Esportazioni solari indiane colpite da dazi USA, azioni in forte calo

Esportazioni solari indiane colpite da dazi USA, azioni in forte calo
Diya Poddar
25 feb 2026, 08:31 AM

L'ambizione dell'India di ampliare la sua presenza sul mercato solare statunitense si è scontrata con nuove barriere commerciali.

Washington ha deciso di imporre elevati dazi compensativi su celle e pannelli solari spediti da importanti hub manifatturieri asiatici.

La decisione segue una revisione del Dipartimento del Commercio USA sulle presunte sovvenzioni statali ai produttori in India.

Per i produttori indiani che hanno fatto forte affidamento sulla domanda americana, lo sviluppo arriva in un momento delicato.

New Delhi ha attivamente cercato investimenti solari globali e si sta posizionando come alternativa manifatturiera alla Cina nelle catene di approvvigionamento delle energie pulite.

Decisione del Dipartimento del Commercio

Il Dipartimento del Commercio USA ha dichiarato martedì che i produttori operanti in India, Indonesia e Laos hanno beneficiato di un ampio sostegno statale.

Ha aggiunto che questo sostegno ha distorto la concorrenza in uno dei mercati delle energie rinnovabili più redditizi al mondo.

Un foglio informativo del dipartimento ha indicato tassi di sussidio del 125,87% per l'India, 104,38% per l'Indonesia e 80,67% per il Laos.

L'azione segue una petizione presentata lo scorso anno da un gruppo di produttori solari statunitensi che chiedevano protezione contro quelle che definiscono importazioni trattate in modo sleale.

I dati commerciali indicano che le spedizioni dai tre paesi valevano circa 4,5 miliardi di dollari lo scorso anno, rappresentando approssimativamente due terzi delle importazioni solari totali degli USA nel 2025.

La misura aumenta significativamente il costo delle celle e dei moduli solari indiani in ingresso nel mercato americano.

Reazione del mercato

Le azioni del settore solare indiano sono diminuite bruscamente mercoledì dopo l'annuncio.

Le azioni di Waaree Energies sono scese dell'11,28%, mentre Premier Energies è calata del 6,7% e Vikram Solar dello 5,92%.

L'entità dei dazi e la dipendenza dagli acquirenti statunitensi hanno amplificato le preoccupazioni degli investitori.

Gli esperti affermano che il mercato americano rappresenta la quota preponderante delle esportazioni indiane di moduli solari, rendendolo una fonte di entrate critica per i produttori nazionali.

Gli osservatori del settore hanno descritto i dazi preliminari come una battuta d'arresto significativa per le aziende che hanno costruito strategie di esportazione basate sull'accesso al mercato delle energie pulite statunitense.

Pressione sulla capacità produttiva

L'India ha rapidamente ampliato la propria base di produzione di moduli solari negli ultimi anni.

La capacità installata ha superato i 160 gigawatt a gennaio 2026, con ulteriori aggiunte previste.

Tuttavia, nel breve termine la domanda interna è prevista rimanere nell'ordine di 40-45 gigawatt l'anno, secondo EUPD Research.

Lo scarto tra capacità produttiva e consumo locale aumenta il rischio di eccesso di offerta.

Gli esperti avvertono che se i canali di esportazione si riducono, i produttori potrebbero reindirizzare i moduli invenduti nel mercato interno.

Ciò potrebbe intensificare la concorrenza domestica e esercitare pressione sui prezzi.

Ulteriore indagine

La decisione attuale riguarda i dazi compensativi legati alle presunte sovvenzioni statali.

Un provvedimento separato è previsto per il mese prossimo per stabilire se gli esportatori di India, Indonesia e Laos abbiano venduto prodotti solari sotto il costo di produzione.

Se le autorità statunitensi concluderanno che si è verificato dumping, potrebbe seguire un ulteriore giro di sanzioni antidumping.

Ciò aggraverebbe la pressione finanziaria sugli esportatori che già affrontano tariffe elevate.

Per l'India, l'azione commerciale complica gli sforzi per espandere il proprio ecosistema di produzione solare riducendo al contempo la dipendenza dalle catene di approvvigionamento cinesi.

Con la domanda statunitense ora a rischio, il settore affronta incertezza sull'accesso al mercato e sull'utilizzo della capacità nei mesi a venire.