La SEC degli Stati Uniti sta indagando su Jefferies per la divulgazione dell'esposizione a First Brands fallimenti

  • La SEC esamina le dichiarazioni di Jefferies sull'esposizione dei fondi a First Brands falliti.
  • La sonda si concentra su controlli interni, conflitti e trasparenza degli investitori.
  • Il crollo di First Brands continua a ripercorrersi nei mercati del credito privato.

La Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti ha aperto un'inchiesta sul rapporto di Jefferies con il produttore fallito di ricambi auto First Brands Group, secondo un rapporto del Financial Times.

L'ente regolatore sta esaminando se Jefferies abbia fornito adeguata comunicazione agli investitori sull'entità dell'esposizione del suo fondo Point Bonita all'attività fallita, che è crollata sotto un debito di 12 miliardi di dollari a settembre.

Persone a conoscenza della questione hanno riferito al giornale che la SEC sta anche esaminando i controlli interni di Jefferies e valutando potenziali conflitti all'interno della banca e tra le sue varie unità di business.

L'indagine è ancora in una fase iniziale e non è chiaro se porterà a qualche accusa formale di illeciti.

L'inchiesta sottolinea come il fallimento di First Brands — un importante mutuatario in un settore del credito privato in rapida crescita ma opaco — stia ora risonando in tutto il settore finanziario.

Concentrati sul fatto che Jefferies abbia avvisato gli investitori dei rischi

La questione centrale della SEC, secondo il rapporto, è se Jefferies abbia fornito agli investitori del suo fondo Point Bonita Capital informazioni sufficienti sull'esposizione del fondo ai crediti relativi a First Brands.

Sebbene i documenti di Point Bonita non riportassero l'esposizione al produttore di ricambi auto a giugno, mostravano che le sue posizioni più grandi erano crediti dovuti da grandi clienti di First Brands, tra cui Walmart e il rivenditore auto O'Reilly.

Jefferies ha rivelato in ottobre che il fondo deteneva circa 715 milioni di dollari in crediti legati all'acquisto di prodotti First Brands come i tergicristalli.

Sebbene Jefferies abbia dichiarato che tali crediti erano dovuti da acquirenti di primo piano come Walmart, la banca ha poi riconosciuto di non aver ricevuto pagamenti direttamente dai rivenditori.

Invece, First Brands stava "indirizzando" i fondi dei clienti verso il fondo Point Bonita.

Le dichiarazioni di fallimento hanno successivamente confermato che i finanziatori di fatture che fornivano 2,3 miliardi di dollari di finanziamenti legati ai crediti di First Brands erano stati pagati dalla società stessa, anziché dai clienti finali.

Questa rivelazione ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sulla struttura del rischio alla base del finanziamento basato sui crediti.

Jefferies afferma che è stato "truffato"

Il CEO di Jefferies, Rich Handler, ha dichiarato il mese scorso che la banca ritiene di essere stata "truffata" da First Brands, sostenendo che il crollo dell'azienda non abbia danneggiato materialmente il core business di Jefferies.

Tuttavia, il fallimento ha scatenato un controllo più ampio sugli standard di prestito e sulle pratiche di rischio creditizio all'interno dell'ecosistema del credito privato.

Jefferies manteneva un rapporto di lunga data con First Brands, consigliando l'azienda, fornendo finanziamenti per fatture e assegnando grandi volumi dei suoi prestiti a investitori esterni.

Questi ruoli interconnessi farebbero parte di ciò che la SEC sta esaminando mentre valuta potenziali conflitti e controlli del rischio all'interno della banca.

Fonti hanno riferito al giornale che non è ancora noto se l'agenzia stia ampliando la sua revisione per includere altre società finanziarie che hanno collaborato con First Brands.