Tether sotto i riflettori tra le accuse di aver utilizzato denaro preso a prestito per sostenere USDT

Tether sotto i riflettori tra le accuse di aver utilizzato denaro preso a prestito per sostenere USDT
Charles Thuo
09 mag 2025, 15:04 PM
  • Deso sostiene che Tether garantisce USDT con fondi presi a prestito e circuiti finanziari.
  • Il trasferimento della sede di Tether a El Salvador solleva preoccupazioni in materia di regolamentazione e trasparenza.
  • Un ancoraggio fallito potrebbe innescare riscatti, liquidazioni e turbolenze a livello di mercato.

Un recente thread virale dell'analista di criptovalute Deso ha posto Tether, l'emittente della più grande stablecoin al mondo, USDT, sotto intensa osservazione per aver presumibilmente utilizzato fondi presi in prestito anziché veri dollari statunitensi per mantenere il suo ancoraggio al dollaro.

La promessa di Tether di una parità uno a uno con il dollaro statunitense ha sostenuto trilioni di dollari di volume di scambi su exchange centralizzati e piattaforme di finanza decentralizzata, guadagnandole la reputazione di pilastro della liquidità delle criptovalute.

Tuttavia, l'analisi di Deso mette in discussione questo fondamento, suggerendo che, invece di riserve reali, Tether potrebbe utilizzare una complessa manovra finanziaria che coinvolge prestiti e circuiti derivati per sostenere il tasso di cambio.

Le accuse contro Tether

Secondo Deso, alcune società di trading sarebbero al centro di questo presunto schema, prendendo a prestito fondi per acquistare USDT, convertendolo in criptovalute ad alta domanda come Bitcoin (BTC) e poi rivendendo tali asset in dollari per continuare il ciclo.

I protagonisti citati nell'inchiesta di Deso — Abraxas, Cumberland e Wintermute — sono descritti come ingranaggi indispensabili di un meccanismo che dipende da prezzi delle criptovalute in continua crescita e da una domanda perpetua di USDT.

Deso avverte che se il sentiment di mercato si raffredda o le valutazioni delle criptovalute diminuiscono, il ciclo potrebbe rompersi, lasciando i prestatori a lottare per recuperare i propri fondi e minacciando una cascata di liquidazioni.

Paragonando il presunto processo a una struttura di tipo Ponzi, Deso sottolinea il potenziale rischio sistemico non solo per Tether, ma anche per l'ecosistema crittografico più ampio che dipende dalla stabilità di USDT.

Ad aumentare l'intrigo ci sono i piani di Tether di trasferire la sua sede a El Salvador, una giurisdizione priva di trattati di estradizione con gli Stati Uniti, un aspetto che Deso sottolinea come un possibile tentativo di eludere il controllo normativo.

La società di intelligence blockchain Arkham è stata citata da Deso per aver tracciato oltre 150 miliardi di dollari in USDT presumibilmente controllati dal co-fondatore di Tether, Giancarlo Devasini, sollevando interrogativi sulla concentrazione di potere e sulla trasparenza.

L'intensificarsi del controllo sulle stablecoin in tutto il mondo

Queste rivelazioni giungono in un momento in cui le autorità di regolamentazione a livello globale stanno intensificando la loro attenzione sulle stablecoin, esaminando se gli emittenti detengono attività liquide sufficienti per onorare i rimborsi al valore nominale.

Negli Stati Uniti, l'eventuale approvazione di una legislazione completa sulle stablecoin potrebbe costringere Tether e i suoi concorrenti a mantenere standard di riserva più rigorosi e a sottoporsi a revisioni periodiche.

Nel frattempo, Tether si è tradizionalmente opposta a revisioni contabili pubbliche complete, optando invece per la pubblicazione di attestazioni periodiche da parte di revisori contabili terzi, una pratica che, secondo i critici, manca del rigore di una revisione completa.

La dirigenza di Tether ha ripetutamente affermato che ogni USDT è garantito da riserve equivalenti, tra cui carta commerciale, depositi fiduciari ed equivalenti di cassa, ma i dettagli rimangono oscuri.

Con l'intensificarsi del dibattito sulla qualità delle riserve, gli operatori di mercato stanno monitorando attentamente se USDT continuerà a mantenere il suo consueto premio rispetto ad altre stablecoin o se subirà sconti sulle piattaforme peer-to-peer.

La prospettiva di una significativa svalutazione di USDT potrebbe innescare richieste di margine, liquidazioni forzate e carenze di liquidità, con effetti a catena su exchange e protocolli DeFi che dipendono fortemente dai pool di liquidità USDT.

La fiducia degli investitori in USDT è ulteriormente complicata dal suo ruolo centrale nelle coppie di trading per i token emergenti, il che significa che qualsiasi interruzione della stabilità di USDT potrebbe limitare l'accesso a vaste porzioni del mercato delle criptovalute.

In risposta alle accuse di Deso, i rappresentanti di Tether potrebbero scegliere di fornire una ripartizione più dettagliata della composizione delle riserve o di sottoporsi a una revisione indipendente e completa per dissipare i timori.

Se Tether riuscisse a dimostrare la solidità e la liquidità delle sue riserve, potrebbe rafforzare la supremazia della stablecoin ed evitare una potenziale crisi di fiducia.

Viceversa, se le accuse si rivelassero accurate o anche solo parzialmente fondate, USDT potrebbe subire riscatti a premio, spingendo gli utenti a cercare alternative come USDC o BUSD.

Un simile cambiamento potrebbe frammentare la liquidità delle stablecoin, ridurre i volumi di trading e aumentare i costi di transazione sulle principali piattaforme di scambio che attualmente dipendono dall'ubiquità di USDT.

Inoltre, una crisi nella struttura delle riserve di Tether potrebbe incoraggiare le autorità di regolamentazione a imporre vincoli più severi agli emittenti di stablecoin, rallentando potenzialmente l'innovazione nel settore in rapida evoluzione della finanza decentralizzata (DeFi).