La Corte Suprema indiana critica il ritardo nella regolamentazione delle criptovalute mentre i super ricchi si rifugiano nel settore immobiliare.

La Corte Suprema indiana critica il ritardo nella regolamentazione delle criptovalute mentre i super ricchi si rifugiano nel settore immobiliare.
Diya Poddar
20 mag 2025, 13:42 PM
  • Il caso del furto di 2.000 crore di rupie da WazirX è stato archiviato a causa di lacune legali.
  • I portafogli variano da 75 a 500 crore di rupie, distribuiti tra città indiane e internazionali.
  • L'India rischia di rimanere indietro rispetto agli Emirati Arabi Uniti e a Singapore in materia di regolamentazione delle criptovalute.

La Corte Suprema indiana ha criticato il governo centrale per non aver stabilito un quadro normativo chiaro per le criptovalute, definendo il ritardo dannoso per la stabilità economica nazionale.

Il 20 maggio 2025, la corte ha descritto le attività non regolamentate di Bitcoin come simili alle operazioni di hawala, una forma di trasferimento di denaro illegale che elude i canali bancari tradizionali.

Queste dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente confusione giuridica, mancanza di controllo e sfide di applicazione della legge in corso, inclusi casi irrisolti come il massiccio attacco hacker a WazirX da 2.000 crore di rupie, che il tribunale ha archiviato a causa dell'assenza di un quadro giuridico adeguato.

Gli investitori avvertono che questo vuoto potrebbe causare un'emorragia di capitali e perdite per le aziende fintech.

Il tribunale segnala un vuoto normativo nel settore delle criptovalute

In una sessione di martedì, la Corte Suprema ha evidenziato il trattamento contraddittorio riservato dal governo alle criptovalute. Sebbene le transazioni siano tassate al 30%, un'aliquota piuttosto elevata, non esistono ancora regole formali che regolino il settore.

Il giudice Suryakant ha messo in discussione questa contraddizione affermando che il riconoscimento attraverso la tassazione implica la necessità di una regolamentazione adeguata.

La corte ha inoltre criticato le autorità per il ritmo lento con cui hanno reagito ai rischi sistemici, sollecitando una legislazione immediata per garantire la sicurezza finanziaria e la protezione degli investitori.

L'assenza di chiarezza legislativa ha portato a ripetuti errori nell'applicazione della legge.

Ciò include la chiusura di casi di alto profilo come l'attacco informatico a WazirX, che ha causato un danno di 2.000 crore di rupie, in cui le vittime sono state reindirizzate alla Reserve Bank of India (RBI), alla Securities and Exchange Board of India (SEBI) e al Central Bureau of Investigation (CBI), istituzioni che storicamente hanno mantenuto un approccio distaccato nei confronti delle criptovalute.

Le indagini penali in corso, come quella contro Shailesh Babulal Bhatt, accusato di aver ricattato ingenti somme in valuta digitale e fiat, hanno ulteriormente evidenziato le lacune nella supervisione.

Gli investitori si rivolgono al settore immobiliare

In questa situazione di vuoto legislativo, i più ricchi dell'India stanno ritirando i loro capitali dalle criptovalute e riallocandoli in portafogli immobiliari di alto valore.

L'1% più ricco del paese investe sempre più spesso in patrimoni fondiari, residenze di lusso, spazi commerciali e beni di prestigio, sia a livello nazionale che all'estero.

Secondo Aishwaraya Shri Kapoor, consulente immobiliare di lusso, gli acquisti immobiliari compresi tra 75 crore di rupie e 500 crore di rupie stanno diventando il mezzo preferito per la conservazione del patrimonio.

Questo cambiamento è dettato da preoccupazioni riguardo alla protezione del capitale e all'ambiguità legale che caratterizza gli asset digitali.

A differenza del volatile mercato delle criptovalute, il settore immobiliare, in particolare i beni storici e quelli pre-affittati, offre sicurezza di liquidità ed esclusività di rivendita attraverso reti private strettamente controllate.

Questa tendenza indica un più ampio calo di fiducia nell'infrastruttura finanziaria digitale del paese.

I ritardi compromettono il futuro della fintech.

Il ritardo dell'India nel creare una base normativa per le criptovalute potrebbe compromettere anche la sua competitività globale nel settore della fintech.

Mentre giurisdizioni vicine come gli Emirati Arabi Uniti e Singapore hanno implementato strutture organizzate per gli asset digitali, l'India continua a fare affidamento su politiche fiscali frammentate, senza affrontare i diritti degli investitori, le norme di conformità o le linee guida tecnologiche.

Questa inerzia normativa potrebbe spingere l'innovazione e gli investimenti all'estero, soprattutto perché le startup, gli sviluppatori e gli investitori istituzionali nel settore della blockchain si trovano ad affrontare un'incertezza sempre maggiore.

Le osservazioni della Corte Suprema esercitano ora una pressione sul Ministero delle Finanze e sugli organi di regolamentazione affinché intervengano prima che il settore diventi una terra di nessuno dal punto di vista legale, scoraggiando non solo gli investimenti nazionali, ma anche quelli stranieri.