Torna l'arma commerciale di Trump: cosa significano le indagini sulla Sezione 301

Torna l'arma commerciale di Trump: cosa significano le indagini sulla Sezione 301
Devesh Kumar
12 mar 2026, 15:31 PM
  • Trump avvia indagini ai sensi della Sezione 301 su 16 partner commerciali.
  • La mossa segue una sentenza della Corte Suprema che ha bloccato parti del suo piano sui dazi.
  • La Sezione 301 consente agli USA di indagare pratiche commerciali sleali e di imporre dazi.

Meno di un mese dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato una parte chiave della sua precedente strategia sui dazi, il presidente Donald Trump è tornato con una nuova agenda commerciale.

L'amministrazione statunitense guidata da Trump ha avviato nuove indagini ai sensi della Sezione 301 sulle pratiche di 16 importanti partner commerciali.

Lo sviluppo è rilevante per le aziende e i consumatori statunitensi perché la Sezione 301 non è solo uno strumento di revisione politica, ma conferisce al Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) poteri formali per imporre dazi o altre restrizioni commerciali se rileva che pratiche straniere sono ingiuste o discriminatorie.

Perché la Sezione 301 conta ora?

Il contesto immediato è tanto legale quanto economico.

La Casa Bianca cerca una via legale più solida per reintrodurre i dazi su vari Paesi dopo la sconfitta alla Corte Suprema del mese scorso.

La Sezione 301 deriva dal Trade Act del 1974 e autorizza l'USTR a indagare su atti, politiche e pratiche estere che gravano sul commercio statunitense.

Se le indagini rilevano minacce commerciali credibili o problemi da parte di altri Paesi, l'amministrazione può rispondere con dazi o altre contromisure.

Ciò la rende più lenta rispetto a un provvedimento tariffario d'emergenza, ma anche più strutturata e potenzialmente più difficile da ribaltare perché segue un processo investigativo consolidato.

Questa tornata di indagini è mirata a quella che l'amministrazione definisce “capacità produttiva eccedente strutturale e produzione nei settori manifatturieri”.

La locuzione fa riferimento alle critiche di lungo corso degli Stati Uniti secondo cui i produttori esteri stanno inondando i mercati globali con prodotti sovvenzionati o in eccedenza.

I casi hanno una portata ampia.

Le 16 economie sotto indagine includono Cina, Unione Europea, India, Giappone, Corea del Sud e Messico, insieme a Taiwan, Vietnam, Tailandia, Malesia, Cambogia, Singapore, Indonesia, Bangladesh, Svizzera e Norvegia.

Cosa potrebbe significare per dazi e commercio?

Per ora, queste indagini non implicano necessariamente che saranno imposti dazi.

I passaggi successivi prevedono commenti pubblici, audizioni e una revisione interagenzia prima che l'amministrazione decida se specifici Paesi o settori meritino sanzioni.

Inoltre, il messaggio politico è difficile da ignorare.

Trump ha utilizzato la Sezione 301 durante il suo primo mandato per sostenere dazi su molte importazioni cinesi, e la legge è ancora considerata uno degli strumenti commerciali più robusti di Washington dopo aver superato precedenti contestazioni legali.

In termini pratici, l'amministrazione sta segnalando che, anche dopo una battuta d'arresto in tribunale, non intende rinunciare ai dazi come strumento centrale dell'industria e della politica commerciale.

Gli sviluppi arrivano nel peggior momento possibile, mentre la guerra tra USA, Israele e Iran sta già creando significativa incertezza sui mercati.

Esportatori, importatori e produttori ora devono valutare non solo se saranno imposti nuovi dazi, ma anche quali prodotti, Paesi e filiere potrebbero essere coinvolti nella contesa.

La Sezione 301 trasforma una sconfitta in tribunale per una strategia tariffaria nell'apertura di un'altra mossa.