Bollettino europeo: FTSE scende sotto i 10.000, l'inflazione dell'Eurozona cala, la Germania nel settore manifatturiero in crollo

Bollettino europeo: FTSE scende sotto i 10.000, l'inflazione dell'Eurozona cala, la Germania nel settore manifatturiero in crollo
Devesh Kumar
06 gen 2026, 19:02 PM
  • Il FTSE 100 supera i 10.000 mentre i titoli dell'energia e della difesa aumentano a causa del rischio geopolitico.
  • L'inflazione dell'Eurozona si raffredda bruscamente, rafforzando la narrazione del soft landing della BCE.
  • I servizi tedeschi reggono, ma il settore manifatturiero scende al minimo degli ultimi dieci mesi.

I mercati e la politica europea hanno chiuso l'anno con tracce nettamente divergenti.

Il FTSE 100 britannico ha raggiunto un traguardo storico mentre la geopolitica ha accelerato le azioni energetiche e della difesa, mentre l'eurozona ha goduto di un raro mix di inflazione in calo e crescita resiliente.

Il settore dei servizi in Germania ha mantenuto la fermezza, mascherando un calo manifatturiero sempre più profondo.

Nel frattempo, la Groenlandia ha risposto con calma ma fermezza alle spalle americane, sottolineando i limiti duri della politica di potere sul fianco nord dell'Europa.

La Groenlandia reagisce con calma

Il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen ha adottato un tono misurato martedì, ignorando le paure di un'immediata acquisizione pur mantenendo una ferma determinazione.

Nielsen ha tracciato una netta distinzione tra Groenlandia e Venezuela, una nazione democratica con istituzioni radicate rispetto a uno stato destabilizzato.

Ha affermato con chiarezza che le norme democratiche e i quadri giuridici impediscono qualsiasi sequestro unilaterale degli Stati Uniti.

Eppure, sotto la retorica calma di Nielsen, si cela una determinazione più ferma: l'Europa si è unita attorno alla Danimarca, con il primo ministro Frederiksen che avvertiva che un'azione militare contro un alleato della NATO avrebbe scatenato la dissoluzione dell'alleanza.

Il sottotesto è inconfondibile: il tintinnio di Trump, per quanto vocale, affronta reali vincoli geopolitici.

FTSE 100 supera i 10.000

Il blue-chip FTSE 100 britannico ha superato la soglia dei 10.000 punti martedì, raggiungendo un record di 10.057 punti grazie a un aumento delle azioni energetiche e della difesa.

Il catalizzatore fu geopolitico; L'intervento militare statunitense in Venezuela ha scatenato una corsa a giochi energetici e nomi di difesa.

Shell e BP sono salite rispettivamente dell'1,3% e dello 0,8%, mentre i prezzi del greggio sono aumentati a causa dell'incertezza sulla produzione venezuelana.

I massimi della difesa BAE Systems, Babcock International e Rolls-Royce sono entrambe aumentati l'1,8% contro il 2,4%, puntando su tensioni globali crescenti e su un slancio della spesa per la difesa.

La storia più ampia? La sovraperformance del FTSE maschera un vecchio mercato stanco in cerca di valore.

Ha superato il guadagno del 16,65% del SandP 500 nel 2025 con un rally del 21%, sfruttando lo spostamento da valutazioni tecnologiche statunitensi schifose verso attività minerarie, bancarie e materie prime ricche di dividendi.

L'inflazione dell'Eurozona diminuisce, la crescita si mantiene

L'inflazione dell'Eurozona è ritirata bruscamente a dicembre, mantenendo intatta la narrazione preferita dalla BCE di un "atterraggio morbido".

Il tasso generale della Germania è crollato al 2,0% dal 2,6%, ben al di sotto delle previsioni degli economisti del 2,2%, mentre la Francia è scesa allo 0,7% e la Spagna al 3,0%.

Il colpevole: il crollo dei prezzi alla produzione, il crollo dei costi di importazione e un euro più forte che sta deflando i beni stranieri.

Questa spinta disinflazionistica segnala che l'inflazione generale a livello eurozona potrebbe scendere sotto il 2% quando arriveranno i dati completi di dicembre mercoledì.

Eppure ecco il colpo di scena: la crescita rimane sorprendentemente resiliente.

I dati PMI hanno mostrato che il blocco ha registrato la sua espansione trimestrale più forte da oltre due anni, con i servizi che compensano la debolezza manifatturiera.

La BCE interpreta questo come quasi perfetto, senza tagli ai tassi, senza aumenti. I mercati monetari valutano una probabilità zero di tagli fino al 2026.

Germania i servizi resistono, le fabbriche affondano

Il settore dei servizi tedeschi ha chiuso il 2025 con una solida crescita, registrando un PMI di 52,7 a dicembre, il ritmo più lento degli ultimi tre mesi ma ancora comodamente al di sopra della soglia di espansione di 50.

La crescita delle nuove attività si è raffreddata considerevolmente, la più debole nell'attuale striscia, anche se la domanda asiatica ha offerto un modesto sollievo.

È importante notare che l'occupazione è aumentata per il terzo mese consecutivo, con le aziende che hanno ridotto gli arretrati di lavoro al ritmo più rapido da settembre.

La minaccia principale: salari e costi degli input sono accelerati, comprimendo i margini, eppure le aziende sono riuscite a trasferire i costi ai clienti grazie a aumenti di prezzo più rapidi.

La vera storia, però, è il crollo della manifattura.

Il PMI composito è sceso a 51,3 da 51,5, mascherato dalla resilienza dei servizi. Le fabbriche tedesche sono crollate a 47,0 a dicembre, un minimo di dieci mesi, mentre gli ordini di esportazione sono crollati.