Apertura dei mercati asiatici: Nikkei scivola, Sensex in calo dello 0,15% dopo il crollo tecnologico di Wall Street

Apertura dei mercati asiatici: Nikkei scivola, Sensex in calo dello 0,15% dopo il crollo tecnologico di Wall Street
Deepali Singh
20 ago 2025, 06:10 AM
  • Le azioni asiatiche scendono dopo che un selloff guidato dalla tecnologia ha colpito duramente Wall Street.
  • Il Nasdaq 100 ha subito il secondo peggior calo dallo shock tariffario di aprile.
  • Tutti gli occhi sono puntati sul discorso del presidente della Fed Jerome Powell a Jackson Hole questo venerdì.

Una brutale rotazione delle big tech ha provocato un'onda d'urto da Wall Street in tutto il Pacifico, preparando i mercati asiatici a un inizio di giornata lento e ansioso.

Il Nasdaq 100 ha subito il calo più marcato dagli shock tariffari di aprile, un chiaro segno che i nervi degli investitori si stanno logorando mentre si profila un discorso cruciale del presidente della Federal Reserve Jerome Powell alla fine della settimana.

I futures azionari di Tokyo e Hong Kong sono in rosso dopo la sessione statunitense, dove un calo del 3,5% del gigante dei chip Nvidia Corp. ha trascinato al ribasso l'intero settore tecnologico delle megacap.

Questo tremito di paura ha fatto sì che gli investitori si interrogassero sulla durata di un rally che molti ora ritengono sia andato troppo oltre, troppo velocemente.

"Wall Street ha finalmente trovato una sacca d'aria durante la notte, mentre la pausa estiva negli Stati Uniti assottiglia la liquidità e indebolisce l'offerta di asset di rischio, in particolare i titoli tecnologici ad alta quota", ha scritto Kyle Rodda, analista di mercato senior di Capital.com.

Il dibattito sulla bolla: un mercato prezzato alla perfezione?

Questa trepidazione è radicata in una crescente preoccupazione che i leader di lunga data del mercato siano pericolosamente sopravvalutati.

Gli strateghi di Bank of America Corp., guidati da Michael Hartnett, hanno ripetutamente avvertito di un "rischio di bolla" nelle azioni statunitensi, sostenendo che lo spettacolare rally dei cosiddetti Magnifici Sette titoli sembra "allungato".

Questo sentimento cattura un mercato che è diventato vittima del suo stesso successo.

"È difficile fare buchi nel caso del toro; il percorso di minor resistenza è probabilmente più alto, ma ci troviamo sempre più preoccupati che gli asset di rischio tradizionali (azioni e obbligazioni) appaiano prezzati alla perfezione", ha detto Nicholas Bohnsack di Strategas.

Quella perfezione sarà messa alla prova suprema venerdì.

Il funambolismo della Fed a Jackson Hole

L'intero mercato sta ora trattenendo il fiato per il discorso di Powell.

Mentre i trader hanno prezzato in modo aggressivo un taglio dei tassi di un quarto di punto per settembre come una certezza virtuale, un recente picco dell'inflazione all'ingrosso ha fatto riflettere la banca centrale.

Gli investitori sono alla disperata ricerca di vedere se Powell confermerà le loro scommesse accomodanti o, come alcuni temono, getteranno acqua fredda sul rally ricordando loro che la lotta contro l'inflazione non è finita.

"Sosterremo che il rischio maggiore per i Treasury è se il capo della Fed sceglie di gettare acqua fredda sul taglio dei tassi ampiamente previsto di settembre", ha avvertito Ian Lyngen di BMO Capital Markets, citato da Boomberg.

Anche il presidente Donald Trump è intervenuto, ribadendo le sue critiche a Powell e pubblicando su Truth Social che "ogni segnale indica un importante taglio dei tassi".

Un controllo della realtà per Dalal Street

Questa ondata di incertezza globale ha finalmente rotto l'incantesimo rialzista su Dalal Street. Dopo una serie di quattro giorni di vittorie, il mercato azionario indiano era pronto per un'apertura in ribasso, con il Gift Nifty che segnalava un inizio negativo.

Alla campana, il Sensex ha aperto in ribasso di 108,54 punti (0,15%) a 81.524,39, mentre il Nifty è sceso di 37,65 punti (0,15%) a 24.943,00.

La ritirata arriva mentre anche le tensioni geopolitiche ribollono, con gli Stati Uniti che intensificano il controllo delle importazioni cinesi e il segretario al Tesoro Scott Bessent che prende di mira l'India per il suo acquisto di petrolio russo. È un duro promemoria del fatto che anche in un mercato rialzista, i rischi non sono mai lontani dalla superficie.