Apertura dei mercati in Europa: lo Stoxx 600 scende dello 0,2% mentre l'inflazione di giugno nel Regno Unito raggiunge il 3,6%

Apertura dei mercati in Europa: lo Stoxx 600 scende dello 0,2% mentre l'inflazione di giugno nel Regno Unito raggiunge il 3,6%
Deepali Singh
16 lug 2025, 09:44 AM
  • Le azioni europee hanno aperto in ribasso mercoledì; Lo Stoxx 600 è sceso dello 0,2% a causa dell'inflazione e dei timori tariffari.
  • Il tasso di inflazione annuale del Regno Unito è stato più alto del previsto al 3,6% a giugno, al di sopra del 3,4% previsto.
  • Anche l'inflazione statunitense è salita al 2,7% a giugno, smorzando le speranze di un rapido accordo commerciale con l'UE.

I mercati azionari europei hanno iniziato la sessione di mercoledì su una base più debole, con l'indice regionale Stoxx 600 in calo mentre gli investitori hanno dovuto fare i conti con dati sull'inflazione più caldi del previsto sia dagli Stati Uniti che dal Regno Unito, le continue preoccupazioni per il settore dei semiconduttori e un profit warning da parte della casa automobilistica Renault.

Circa 30 minuti dopo la campanella di apertura, lo Stoxx 600 paneuropeo era in ribasso dello 0,2%, riflettendo un sentimento cauto in tutto il continente.

Mentre i settori hanno mostrato performance contrastanti, le principali borse nazionali sono state per lo più in rosso. L'indice francese CAC 40 ha guidato le perdite con un calo dello 0,24%.

Questo umore negativo per i mercati regionali segue un inizio di settimana difficile, guidato principalmente dall'annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo scorso fine settimana che avrebbe imposto una tariffa del 30% sulle merci importate dall'Unione Europea, a partire dal 1° agosto.

Le speranze che l'UE possa negoziare un accordo commerciale favorevole con la Casa Bianca prima della fine del mese sono state smorzate martedì dalle rinnovate preoccupazioni per la crescita globale, dopo che i dati hanno mostrato che l'inflazione statunitense è salita al 2,7% dal 2,4% di giugno.

L'inflazione nel Regno Unito si surriscalda, aumentando i problemi politici

In aggiunta alla pressione inflazionistica, il tasso di inflazione annuale del Regno Unito è stato più alto del previsto, raggiungendo il 3,6% a giugno, secondo i dati pubblicati mercoledì dall'Office for National Statistics (ONS).

Gli economisti intervistati da Reuters avevano previsto che l'inflazione avrebbe raggiunto il 3,4% nei dodici mesi fino a giugno, dopo aver già registrato una lettura del 3,4% a maggio.

Questa inflazione persistente e superiore all'obiettivo potrebbe influenzare le aspettative per le future decisioni di politica monetaria della Banca d'Inghilterra.

L'UE respinge: i dazi di Trump sono "completamente inaccettabili"

La minaccia tariffaria degli Stati Uniti continua ad essere un importante punto di contesa. Marie Bjerre, ministro danese per gli affari europei, ha dichiarato alla CNBC che i piani del presidente Trump di imporre tariffe del 30% sulle merci dell'UE sono "completamente inaccettabili".

"Sono certamente tempi interessanti: ora, il presidente Trump ha annunciato che imporrà tariffe del 30% all'Europa, e devo dire che è completamente inaccettabile, è ingiustificato", ha detto in un'intervista a "Europe Early Edition" della CNBC.

Bjerre ha sottolineato la posizione dell'Europa come partner commerciale affidabile, ma ha anche segnalato la disponibilità del blocco a difendere i propri interessi.

Alla domanda se l'UE potrebbe raggiungere un compromesso commerciale con Washington prima della scadenza del 1° agosto di Trump, Bjerre ha espresso profonda incertezza.

"Continuiamo a essere sorpresi di quale [tariffa tariffaria] ci venga ora imposta", ha detto.

Corporate news: un quadro contrastante per il tech

Sul fronte societario, c'è stato un punto positivo nel settore dei semiconduttori. Il produttore olandese di apparecchiature per chip ASML ha registrato utili e prenotazioni nette del secondo trimestre più forti del previsto, indicando una continua forza nel settore ad alta domanda.

Tuttavia, questa notizia positiva non è stata sufficiente a risollevare il sentiment generale del mercato, appesantito da un profit warning della casa automobilistica francese Renault, che ha ulteriormente messo sotto pressione il settore automobilistico.