Trump minaccia dazi del 200% sull'alcol europeo mentre la guerra commerciale tra Stati Uniti e UE si intensifica.

Trump minaccia dazi del 200% sull'alcol europeo mentre la guerra commerciale tra Stati Uniti e UE si intensifica.
Diya Poddar
14 mar 2025, 09:19 AM
  • L'UE prevede contromisure tariffarie sul whisky americano in risposta alle tariffe statunitensi sui metalli.
  • L'S&P 500 scende di oltre il 10% dal massimo storico, confermando una correzione di mercato.
  • Il Canada, principale fornitore di alluminio degli Stati Uniti, presenta un reclamo all'OMC.

La disputa commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea si è intensificata, con il presidente americano Donald Trump che ha minacciato di imporre un dazio del 200% sulle importazioni di vino, cognac e altri alcolici europei.

Questa mossa è una risposta al piano dell'Unione Europea (UE) di aumentare i dazi sul whisky americano e su altri prodotti il mese prossimo, una misura di ritorsione contro i dazi statunitensi del 25% su acciaio e alluminio entrati in vigore mercoledì.

I mercati hanno reagito rapidamente all'escalata delle tensioni, con l'S&P 500 che ha chiuso oltre il 10% al di sotto del suo massimo storico, confermando una correzione dell'indice di riferimento statunitense. Gli investitori temono che la mossa di Trump segnali restrizioni commerciali più ampie che potrebbero danneggiare i mercati globali e mettere ulteriormente a dura prova i legami economici.

Nel frattempo, anche il Canada, un alleato chiave degli Stati Uniti e principale fornitore di alluminio, ha annunciato contromisure e ha portato la controversia all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).

L'alcol al centro della disputa tariffaria USA-UE

L'ultima ondata di tensioni commerciali evidenzia come le importazioni di alcolici siano diventate un campo di battaglia cruciale nello stallo economico.

Le tariffe pianificate dall'UE sul whisky americano erano una risposta diretta alle recenti tariffe sui metalli di Trump, e ora la Casa Bianca sta reagendo con una tassa del 200% sulle importazioni di alcolici europei.

Si prevede che la decisione avrà un impatto sui principali esportatori europei, in particolare Francia, Spagna e Italia, che dominano il mercato statunitense dei vini e dei liquori pregiati.

La Commissione europea non ha ancora rilasciato una risposta formale all'ultima minaccia di dazi di Trump, ma è probabile che Bruxelles reagirà con ulteriori contromisure, inasprendo ulteriormente le tensioni.

Nel frattempo, alcuni rivenditori canadesi hanno iniziato a rimuovere il bourbon americano dagli scaffali, riflettendo il crescente malcontento per la politica commerciale "America First" di Trump.

I colloqui commerciali tra Stati Uniti e Canada si bloccano a causa dei dazi sui metalli.

Anche il Canada, che fornisce la quota maggiore di alluminio agli Stati Uniti, è entrato nella disputa, presentando un reclamo formale all'OMC contro i dazi del 25% sull'acciaio e sull'alluminio imposti da Trump.

Funzionari canadesi, tra cui il ministro delle Finanze Dominic LeBlanc e il premier dell'Ontario Doug Ford, si sono incontrati con il segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick per discutere possibili soluzioni, ma i colloqui non hanno portato a una svolta.

Trump ha mantenuto ferma la sua posizione protezionistica, ribadendo durante un incontro nello Studio Ovale con il Segretario Generale della NATO Mark Rutte che a partire dal 2 aprile sarebbero stati imposti dazi reciproci a tutti i partner commerciali statunitensi.

Ha difeso le misure come necessarie per proteggere le imprese americane, affermando:

I mercati finanziari reagiscono all'aumento delle tensioni commerciali globali.

La guerra commerciale in corso ha sollevato preoccupazioni riguardo a conseguenze economiche più ampie, in particolare per le industrie che dipendono dal commercio transatlantico.

L'S&P 500 ha chiuso in territorio di correzione, riflettendo l'ansia del mercato per le nuove restrizioni commerciali.

Gli analisti avvertono che, se la disputa tra Stati Uniti e UE dovesse intensificarsi ulteriormente, potrebbe interrompere le catene di approvvigionamento globali e rallentare la crescita economica.

Attualmente, gli esportatori europei di alcolici si trovano ad affrontare l'incertezza sull'applicazione del dazio del 200%, mentre i produttori americani di whisky rimangono vulnerabili ai dazi di ritorsione dell'UE.

Con i negoziati che mostrano pochi progressi e l'incombere di ulteriori sanzioni commerciali, le imprese di entrambi i continenti si preparano a ulteriori ripercussioni economiche.