Da Powell alle politiche: Wall Street alle prese con dazi e rischi tecnologici dopo i segnali della Fed

Da Powell alle politiche: Wall Street alle prese con dazi e rischi tecnologici dopo i segnali della Fed
Deepali Singh
21 mar 2025, 18:00 PM
  • Le preoccupazioni sui dazi e i rischi legati all'intelligenza artificiale oscurano le prospettive di taglio dei tassi della Fed.
  • Le preoccupazioni relative ai dazi includono gli impatti diretti, i dazi di ritorsione e la spesa dei consumatori.
  • I titoli tecnologici del "Magnificent Seven" sono in ritardo, alimentando la volatilità del mercato.

Dopo un'iniziale ondata di ottimismo in seguito all'indicazione della Federal Reserve di potenziali tagli dei tassi nel 2025, l'attenzione di Wall Street si è rapidamente spostata di nuovo sulle persistenti difficoltà che hanno afflitto il mercato: l'incombente minaccia dei dazi e i potenziali rischi associati al settore dell'intelligenza artificiale, in rapida crescita ma forse eccessivamente pubblicizzato.

Il breve rialzo si è rapidamente esaurito, riflettendo la sensazione tra gli strateghi di mercato che le sfide fondamentali che gli investitori devono affrontare rimangono saldamente in atto.

Dennis Debusschere, presidente di 22V Research, ha riassunto concisamente l'atmosfera, affermando che, ora che i mercati hanno superato la riunione della Fed, l'attenzione si sposterà nuovamente sui dazi del presidente Trump e sulla possibilità di dazi reciproci.

Secondo Debusschere, l'impatto di questi potenziali cambiamenti di politica sui profitti aziendali di quest'anno è "esattamente ciò con cui il mercato sta lottando".

Questa difficoltà è emersa chiaramente quando le azioni di Nike (NKE) e FedEx (FDX) hanno subito un calo dopo che le aziende hanno avvertito che le difficoltà economiche, compresi i potenziali dazi doganali, potrebbero avere un impatto negativo sui loro utili.

Le preoccupazioni relative ai dazi sono complesse e articolate.

Gli investitori si trovano ad affrontare l'incertezza su quali aziende saranno direttamente colpite, sul potenziale di contromisure tariffarie e sulle implicazioni più ampie degli aumenti di prezzo per i consumatori.

Le preoccupazioni del mercato riguardo ai dazi sono complesse e articolate.

C'è la questione di quali aziende saranno colpite dai dazi.

C'è la questione di quali aziende potrebbero essere colpite dai controdazi.

E poi ci sono ulteriori domande su come eventuali aumenti di prezzo in alcuni settori potrebbero far aumentare i prezzi anche di altri prodotti.

La paura generale è che questi fattori possano frenare la spesa dei consumatori e rallentare l'attività economica complessiva.

L'andamento instabile del mercato dimostra che gli investitori faticano a capire come reagire.

Michael Kantrowitz, responsabile della strategia di investimento di Piper Sandler, ha dichiarato a Yahoo Finance che è necessaria chiarezza.

Kantrowitz ha affermato che l'incertezza politica è stata il fattore principale della recente svendita sui mercati, che a sua volta ha offuscato le prospettive per la Federal Reserve e gli utili aziendali.

Intelligenza artificiale: boom o bolla?

Le recenti turbolenze di mercato non sono state attribuibili esclusivamente alle preoccupazioni sui dazi.

Un fattore significativo è stata la correzione dei titoli tecnologici del "Magnificent Seven", che hanno registrato il peggior trimestre rispetto all'S&P 500 dal 2022.

Di conseguenza, il titolo più scambiato degli ultimi due anni ha subito un declassamento.

David Sekera, responsabile della strategia di mercato statunitense di Morningstar, è arrivato a definire la recente azione di mercato come un "mercato ribassista per i titoli legati all'intelligenza artificiale".

Data l'enorme influenza delle grandi aziende tecnologiche sull'indice S&P 500, alcuni analisti temono che ulteriori cali di questi titoli possano innescare una più ampia recessione del mercato.

"Una delle ragioni principali per cui abbiamo previsto un crollo dell'S&P 500 nel 2026 è l'ipotesi che la diminuzione dell'entusiasmo per l'intelligenza artificiale avrebbe provocato un calo dell'indice basato sulla valutazione in quell'anno, piuttosto che nel 2025", ha scritto John Higgins, capo economista dei mercati di Capital Economics.

Le dichiarazioni della Federal Reserve hanno offerto una breve tregua, ma le preoccupazioni di fondo sui dazi e sulla sostenibilità del boom dell'intelligenza artificiale continuano a gettare un'ombra su Wall Street, lasciando gli investitori in attesa di ulteriore volatilità mentre il mercato cerca una direzione.