Sensex e Nifty 50 crollano del 5% a causa delle ritorsioni tariffarie cinesi del 34% che scuotono i mercati asiatici.

Sensex e Nifty 50 crollano del 5% a causa delle ritorsioni tariffarie cinesi del 34% che scuotono i mercati asiatici.
Harsh Vardhan
07 apr 2025, 06:40 AM
  • Sensex e Nifty 50 crollano del 5%, toccando i minimi degli ultimi 9 mesi a causa delle turbolenze sui mercati globali.
  • Il dazio del 34% imposto dalla Cina sulle merci statunitensi intensifica i timori di una guerra commerciale in tutta l'Asia.
  • L'India chiede concessioni agli Stati Uniti mentre l'incertezza sui dazi frena gli investitori nazionali.

Lunedì, Dalal Street ha assistito a un drammatico bagno di sangue: il BSE Sensex e il Nifty 50 sono crollati di circa il 5% ciascuno, precipitando ai minimi degli ultimi 9 mesi.

Il forte calo riflette la crescente pressione globale, con l'indice di volatilità che ha superato il 50%, segnalando un aumento della paura tra gli investitori.

Tutti gli indici settoriali hanno chiuso in rosso, mentre le azioni a piccola e media capitalizzazione hanno subito perdite ancora più consistenti, con le small cap in calo del 7%.

I titoli tecnologici e metallurgici hanno subito il peso maggiore delle vendite, con l'indice Nifty IT che ha perso il 6% e l'indice Nifty Metal che è sceso del 7%.

La turbolenza dei mercati segue la massiccia svendita di venerdì a Wall Street, che ha dato il tono a una settimana difficile per i mercati asiatici.

Le tensioni commerciali globali si intensificano con le tariffe di ritorsione della Cina.

Il caos nei mercati indiani fa parte di una più ampia svendita globale innescata dalle aggressive politiche tariffarie del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, definite "Giorno della Liberazione" in un recente annuncio.

Trump ha affermato che questi dazi conferiscono agli Stati Uniti un "grande potere negoziale", ma la risposta è stata tutt'altro che positiva.

La Cina ha risposto con un massiccio dazio del 34% su tutti i prodotti statunitensi, intensificando i timori di una guerra commerciale globale.

Le conseguenze furono immediate: il Nikkei 225 e il Topix giapponesi crollarono del 7%, provocando interruzioni delle contrattazioni e la sospensione dei futures a causa dei meccanismi di protezione.

I futures statunitensi sono crollati fino a 1.500 punti, mentre la svendita si è estesa a tutte le classi di attività, con i prezzi del greggio che sono scesi sotto i 60 dollari al barile e l'oro che ha perso quasi il 3%, attestandosi a 3.037,79 dollari venerdì.

Wall Street ha guidato il declino, con l'S&P 500 che è sceso ai minimi degli ultimi 11 mesi, cancellando l'impressionante cifra di 5,4 trilioni di dollari di valore di mercato in due sedute.

L'indice è sceso del 6%, registrando il suo peggior calo giornaliero dal marzo 2020, mentre colossi tecnologici come Tesla, Nvidia e Apple hanno subito cali a doppia cifra o comunque significativi.

Il Nasdaq 100 è ufficialmente entrato in territorio di mercato ribassista, amplificando le preoccupazioni che il crollo di venerdì potesse spaventare i mercati asiatici lunedì.

Il crollo generalizzato dei mercati sottolinea gli effetti a catena della strategia tariffaria di Trump, lasciando gli investitori in attesa di ulteriore volatilità.

L'India cerca concessioni mentre incombe l'incertezza

Mentre la Cina ha optato per la ritorsione, l'India e altre nazioni stanno adottando un approccio più conciliante.

Secondo Reuters, paesi come Giappone, Messico, Corea del Sud e India stanno cercando concessioni dagli Stati Uniti piuttosto che imporre contromisure tariffarie.

Il Vietnam e la Cambogia stanno negoziando tariffe più basse o ritardi, mentre la Gran Bretagna punta a un accordo economico più ampio.

Questa strategia diplomatica riflette uno sforzo per mitigare l'impatto delle politiche di Trump, ma l'incertezza che circonda il commercio globale continua a turbare gli investitori nazionali.

Con l'inizio del conto alla rovescia per la stagione degli utili, gli osservatori di mercato stanno monitorando attentamente come queste tensioni influenzeranno le prospettive economiche dell'India, con la possibilità di una prolungata volatilità all'orizzonte.

La reazione del mercato indiano evidenzia l'interconnessione della finanza globale, con Dalal Street che risente del peso degli sviluppi internazionali.

Gli investitori sono in attesa, in attesa di segnali più chiari mentre si svolgono i negoziati commerciali e emergono i dati economici.

Per ora, il mare rosso che si estende sui mercati asiatici serve da crudo promemoria delle sfide poste dal regime tariffario di Trump.