Il Giappone registra un surplus commerciale record di 63 miliardi di dollari con gli Stati Uniti, nel contesto di colloqui tariffari ad alta tensione.

Il Giappone registra un surplus commerciale record di 63 miliardi di dollari con gli Stati Uniti, nel contesto di colloqui tariffari ad alta tensione.
Deepali Singh
17 apr 2025, 07:42 AM
  • Il Giappone ha registrato un quarto deficit commerciale annuale consecutivo (5,2 trilioni di yen / 37 miliardi di dollari) per l'anno fiscale conclusosi a marzo.
  • Contemporaneamente, l'avanzo commerciale del Giappone con gli Stati Uniti è salito a un record di 9 trilioni di yen (63 miliardi di dollari).
  • Un yen più debole ha aumentato i costi delle importazioni, mentre le forti esportazioni di chip/veicoli e il turismo hanno incrementato le esportazioni complessive.

Il Giappone ha attraversato un altro anno di deficit commerciale complessivo, ma un surplus in crescita con gli Stati Uniti è emerso come punto focale critico, soprattutto mentre i negoziatori giapponesi sono impegnati in intense discussioni con l'amministrazione Trump su tariffe potenziali ed esistenti.

I dati del Ministero delle Finanze pubblicati giovedì dipingono un quadro complesso delle dinamiche commerciali giapponesi sullo sfondo delle frizioni economiche globali.

Le statistiche provvisorie hanno rivelato che, per l'anno fiscale conclusosi a marzo, il Giappone ha registrato un deficit commerciale globale di 5,2 trilioni di yen (circa 37 miliardi di dollari).

Questo ha segnato il quarto anno consecutivo in cui la nazione ha importato più beni e servizi di quanti ne abbia esportati complessivamente.

Tra i fattori trainanti figurava un aumento del 4,7% delle importazioni annuali, aggravato da un indebolimento dello yen giapponese che ha gonfiato il costo dell'importazione di merci nel paese.

Tuttavia, le esportazioni complessive sono aumentate del 5,9%, trainate dalle robuste spedizioni di veicoli e chip per computer, nonché da un notevole afflusso di turisti stranieri le cui spese rientrano nelle esportazioni.

Al contrario, le relazioni commerciali del Giappone con gli Stati Uniti hanno prodotto risultati significativamente diversi.

Nello stesso anno fiscale, l'avanzo commerciale con gli Stati Uniti è salito a 9 trilioni di yen (circa 63 miliardi di dollari).

Questo crescente squilibrio rappresenta una questione particolarmente delicata per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha spesso preso di mira tali surplus nella sua retorica commerciale.

Superare la barriera tariffaria

La pubblicazione di questi dati coincide con i negoziati in corso a Washington, dove i funzionari giapponesi stanno lavorando per contrastare le minacce di dazi statunitensi.

Il Giappone, alleato storico e importante investitore negli Stati Uniti, che dà lavoro a centinaia di migliaia di americani, si trova ad affrontare un contesto commerciale difficile.

Il presidente Trump aveva inizialmente annunciato il 2 aprile l'intenzione di imporre ampi dazi, tra cui una potenziale tassa del 24% sulle importazioni dal Giappone.

Sebbene le reazioni del mercato abbiano portato a una sospensione parziale di 90 giorni di queste nuove tariffe per molte nazioni (esclusa la Cina, che ha subito aumenti fino al 145%), il Giappone si trova ancora ad affrontare significative barriere commerciali.

Attualmente è soggetto a un dazio di base del 10% su diverse merci, oltre alle tasse del 25% recentemente imposte su esportazioni cruciali come automobili, ricambi auto, acciaio e alluminio.

Questi compiti rappresentano una sfida considerevole per l'amministrazione del Primo Ministro Shigeru Ishiba.

Tendenze mensili e flussi in evoluzione

Analizzando dati più recenti, il Giappone ha registrato un surplus commerciale di 544 miliardi di yen (circa 4 miliardi di dollari) solo nel mese di marzo.

Le esportazioni di marzo hanno registrato un aumento di quasi il 4% rispetto all'anno precedente, segnando il sesto mese consecutivo di crescita, sebbene il ritmo sia leggermente rallentato rispetto a febbraio.

Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute del 3% a marzo, mentre le spedizioni verso la più ampia regione asiatica sono aumentate del 5,5%.

È degno di nota il fatto che, mentre le esportazioni dirette verso la Cina sono diminuite, le spedizioni sono aumentate verso altre economie asiatiche come Hong Kong, Taiwan e Corea del Sud.

Questo andamento ha portato alcuni analisti a ipotizzare cambiamenti strategici nelle rotte commerciali.

"Questo è probabilmente dovuto alla riorganizzazione delle esportazioni all'interno dell'Asia per evitare conflitti tariffari con gli Stati Uniti", ha commentato Min Joo Kang, economista senior di ING, in un rapporto.

Concessioni all'orizzonte?

L'alta posta in gioco dei negoziati in corso ha alimentato le speculazioni tra alcuni analisti secondo cui Tokyo potrebbe alla fine offrire concessioni per placare Washington, potenzialmente aumentando le importazioni di prodotti agricoli americani come il riso.

Il riso è un alimento base culturalmente significativo e tradizionalmente protetto in Giappone, ma le recenti carenze interne hanno fatto aumentare i prezzi, creando forse un'opportunità per una mossa del genere.

Mentre le trattative proseguono, la contrapposizione tra il deficit commerciale complessivo del Giappone e il suo consistente e crescente surplus con gli Stati Uniti sottolinea le complesse pressioni che plasmano il commercio globale e le relazioni bilaterali nell'attuale regime tariffario.