L'inflazione core del Giappone supera le previsioni, alimentando le speranze di un aumento dei tassi da parte della BOJ.

L'inflazione core del Giappone supera le previsioni, alimentando le speranze di un aumento dei tassi da parte della BOJ.
Utkarsh Roshan
21 mar 2025, 03:30 AM
  • L'inflazione di base del Giappone è aumentata del 3% a febbraio, superando le aspettative degli economisti, che si attestavano al 2,9%.
  • L'inflazione complessiva è salita del 3,7% su base annua, in calo rispetto al picco biennale del 4% di gennaio.
  • I dati seguono la decisione della BOJ di mercoledì di mantenere i tassi di interesse invariati allo 0,5%.

Secondo i dati governativi diffusi venerdì, l'inflazione core del Giappone è aumentata del 3% a febbraio, superando le aspettative degli economisti, che si attestavano al 2,9%.

Sebbene la cifra sia inferiore al 3,2% di gennaio, ha segnato il 35° mese consecutivo in cui l'inflazione è rimasta al di sopra dell'obiettivo del 2% della Banca del Giappone (BOJ).

L'inflazione complessiva è salita del 3,7% su base annua, in calo rispetto al picco biennale del 4% di gennaio.

Nel frattempo, la misura dell'inflazione "core-core" — escludendo i prodotti alimentari freschi e l'energia, che la BOJ monitora attentamente — è salita al 2,6% dal 2,5% del mese precedente.

L'inflazione al consumo in Giappone è risultata leggermente superiore alle attese, nonostante i sussidi energetici del governo abbiano attenuato l'aumento dei prezzi.

Questo avvalora la tesi secondo cui la Banca del Giappone dovrebbe continuare il suo approccio graduale agli aumenti dei tassi.

La maggior parte degli analisti si aspetta che la Banca del Giappone aumenti nuovamente il tasso di riferimento a giugno o luglio, con un ritmo previsto di un rialzo ogni sei mesi circa, fino a quando il ciclo di inasprimento non raggiungerà il suo picco.

Prospettive di politica monetaria della BOJ

I dati seguono la decisione della BOJ di mercoledì di mantenere i tassi di interesse stabili allo 0,5%, sebbene i responsabili politici abbiano segnalato che le pressioni inflazionistiche potrebbero persistere.

Il governatore della BOJ, Kazuo Ueda, ha avvertito che l'aumento dei costi alimentari e la forte crescita salariale potrebbero continuare a spingere al rialzo l'inflazione di fondo.

La banca centrale prevede un aumento dell'inflazione di fondo fino all'anno fiscale 2025, citando l'aumento dei prezzi del riso e la scadenza dei sussidi governativi volti a contenere l'inflazione.

Nelle sue ultime previsioni economiche, la banca centrale prevede che l'indice dell'inflazione di base si attesterà in media al 2,7% per l'anno fiscale che si conclude questo mese e al 2,4% per il prossimo anno fiscale.

La BOJ ha inoltre sottolineato che le fluttuazioni dei tassi di cambio potrebbero ulteriormente influenzare i prezzi, con incertezze derivanti dall'evoluzione delle politiche commerciali ed economiche nelle principali economie.

Dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione, lo yen giapponese si è rafforzato dello 0,1%, attestandosi a 148,61 per dollaro, mentre il Nikkei 225 ha registrato un leggero calo.

La Banca del Giappone, che a gennaio ha aumentato i tassi a breve termine dallo 0,25% allo 0,5% dopo aver concluso il suo lungo programma di stimolo, ha indicato che ulteriori aumenti sono ancora possibili.

La banca centrale continua a sottolineare il suo obiettivo di promuovere un "circolo virtuoso" di aumento dei salari e dei prezzi.

La crescita salariale rafforza le ragioni a favore della normalizzazione delle politiche.

I dati sull'inflazione arrivano in un contesto di robusti aumenti salariali ottenuti attraverso le annuali trattative salariali shunto, rafforzando ulteriormente le aspettative che la BOJ continuerà ad adeguare la sua politica monetaria.

Il 14 marzo, Rengo, il più grande sindacato giapponese, ha annunciato di aver ottenuto un aumento salariale medio del 5,46% a partire da aprile, il più consistente degli ultimi 30 anni. Si tratta di 0,18 punti percentuali in più rispetto all'aumento del 5,28% dello scorso anno.

In particolare, le piccole e medie imprese hanno registrato un aumento salariale medio del 5,09%, segnando la prima volta dal 1992 che gli aumenti per tali aziende hanno superato il 5%.

Con l'inflazione e la crescita salariale che rimangono elevate, gli analisti si aspettano che la BOJ continui sulla strada di ulteriori aumenti dei tassi, a meno di shock economici imprevisti.