L'inflazione in Messico accelera al 4,63% a inizio marzo: ecco perché

L'inflazione in Messico accelera al 4,63% a inizio marzo: ecco perché
Noris Soto
24 mar 2026, 16:08 PM
  • L'inflazione in Messico sale al 4,63%, superando le previsioni a marzo.
  • Pomodori e tariffe aeree guidano i rincari, spingendo al rialzo l'inflazione non core.
  • I rischi petroliferi e la crescita debole aggiungono pressione alle prospettive dell'inflazione.

L'inflazione in Messico è aumentata più del previsto nella prima metà di marzo, complicando le prospettive di politica monetaria a pochi giorni dalla decisione della banca centrale, mentre i rischi globali legati al conflitto in Medio Oriente aggiungono ulteriore incertezza.

L'inflazione supera le previsioni

I prezzi al consumo nella seconda economia più grande dell'America Latina sono saliti del 4,63% su base annua a inizio marzo, secondo i dati dell'agenzia nazionale di statistica del Messico. 

La rilevazione ha superato le aspettative di quasi tutti gli analisti interpellati e segna un aumento significativo rispetto al 4,13% di fine febbraio. 

Dati separati hanno inoltre mostrato un incremento dell'inflazione rispetto al 3,92% nella prima metà di febbraio.

La cifra più recente rappresenta il livello più alto dalla fine del 2024 e sottolinea una rinnovata pressione sui prezzi in un momento in cui i decisori politici si aspettavano un trend di raffreddamento graduale.

L'inflazione core, che esclude le componenti più volatili come gli alimentari e l'energia, è scesa leggermente al 4,46%, rispetto al 4,48% del periodo precedente e leggermente sotto le stime di consenso. 

Tuttavia, rimane al di sopra dell'intervallo obiettivo della banca centrale del 3% più o meno un punto percentuale.

Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,62% nella prima metà di marzo, superando nettamente le aspettative di un aumento dello 0,37%.

I prezzi dei generi alimentari e dei servizi sono stati i principali contributori all'aumento. 

I prezzi dei pomodori sono schizzati del 32,17%, mentre le tariffe aeree sono aumentate del 21,86%. 

Al contrario, il prezzo delle uova è diminuito dell'1,33% e i costi per servizi internet, telefonia e pay-TV sono scesi del 3,47%.

La decisione sui tassi è in bilico

I dati sull'inflazione arrivano prima della riunione di politica monetaria della Banca del Messico, dove i responsabili devono prendere una decisione difficile sui tassi di interesse. 

La banca centrale, nota come Banxico, ha interrotto il suo ciclo di allentamento lo scorso mese dopo quasi due anni di tagli dei tassi.

Gli analisti restano divisi sull'esito. 

Dei 29 economisti intervistati da Bloomberg, 15 si aspettano che i responsabili mantengano il tasso di riferimento al 7%, mentre 14 prevedono un taglio di un quarto di punto al 6,75%.

Gli economisti affermano che l'ultimo dato riduce lo spazio della banca centrale per allentare la politica monetaria. 

“Queste cifre confermano che la banca centrale ha pochissimo margine per tagliare i tassi di interesse. L'inflazione è salita, sebbene per fattori temporanei, nonostante l'economia mostri segnali di affaticamento”, ha detto Andres Abadia, capo economista per l'America Latina di Pantheon Macroeconomics, in un rapporto di Bloomberg.

Dati economici recenti indicano inoltre un indebolimento della crescita. 

L'attività economica del Messico è diminuita dello 0,3% a gennaio rispetto a un anno prima, una netta inversione rispetto all'aumento del 3,26% di dicembre.

I rischi globali aggravano le pressioni sull'inflazione

I fattori esterni complicano ulteriormente le prospettive. 

Il conflitto in corso in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, aumentando i rischi inflazionistici nonostante la limitata esposizione commerciale diretta del Messico.

La banca centrale ha già posticipato la tempistica per riportare l'inflazione entro il target, prevedendo ora che raggiungerà il range obiettivo del 3% entro il secondo trimestre del 2027, più tardi rispetto a quanto proiettato in precedenza.