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Futures Dow in calo: conflitto in Medio Oriente spinge il petrolio e scuote i mercati

Futures Dow in calo: conflitto in Medio Oriente spinge il petrolio e scuote i mercati
Ananthu C U
02 mar 2026, 12:57 PM
  • I futures sul Dow scendono mentre le tensioni in Medio Oriente spingono il petrolio e penalizzano le compagnie aeree.
  • Difesa e oro in rialzo mentre banche e titoli del settore viaggi subiscono pressioni.
  • Gli investitori osservano i dati sull'inflazione mentre il conflitto offusca le prospettive sui tassi della Fed.

I futures sugli indici azionari USA sono scesi bruscamente lunedì mentre gli investitori reagivano all'escalation del conflitto in Medio Oriente, con il rialzo dei prezzi del petrolio, il rinnovato timore d'inflazione e un ampliamento del premio per il rischio geopolitico che hanno pesato sul sentiment nei mercati globali.

Il calo è arrivato dopo attacchi coordinati di Stati Uniti e Israele contro l'Iran nel fine settimana e successivi attacchi di rappresaglia nella regione, alimentando la preoccupazione che il confronto potrebbe durare settimane e interrompere i flussi commerciali ed energetici globali.

Il presidente Donald Trump ha indicato che le operazioni continueranno fino al raggiungimento degli obiettivi statunitensi, mentre i rapporti suggerivano che il conflitto potrebbe protrarsi per diverse settimane.

Nel premarket, i futures E-mini sul Dow sono scesi di oltre l'1.11%, i futures sull'S&P 500 hanno perso l'1.07% e i futures sul Nasdaq-100 sono scivolati di circa l'1.43%.

L'indice di volatilità CBOE VIX è salito a un massimo di tre mesi, sottolineando l'aumento dell'ansia degli investitori.

Compagnie aeree e banche in calo mentre il petrolio sale

I titoli delle compagnie aeree sono stati tra i più colpiti per il forte aumento del greggio e le crescenti interruzioni dei voli.

Diversi vettori hanno sospeso rotte a causa dell'instabilità regionale e dei maggiori costi del carburante.

Delta Air Lines e United Airlines sono scese ciascuna di oltre il 5% nel premarket.

Anche i titoli finanziari si sono indeboliti: Bank of America e Citigroup sono calate entrambe di oltre il 2% mentre gli investitori riconsideravano le aspettative di crescita e i rischi di credito.

I prezzi del petrolio sono balzati per i timori che il conflitto possa minacciare le rotte di approvvigionamento, in particolare lo Stretto di Hormuz, un punto critico per le spedizioni globali di greggio.

Il greggio statunitense è salito di oltre il 7% mentre il Brent è aumentato sensibilmente, alimentando i timori di un nuovo impulso inflazionistico.

I prezzi più alti del petrolio hanno inoltre pesato sulle prospettive economiche.

I mercati affrontavano già incertezza legata ai rischi del credito privato, alle perturbazioni dell'intelligenza artificiale e alle tensioni commerciali.

Uno shock energetico prolungato potrebbe aggravare tali preoccupazioni.

Beni rifugio e titoli della difesa in rialzo

Mentre i settori ciclici calavano, gli investitori si sono rivolti ad asset difensivi.

I futures sull'oro sono saliti e il dollaro USA si è rafforzato mentre i trader cercavano protezione dalla volatilità.

I titoli minerari sono avanzati: Gold Fields ha guadagnato circa l'1.19% e Barrick Mining è salita del 2%.

I contractor della difesa hanno registrato forti rialzi mentre i mercati prevedevano un aumento della spesa militare.

Lockheed Martin e RTX sono salite di circa il 6%, Kratos è balzata del 9% e AeroVironment è schizzata di oltre il 12%.

L'escalation ha inoltre alimentato i timori che i combattimenti regionali possano allargarsi a seguito di attacchi di rappresaglia da parte di Iran e miliziani Hezbollah.

Timori sull'inflazione e dati economici in arrivo

Lo shock geopolitico arriva in un momento delicato per i mercati finanziari.

Gli investitori stanno già facendo i conti con letture dell'inflazione elevate e con le aspettative che la Federal Reserve possa posticipare i tagli dei tassi d'interesse.

Un aumento prolungato dei costi energetici potrebbe rafforzare ulteriormente tale visione mantenendo le pressioni sui prezzi elevate.

I trader ora osservano una settimana intensa di pubblicazioni economiche, tra cui i dati sul PMI manifatturiero, le vendite al dettaglio, i dati sull'occupazione ADP e il rapporto sui non-farm payrolls.

Per ora i mercati restano in una postura risk-off mentre i trader valutano se il conflitto interromperà le forniture energetiche, prolungherà le pressioni inflazionistiche e ritarderà l'allentamento monetario.