La Cina spinge per una fornitura stabile di minerali critici dopo l'accordo USA-Australia
- La Cina esorta le nazioni ricche di risorse a stabilizzare l'approvvigionamento di minerali critici dopo il patto USA-Australia.
- Gli Stati Uniti e l'Australia lanciano una campagna da 8,5 miliardi di dollari per ridurre la dipendenza dalla catena cinese delle terre rare.
- Pechino segnala la disponibilità a esercitare controlli sulle esportazioni in mezzo all'intensificarsi della corsa ai minerali.
La Cina ha risposto al recente accordo tra Stati Uniti e Australia sui minerali critici esortando le nazioni ricche di risorse a garantire catene di approvvigionamento stabili, segnalando una nuova fase nella competizione strategica globale sui materiali delle terre rare.
Lo sviluppo, riferisce la CNBC, evidenzia la crescente importanza dei minerali utilizzati in tutto, dai veicoli elettrici all'hardware di difesa, e mostra come la geopolitica dell'estrazione mineraria e del commercio stia cambiando.
La Cina pone l'accento sulla responsabilità della catena di approvvigionamento globale
Martedì, osserva la CNBC, un portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese (MFA) ha affermato che la formazione di catene di produzione e approvvigionamento globali per i minerali critici è "il risultato di scelte di mercato e aziendali".
Allo stesso tempo, la dichiarazione ha sottolineato che "le nazioni ricche di risorse con minerali critici dovrebbero svolgere un ruolo proattivo nella salvaguardia della sicurezza e della stabilità delle catene industriali e di approvvigionamento e garantire una normale cooperazione economica e commerciale".
Questa dichiarazione fa seguito al recente accordo firmato lunedì tra l'amministrazione di Donald Trump negli Stati Uniti e il governo di Anthony Albanese in Australia, che mira ad aumentare le forniture di terre rare e altri minerali critici.
Secondo la CNBC, l'accordo, del valore di 8,5 miliardi di dollari, è stato negoziato in mezzo alle crescenti preoccupazioni per la posizione dominante della Cina nel mercato globale delle terre rare.
La reazione della Cina inquadra la corsa ai minerali critici non semplicemente come una competizione bilaterale tra Washington e Canberra, ma come un più ampio appello alle nazioni con ricchezza mineraria ad assumersi la responsabilità della stabilità della catena di approvvigionamento.
In tal modo, Pechino sembra cercare di plasmare la narrativa e di presentarsi come difensore delle norme multilaterali contro gli allineamenti basati su blocchi.
L'accordo tra Stati Uniti e Australia alza la posta in gioco nella geopolitica mineraria
In base all'accordo, gli Stati Uniti e l'Australia intendono collaborare a progetti di estrazione e lavorazione mirati alle terre rare e ad altri minerali critici.
L'accordo arriva poco dopo che la Cina ha introdotto controlli più severi sulle esportazioni di terre rare e tecnologie relative alla lavorazione e ai magneti.
Secondo gli analisti, il patto segna un passo significativo da parte degli Stati Uniti per diversificare il dominio della catena di approvvigionamento della Cina.
Le due nazioni prevedono di accelerare gli investimenti nell'estrazione mineraria, nella raffinazione e nella produzione a valle, con riferimenti espliciti nella documentazione ai meccanismi di prezzo minimo e ad altri strumenti di stabilizzazione del mercato.
L'Australia, in particolare, è considerata un partner chiave, dato il suo settore minerario avanzato e le sue capacità a valle relativamente poco sviluppate.
Nell'annunciare l'accordo, gli Stati Uniti e l'Australia hanno segnalato che mirano a ridurre la dipendenza dalla Cina, che attualmente controlla un'ampia quota della produzione globale di terre rare e della capacità di lavorazione.
Tuttavia, gli esperti avvertono che il cambiamento di queste catene di approvvigionamento richiederà molti anni, anche un decennio o più, data la complessità tecnica e gli elevati costi di capitale coinvolti.
La strategia della Cina e il messaggio agli altri Paesi
Rilasciando la sua recente dichiarazione, secondo Bloomberg, la Cina sta inviando diversi segnali.
In primo luogo, Pechino riafferma la sua posizione di attore principale nel settore dei minerali critici e ricorda al mondo che le decisioni della catena di approvvigionamento sono soggette alle dinamiche di mercato e aziendali, in cui la Cina svolge attualmente un ruolo centrale.
In secondo luogo, la Cina sta sfidando l'iniziativa USA-Australia come parte di una più ampia strategia di alleanza, suggerendo che i paesi indipendenti e ricchi di risorse non dovrebbero essere trascinati in una competizione in stile blocco.
In terzo luogo, le osservazioni sollevano implicitamente la prospettiva di ulteriori controlli sulle esportazioni cinesi o regimi di licenza che potrebbero sfruttare la sua posizione dominante.
Gli adeguamenti delle esportazioni cinesi all'inizio di questo mese hanno richiesto alle aziende straniere di chiedere l'approvazione per l'esportazione di magneti o componenti contenenti terre rare di origine cinese, segnalando che il paese è disposto a utilizzare strumenti normativi per esercitare influenza.
I commenti dell'MFA seguono questo cambiamento e sembrano progettati per incoraggiare altre nazioni ricche di minerali a collaborare con la Cina o almeno a rimanere neutrali nel panorama in evoluzione della catena di approvvigionamento.
Cosa accadrà nel futuro del mercato globale dei minerali critici
L'impatto immediato dell'accordo tra Stati Uniti e Australia includerà probabilmente un aumento dell'attività di investimento in progetti minerari e di lavorazione in Australia, sostenuti da lettere di interesse e finanziamenti da parte della US Export-Import Bank.
Di conseguenza, le società minerarie quotate in Australia hanno già visto le reazioni dei prezzi delle azioni.
Allo stesso tempo, il messaggio della Cina aggiunge una dimensione di cautela strategica: i paesi con giacimenti di terre rare potrebbero trovarsi a navigare tra offerte concorrenti e ad allineare le decisioni con le mutevoli pressioni geopolitiche.
A lungo termine, la sfida sarà quella di costruire catene di approvvigionamento alternative con le dimensioni e la profondità tecnica necessarie per competere con il dominio della Cina.
Gli osservatori del settore, riporta la CNBC, osservano che l'estrazione mineraria è solo una parte dell'equazione: la raffinazione, la separazione, la produzione di magneti e la produzione per uso finale richiedono tutti ingenti investimenti di capitale e know-how tecnico.
Per i Paesi ricchi di minerali, la scelta di "giocare un ruolo proattivo" significa investire non solo nell'estrazione, ma nell'intera catena del valore.
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