ING prevede una "prova di resistenza" tra Stati Uniti e Cina nel contesto della guerra commerciale in corso.

  • Trump ha annullato la maggior parte delle tariffe globali, ma ha aumentato quelle sulle importazioni cinesi, inasprendo le tensioni.
  • ING evidenzia uno "scontro culturale" negli stili di negoziazione come fattore chiave che esacerba le tensioni tra Stati Uniti e Cina.
  • Nonostante l'escalation, entrambe le parti hanno manifestato una preferenza per i negoziati.

L'annuncio inaspettato del Presidente Trump di invertire i dazi a livello globale, ad eccezione della Cina, è giunto dopo un periodo di incertezza di mercato e fluttuazioni drammatiche.

Secondo il Gruppo ING, la guerra commerciale con la Cina, caratterizzata da una serie di aumenti tariffari reciproci, è entrata in una fase critica.

I mercati globali e i leader europei preoccupati hanno tirato un sospiro di sollievo mercoledì, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preso la sorprendente decisione di sospendere la maggior parte delle consistenti tariffe che aveva recentemente imposto a numerosi paesi.

Trump ha sospeso per 90 giorni i dazi reciproci sui partner commerciali, ad eccezione della Cina.

La disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina si è intensificata mercoledì, quando Trump ha aumentato i dazi sulle importazioni cinesi dal 104% al 125%.

Dopo la raffica di dazi di Trump, Pechino potrebbe ritorsionare nuovamente imponendo ulteriori dazi sulle importazioni statunitensi, replicando l'aumento dei dazi precedente.

“La retromarcia di Trump sulle tariffe globali, ma l'escalation delle tariffe sulla Cina, a prima vista sembra uno sviluppo negativo per la Cina, poiché un divario tariffario più ampio tra le aliquote imposte alla Cina e al resto del mondo, sulla carta, dovrebbe aumentare la quantità di prodotti sostitutivi praticabili”, ha affermato Lynn Song, capo economista per la Cina presso ING Group, in un rapporto.

La prospettiva cinese

Secondo Song, lo scenario peggiore sarebbe quello in cui gli Stati Uniti utilizzassero le minacce di dazi per costringere altri paesi ad azioni tariffarie coordinate contro la Cina.

Dopo l'annuncio dei dazi, molti paesi inizialmente hanno cercato di negoziare con gli Stati Uniti, ma la risposta formale dell'UE ha indicato che la comunità globale non si sarebbe semplicemente arresa.

Alcuni osservatori di mercato hanno ipotizzato che gli ultimi round di tariffe segnino un punto di non ritorno per il disaccoppiamento tra Stati Uniti e Cina.

Non si ritiene che sia così: entrambe le parti hanno segnalato, in misura diversa, di preferire i negoziati, ma il problema è che nessuna delle due vuole apparire come quella che cede.

Song ha detto:

I dazi di Trump del "Giorno della Liberazione" erano una tattica negoziale, un'offerta iniziale aggressiva per costringere i paesi a negoziare.

Le dichiarazioni del Segretario al Tesoro statunitense Bessent hanno scoraggiato le ritorsioni e incoraggiato il dialogo.

Tuttavia, secondo Song, questo approccio potrebbe non funzionare bene in Cina, dove il rispetto reciproco e il salvare la faccia sono cruciali nelle negoziazioni.

Dinamiche di negoziazione e scontro culturale

Le crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sono state alimentate principalmente dalla decisione unilaterale di Trump di imporre aumenti tariffari e dalla sua persistente retorica anti-cinese, che hanno di fatto eretto barriere a qualsiasi potenziale negoziato.

Inoltre, secondo ING, l'atteggiamento sprezzante e antagonista adottato dagli Stati Uniti nei confronti dei paesi che hanno tentato di avviare negoziati quest'anno ha indubbiamente scoraggiato la Cina dall'intraprendere un dialogo significativo.

La mancanza di rispetto e di considerazione dimostrata nei confronti di altre nazioni durante le trattative commerciali ha ulteriormente rafforzato le apprensioni della Cina riguardo all'avvio di discussioni simili.

Di conseguenza, le prospettive di una rapida e amichevole risoluzione della guerra commerciale in corso appaiono sempre più fosche.

“A questo punto, la politica sembra certamente prevalere sull'economia, quindi nessuno può dire con certezza quando e come potrebbero riprendere i colloqui, ma per ora sembra che i responsabili politici siano disposti a mettere alla prova la teoria economica per vedere chi alla fine soffrirà di più e chi avrà il vantaggio quando i colloqui riprenderanno”, ha aggiunto Song.