La Thailandia approva l'esenzione quinquennale dall'imposta sulle plusvalenze per il trading di criptovalute autorizzato

La Thailandia approva l'esenzione quinquennale dall'imposta sulle plusvalenze per il trading di criptovalute autorizzato
Rony Roy
17 giu 2025, 18:16 PM
  • L'esenzione fiscale si applica solo alle operazioni su piattaforme crittografiche autorizzate.
  • I funzionari si aspettano un impatto economico a medio termine di oltre 1 miliardo di baht.
  • Le autorità di regolamentazione hanno recentemente minacciato di limitare le piattaforme senza licenza.

La Thailandia prevede di sostenere la sua criptoeconomia offrendo esenzioni fiscali pluriennali sulle plusvalenze quando si fa trading su exchange di criptovalute autorizzati.

Secondo una dichiarazione ufficiale del Ministero delle Finanze, il 17 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato una nuova norma fiscale, che prevede l'esenzione dall'imposta sul reddito delle persone fisiche sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di asset digitali tramite operatori autorizzati.

L'esenzione fiscale si applicherà alle operazioni effettuate tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2029.

L'esenzione fiscale aumenterà le entrate

Il vice ministro delle Finanze Julapun Amornvivat ha dichiarato che il paese è stato tra i primi a legiferare sulla tassazione delle criptovalute e che ora sta adeguando la sua struttura fiscale per promuovere la raccolta di fondi basata su token e il trading di criptovalute regolamentato.

In base alla nuova politica, l'esenzione si applica solo alle transazioni condotte tramite operatori di asset digitali autorizzati, inclusi exchange, broker e dealer approvati ai sensi del decreto di emergenza thailandese sulle attività di asset digitali.

Con questo, la Thailandia spera di incentivare il trading all'interno dell'ecosistema regolamentato sotto la supervisione della Thai Securities and Exchange Commission (SEC), puntando così sia alla crescita che all'innovazione con una sola mossa.

I funzionari ritengono che la misura non solo incoraggerà l'attività crypto nazionale, ma attirerà anche investimenti esteri.

Le stime del Ministero delle Finanze suggeriscono che la politica potrebbe generare oltre 1 miliardo di baht, o circa 30,7 milioni di dollari, di entrate fiscali aggiuntive a medio termine.

Lo sgravio fiscale ha anche lo scopo di rafforzare l'impegno della Thailandia per la trasparenza normativa e la conformità finanziaria.

Amornvivat ha sottolineato che tutte le piattaforme idonee devono soddisfare rigorosi standard antiriciclaggio e Know Your Customer, in linea con le linee guida della Financial Action Task Force.

La tempistica dell'esenzione fiscale funge anche da avvertimento implicito per le piattaforme prive di licenza, segnalando che solo le entità registrate beneficeranno delle politiche crypto-friendly del paese.

Proprio il mese scorso, le autorità di regolamentazione hanno dato un giro di vite a Bybit, OKX e ad altri exchange offshore non conformi.

Come già riportato su Invezz, la SEC ha incaricato il Ministero dell'Economia e della Società Digitale di applicare le restrizioni di accesso a partire dal 28 giugno e ha consigliato agli investitori di prelevare i fondi prima del limite.

Il giro di vite fa parte di uno sforzo più ampio per eliminare le piattaforme che operano al di fuori della giurisdizione thailandese e per indirizzare gli utenti verso i fornitori regolamentati dalla SEC. I funzionari hanno affermato che la campagna aiuterà a prevenire i crimini finanziari e a proteggere i fondi degli investitori.

Sostenere l'adozione delle criptovalute

In questo contesto, la Thailandia ha continuato a esplorare iniziative crypto progressive per promuovere l'adozione all'interno dei suoi confini.

A maggio, il ministro delle Finanze Pichai Chunhavajira ha annunciato una proposta per consentire ai turisti di spendere criptovalute tramite wallet collegati a carte di credito, con i commercianti che ricevono baht come al solito. Il sistema è in fase di revisione alla ricerca di un potenziale progetto pilota.

La Thailandia prevede inoltre di unificare le sue leggi frammentate sui mercati dei capitali e ha introdotto token di investimento emessi dal governo noti come "G-Token", che consentirebbero agli investitori al dettaglio di acquistare titoli di Stato in unità più piccole e hanno lo scopo di migliorare l'accesso e aumentare il profilo del debito sovrano thailandese.