L'UE svela il pacchetto di sanzioni contro Israele per le preoccupazioni relative ai diritti umani a Gaza

L'UE svela il pacchetto di sanzioni contro Israele per le preoccupazioni relative ai diritti umani a Gaza
Diya Poddar
17 set 2025, 16:28 PM
  • L'UE propone dazi e sanzioni per 5,8 miliardi di euro nei confronti dei ministri israeliani per i risultati dei diritti umani a Gaza.
  • Il piano sospenderebbe il patto commerciale da 16 miliardi di euro, ma si scontra con l'opposizione di Germania, Italia, Austria e Ungheria.
  • Israele condanna la mossa dell'UE, avvertendo che dà potere ai militanti mentre si profilano i colloqui delle Nazioni Unite sul riconoscimento della Palestina.

L'Unione europea ha definito piani per declassare i legami commerciali con Israele e imporre sanzioni agli alti funzionari in risposta ai risultati delle violazioni dei diritti umani a Gaza.

Le misure, annunciate mercoledì dal capo della politica estera dell'UE Kaja Kallas, includono tariffe su importazioni israeliane per un valore di 5,8 miliardi di euro e sanzioni contro il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.

Sebbene le proposte richiedano l'approvazione di tutti gli Stati membri, rappresentano un brusco cambiamento nella politica del blocco sotto la presidenza della Commissione Ursula von der Leyen, che ha affrontato crescenti critiche per la sua risposta al conflitto di Gaza.

L'UE prevede di sospendere un accordo commerciale del valore di 16 miliardi di euro

La Commissione europea ha sottolineato che le tariffe proposte sospenderanno parti dell'accordo di associazione UE-Israele, firmato per la prima volta nel 2000.

Le misure riguarderebbero il 37% delle esportazioni israeliane verso il blocco, per un valore di circa 16 miliardi di euro nel 2024, e dovrebbero aggiungere circa 220 milioni di euro di costi aggiuntivi.

Bruxelles si sta anche muovendo per tagliare 14 milioni di euro di sostegno diretto ai progetti israeliani, pur mantenendo i finanziamenti per Yad Vashem, il memoriale israeliano dell'Olocausto e i programmi di costruzione della pace.

Secondo il commissario al Commercio Maroš Šefčovič, la discussione va oltre l'economia e i numeri, riflettendo le pressioni politiche all'interno del blocco.

L'UE rimane il principale partner commerciale di Israele, il che sottolinea l'importanza di queste restrizioni previste.

Opposizione politica negli Stati membri dell'UE

Le proposte hanno rivelato profonde divisioni all'interno dell'Unione europea.

L'approvazione delle tariffe richiede una maggioranza qualificata degli Stati membri, mentre le sanzioni contro i ministri israeliani devono essere unanimi.

Paesi come la Germania, l'Austria, l'Italia e l'Ungheria rimangono contrari all'adozione di tali misure.

I precedenti tentativi da parte delle singole capitali dell'UE di far approvare misure simili sono falliti a causa dell'insufficiente sostegno del Consiglio europeo.

Nonostante queste sfide, von der Leyen ha utilizzato un discorso chiave a Strasburgo per confermare che la Commissione avrebbe portato avanti proposte di tariffe e sanzioni.

Le misure seguono mesi di proteste nelle città europee e ripetuti appelli da parte di leader come il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez per un'azione più dura.

La forte risposta di Israele alle proposte dell'UE

L'annuncio è stato accolto con aspre critiche da parte di Israele. Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha accusato von der Leyen di rafforzare i gruppi terroristici, affermando in una lettera che tali azioni rafforzano efficacemente le organizzazioni responsabili delle violenze in corso.

Israele si è fortemente opposto a qualsiasi misura commerciale o politica punitiva, sostenendo che minano la sua posizione di sicurezza.

Queste tensioni arrivano mentre la Commissione europea ha anche avanzato proposte di sanzioni contro i membri di Hamas.

I funzionari dell'UE hanno confermato che l'approccio è stato attentamente calibrato per fare pressione sul governo israeliano, evitando danni più ampi alla società israeliana.

Tempistica in vista dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite

La decisione di svelare le misure arriva a pochi giorni dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Il presidente francese Emmanuel Macron dovrebbe guidare una rinnovata spinta affinché i paesi riconoscano lo Stato palestinese.

Sia von der Leyen che Kallas parteciperanno all'incontro, dove è probabile che vengano evidenziate le divisioni interne dell'UE e la posizione esterna sul conflitto.

Le misure previste, se approvate, rappresenterebbero uno degli interventi più significativi dell'UE nelle sue relazioni commerciali e politiche con Israele in oltre due decenni.

Tuttavia, con la forte opposizione di diversi Stati membri chiave, l'esito rimane incerto.

Per ora, le proposte segnano un punto di svolta nella gestione del blocco di un conflitto che ha rimodellato i dibattiti politici regionali e globali per più di nove mesi.