Perché gli investitori stranieri stanno ritirando miliardi dall'India e le riforme possono fermarlo?

Perché gli investitori stranieri stanno ritirando miliardi dall'India e le riforme possono fermarlo?
Devesh Kumar
27 ott 2025, 07:23 AM
  • Quasi 17 miliardi di dollari trainati dagli FPI innescano un calo della rupia e la debolezza dell'azionario.
  • Lo shock dei dazi statunitensi, la posizione della Fed e i rialzi dei visti sono stati responsabili del sell-off.
  • RBI-SEBI si precipitano con quotazioni più rapide, ingresso liberalizzato e SWAGAT-FI.

Gli investitori stranieri hanno ritirato oltre 17 miliardi di dollari dai mercati indiani finora nel 2025, spingendo le autorità di regolamentazione ad accelerare una serie di mosse di deregolamentazione volte a ripristinare l'accesso e la fiducia.

La fuga sostenuta di capitali, che ha visto tre mesi consecutivi di vendite fino a settembre, ha spinto la rupia a registrare minimi vicini a 88 per dollaro e ha smorzato i benchmark azionari.

Gli sviluppi hanno spinto la Reserve Bank of India (RBI) e il Securities and Exchange Board of India (SEBI) ad accelerare un programma di riforme progettato per ricostruire il sentimento degli investitori e facilitare l'ingresso nel mercato.

I deflussi rappresentano il secondo più grande ritiro di nove mesi mai registrato, superato solo dal 2022, quando gli shock geopolitici e gli aggressivi rialzi dei tassi globali hanno innescato prelievi per 22,3 miliardi di dollari.

Cosa sta guidando l'esodo?

Gli analisti indicano i dazi punitivi statunitensi e un cambiamento nella propensione al rischio globale come i principali catalizzatori del sell-off, con i fondi esteri che riducono l'esposizione a causa dei timori per le prospettive di esportazione e crescita dell'India.

Nell'agosto 2025, l'amministrazione Trump ha imposto dazi del 50% sulle merci indiane, citando il continuo acquisto di petrolio russo da parte dell'India, aumentando il dazio totale ben oltre il 15-20% imposto ai concorrenti regionali come Vietnam, Indonesia e Thailandia.

Moody's Ratings ha avvertito che l'aumento dei dazi potrebbe rallentare la crescita annuale del PIL indiano di circa 0,3 punti percentuali rispetto all'attuale proiezione del 6,3% per l'anno fiscale che termina a marzo 2026.

Oltre alle tensioni commerciali, gli investitori esteri hanno ruotato il capitale verso altri mercati asiatici offrendo rendimenti relativi più elevati e minori rischi percepiti.

Il selloff si è intensificato a luglio e agosto in seguito alla posizione sui tassi della Federal Reserve statunitense e a un forte aumento delle tariffe per i visti H-1B, una mossa che ha colpito le aziende tecnologiche che dipendono dal programma e ha smorzato il sentiment nei confronti dei settori orientati all'esportazione.

I timori di liquidità locali e le prese di profitto episodiche dopo forti corse settoriali hanno aggravato la pressione, con gli investitori stranieri che hanno venduto 2,7 miliardi di dollari nel solo mese di settembre.

La risposta normativa dell'India: riforme in corso

RBI e SEBI hanno già introdotto percorsi più rapidi per le quotazioni e allentato alcune regole sul capitale e sui prestiti; Sono in discussione ulteriori misure per ampliare la partecipazione al dettaglio e semplificare l'ingresso all'estero.

Nel settembre 2025, la SEBI ha approvato un meccanismo di compensazione a sportello unico denominato SWAGAT-FI (Single Window Automatic and Generalised Access for Trusted Foreign Investors), progettato per semplificare l'accesso per gli investitori stranieri considerati a basso rischio, come i fondi sovrani, i fondi pensione e le grandi istituzioni pubbliche.

Il sistema riunisce tutte le rotte di ingresso in un'unica registrazione, riduce i ripetuti requisiti di conformità e si prevede che ridurrà i tempi di registrazione da quasi sei mesi a 30-60 giorni, portando l'India in linea con gli standard globali.

SEBI ha anche allentato i requisiti minimi di IPO per le società molto grandi, riducendo l'offerta pubblica obbligatoria al 2,5% per le aziende con una capitalizzazione di mercato post-emissione superiore a ₹ 1 lakh crore, in calo dal 5%, ed estendendo la tempistica per soddisfare la norma minima di partecipazione pubblica del 25% a 10 anni da cinque.

L'autorità di regolamentazione ha ampliato la portata degli investitori di riferimento nelle IPO, aumentando la riserva totale per l'anchor book da un terzo al 40% e includendo le compagnie di assicurazione sulla vita e i fondi pensione accanto ai fondi comuni di investimento nazionali.

Le riforme funzioneranno?

Gli investitori accolgono con favore l'allentamento, ma affermano che sono necessarie riforme strutturali più profonde in materia di burocrazia, fiscalità, chiarezza giudiziaria e tensioni commerciali per ripristinare la fiducia a lungo termine.

Un dirigente di una banca d'investimento ha evidenziato i processi di onboarding "ricchi di documenti" e complessi come un deterrente significativo, che spesso induce gli investitori a ritardare o dirottare il loro capitale diretto in India verso mercati più accessibili.

I rappresentanti di Deutsche Bank si sono impegnati con le autorità di regolamentazione indiane, sottolineando la necessità di revisioni normative e tecnologiche per migliorare l'efficienza del mercato.

A breve termine, l'allentamento delle barriere procedurali e l'accelerazione delle quotazioni possono fermare alcuni deflussi e attirare afflussi tattici, riducendo l'attrito e migliorando l'attrattiva dell'India come destinazione di investimento.