate la Polaris 1, battente bandiera iraniana, la Fallon Shipping Company Ltd, registrata alle Seychelles, e la Itaugua Services Inc., registrata in Liberia.

Queste sanzioni fanno parte dei continui sforzi degli Stati Uniti per esercitare pressione economica sull'Iran, con l'obiettivo di frenare le sue ambizioni nucleari e il suo sostegno a gruppi per procura in Medio Oriente.

Prendendo di mira il ministro del petrolio e le navi coinvolte nel commercio illecito di petrolio, gli Stati Uniti intendono interrompere le cruciali entrate petrolifere dell'Iran, vitali per finanziare le sue attività.

L'annuncio del Dipartimento del Tesoro ha sottolineato l' impegno degli Stati Uniti nell'applicazione delle sanzioni contro l'Iran e la determinazione a ritenere responsabili individui ed entità che facilitano l'elusione delle sanzioni iraniane.

Interrompe le entrate petrolifere dell'Iran

Si prevede che le sanzioni avranno ripercussioni significative sull'industria petrolifera iraniana e sulla sua capacità di condurre scambi commerciali internazionali.

Il Dipartimento del Tesoro ha dichiarato che Paknejad è responsabile della supervisione dell'esportazione di petrolio iraniano per un valore di decine di miliardi di dollari.

Inoltre, ha assegnato alle forze armate iraniane petrolio per miliardi di dollari da esportare.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha intrapreso azioni contro le entità coinvolte nel commercio di petrolio iraniano, comprese quelle che facilitano la consegna o lo stoccaggio di petrolio iraniano in Cina.

Queste entità, situate in diverse giurisdizioni, tra cui India e Cina, sono state designate come proprietarie o operatrici di navi che hanno trasportato petrolio iraniano in Cina o lo hanno prelevato da impianti di stoccaggio in loco.

Questa mossa fa parte degli sforzi continui del governo statunitense per far rispettare le sanzioni contro l'Iran e interrompere le sue attività di esportazione di petrolio, che rappresentano una significativa fonte di entrate per il regime iraniano.

Flotta ombra

L'esercito iraniano utilizza una vasta rete clandestina di navi, spesso definita "flotta ombra", per nascondere e trasportare merci per miliardi di dollari in Cina.

Questa operazione clandestina permette all'Iran di aggirare le sanzioni internazionali e di mantenere un flusso costante di scambi commerciali con la Cina, un partner economico cruciale.

La flotta ombra è generalmente composta da navi più vecchie con proprietà e bandiere di comodo oscurate, il che rende difficile tracciare e rintracciare le loro attività.

Questo elaborato piano evidenzia fino a che punto l'Iran è disposto a spingersi per mantenere i suoi legami economici e militari con la Cina, nonostante le significative pressioni e il controllo internazionali.

Le esportazioni sono aumentate durante il precedente regime statunitense.

Le esportazioni di petrolio iraniane hanno registrato un significativo aumento durante la presidenza di Joe Biden.

Questo aumento può essere attribuito a diversi fattori, tra cui l'applicazione meno rigorosa delle sanzioni contro l'Iran da parte dell'amministrazione Biden rispetto a quella Trump, nonché all'aumento della domanda globale di petrolio dovuto all'allentamento delle restrizioni COVID-19 e al conflitto in corso in Ucraina.

Questo aumento delle esportazioni ha rappresentato una vitale boccata d'ossigeno per l'economia iraniana, che ha dovuto affrontare severe sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti.