Goldman Sachs lancia l'allarme sul rischio della bolla dell'AI: perché gli analisti sono preoccupati

Goldman Sachs lancia l'allarme sul rischio della bolla dell'AI: perché gli analisti sono preoccupati
Devesh Kumar
05 set 2025, 16:05 PM
  • L'intelligenza artificiale rimane un tema potente a lungo termine, ma i rischi a breve termine sono in aumento, afferma Goldman Sachs.
  • L'investimento di 368 miliardi di dollari nell'intelligenza artificiale da parte degli hyperscaler guida il ciclo attuale; esame previsto nella fase 3.
  • Le azioni di Nvidia, Salesforce e Figma sono scese poiché gli utili non sono riusciti a soddisfare le aspettative altissime.

Goldman Sachs ha esortato i clienti a procedere con cautela nel rovente commercio dell'intelligenza artificiale, avvertendo che le aspettative elevate potrebbero scontrarsi con la realtà.

In una nota di giovedì, gli strateghi della banca hanno affermato che l'intelligenza artificiale rimane un tema potente a lungo termine, ma hanno avvertito che i rischi a breve termine stanno aumentando.

La preoccupazione: un potenziale raffreddamento della spesa in conto capitale da parte delle grandi aziende tecnologiche dopo un anno di investimenti aggressivi in data center e chip.

Gli avvertimenti di Goldman Sachs nel boom degli investimenti nell'IA

L'entusiasmo degli investitori per i titoli dell'intelligenza artificiale potrebbe essere vicino al suo picco, secondo lo stratega di Goldman Sachs Ryan Hammond, che vede il settore spostarsi verso una fase di controllo più impegnativa.

Hammond ha osservato che l'attuale ciclo di investimenti nell'IA è stato alimentato in gran parte da pesi massimi "hyperscaler" come Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta e Oracle, che insieme hanno versato circa 368 miliardi di dollari in capex e ricerca legati all'IA nel 2025, un'impennata record.

Ma lo stratega ha avvertito che questa seconda fase di costruzione aggressiva potrebbe presto lasciare il posto a una terza fase, in cui gli investitori guardano oltre la spesa per le infrastrutture e chiedono prove più chiare dei guadagni in termini di guadagni.

Il cambiamento sottolinea il rischio che le valutazioni dell'IA, che sono già salite alle stelle sulle aspettative, possano subire pressioni a meno che le società non inizino a mostrare rendimenti finanziari a breve termine.

Hammond ha spiegato:

L'esuberanza degli investitori nei confronti dell'intelligenza artificiale sta mostrando crepe mentre Wall Street si chiede se gli utili aziendali possano tenere il passo con l'hype.

Le azioni di Nvidia sono crollate di quasi il 6% dopo che gli investitori hanno esaminato più attentamente la sua guidance, mentre anche Salesforce e Figma, recentemente quotata, sono scivolate quando i risultati non sono riusciti a giustificare valutazioni elevate.

I ribassi hanno alimentato dubbi più ampi sul fatto che l'ascesa fulminea del settore possa essere sostenuta senza segnali più chiari di crescita degli utili a breve termine.

Rischio di rallentamento delle spese in conto capitale

Goldman Sachs avverte che qualsiasi calo della spesa per l'intelligenza artificiale da parte delle Big Tech potrebbe colpire duramente i mercati.

Se le aziende "hyperscaler" dovessero ridimensionare gli investimenti di capitale ai livelli del 2022, uno scenario che Goldman ha definito "estremo", l'impatto potrebbe essere grave.

L'azienda stima che un tale ritiro spazzerebbe via circa il 30% della crescita delle vendite di SandP 500 di 1 trilione di dollari prevista per il 2026.

Questo, a sua volta, potrebbe comprimere i multipli di valutazione del 15%-20%, infliggendo un duro colpo alle azioni legate all'IA e ai benchmark azionari più ampi.

Goldman Sachs ha osservato che, sebbene le valutazioni delle principali società tecnologiche rimangano elevate, sono ancora ben al di sotto degli estremi delle bolle di mercato passate.

L'azienda ha evidenziato che i cinque maggiori titoli tecnologici statunitensi vengono attualmente scambiati a circa 28 volte gli utili, rispetto a un multiplo di 40 volte al culmine del rally del 2021 e di circa 50 volte durante l'era delle dot-com nel 2000.

Goldman ha attribuito questa relativa moderazione ai sostanziali guadagni reali che si stanno generando, in gran parte sostenuti dagli investimenti di capitale degli hyperscaler nell'infrastruttura AI.

La banca ha suggerito che, a differenza dei precedenti cicli speculativi, le valutazioni odierne sono sostenute da fondamentali più solidi, anche se permangono rischi se la crescita della spesa rallenta.