Le azioni AMD calano del 5%: è questo il punto d'ingresso di cui parla UBS?

Le azioni AMD calano del 5%: è questo il punto d'ingresso di cui parla UBS?
Devesh Kumar
03 mar 2026, 17:32 PM

Advanced Micro Devices (NASDAQ: AMD) è scesa di circa il 5% martedì, proseguendo un periodo difficile che ha cancellato gran parte del rally del produttore di chip dopo il 2025.

UBS mantiene comunque il rating Buy e sostiene che la vera “svolta” sia una storia relativa alla seconda metà del 2026, ma la svendita mostra che gli investitori restano ancora preoccupati su come si presenterà la domanda nel breve termine.

Inoltre, nel contesto del conflitto in corso tra USA e Iran, gli investitori stanno monitorando con attenzione quanto del potenziale rialzo legato all’AI di AMD sia esposto alla geopolitica.

Perché le azioni AMD stanno scendendo di nuovo?

Un punto di pressione è semplicemente il tono del settore.

Le azioni dei produttori di chip sono state volatili da quando è iniziata la stagione degli utili, con gli investitori che ruotano dentro e fuori dai “vincitori dell’AI” a seconda dell’appetito per il rischio, dei dazi e del fatto se la spesa delle Big Tech si stia traducendo in ritorni visibili.

La seconda pressione riguarda la Cina, ed è recentemente diventata più specifica.

I funzionari statunitensi stanno valutando limiti che ridurrebbero il numero di chip Nvidia H200 esportabili verso ciascun cliente cinese, circa 75.000 per acquirente, osservando che anche i chip simili MI325 di AMD verrebbero conteggiati nello stesso limite per cliente.

Se implementata, non sarebbe un divieto totale, ma metterebbe di fatto un tetto a quanto può valere un singolo contratto AI con la Cina, e i mercati non amano i tetti di fatturato che non possono modellare.

La terza pressione è la fiducia dopo il crollo post‑utili di febbraio.

Le azioni di AMD sono precipitate di oltre il 17% dopo i risultati, nonostante l’amministratore delegato Lisa Su abbia detto a CNBC che la domanda era «in fiamme», evidenziando quanto gli investitori siano diventati sensibili a qualsiasi indizio che la crescita AI di AMD non stia rispettando le aspettative in stile Nvidia.

Le indicazioni di AMD hanno inoltre fatto riferimento a una “spinta inaspettata” derivante dalle vendite di chip AI in Cina, sollevando dubbi sulla solidità della domanda sottostante una volta che quella componente non ricorrente si esaurirà.

Mettendo insieme questi elementi, la logica del calo di martedì appare meno come “qualcosa si è rotto” e più come “la barra è alta, il mercato è nervoso e le regole sulla Cina potrebbero cambiare ancora”.

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UBS conferma Buy: ecco la tesi

L’analista di UBS Timothy Arcuri è stato una delle voci più costruttive su AMD.

A fine gennaio UBS ha confermato il rating Buy e ha alzato il target price a $330 da $300.

Ma UBS ha anche dimostrato di essere pronta a rivedere le stime man mano che i tempi di prodotto e il mix evolvono: gli analisti hanno poi abbassato il target a $310 mantenendo il Buy, citando compensazioni come un taglio alle prospettive del gaming per il 2026, pur ritenendo intatta la storia AI a lungo termine.

L’argomento centrale di UBS riguarda la tempistica.

UBS ritiene che la prossima reale opportunità di sorpresa positiva significativa per AMD potrebbe non arrivare prima della seconda parte del 2026, quando i chip MI455x cominceranno a entrare in una fase di ramp-up significativa nel quarto trimestre.

UBS ha inoltre affermato di vedere una “strada chiara” verso utili per azione superiori a $11 nel 2027 e $15 nel 2028: numeri che funzionano solo se gli acceleratori AI di AMD si espandono oltre i piloti fino a una distribuzione su larga scala.