Titoli Arm in calo: Morgan Stanley ridimensiona i piani chip e declassa il titolo

Titoli Arm in calo: Morgan Stanley ridimensiona i piani chip e declassa il titolo
Vatsala Gaur
07 apr 2026, 18:04 PM
  • Morgan Stanley declassa Arm pur sostenendo la sua strategia sui chip AI.
  • Gli analisti affermano che la svolta non sarà facile, soprattutto con l'attività principale sotto pressione.
  • Lunedì Mizuho ha portato il target di Arm a $230 e assegnato un rating Overweight.

Le azioni di Arm Holdings sono state sotto pressione dopo il forte rally del mese scorso, poiché l'entusiasmo degli investitori per l'ingresso nella produzione di chip è stato attenuato da una valutazione cauta di Morgan Stanley.

Il titolo di Arm Holding è sceso del 5,4% nella seduta di martedì.

La banca d'investimento ha declassato il titolo a Equalweight da Overweight, facendolo scendere di oltre il 7% nelle contrattazioni mattutine e inducendo a una rivalutazione delle prospettive a breve termine della società.

Pur avendo rivisto modestamente il target price a $150 da $135, la mossa ha segnalato che i recenti guadagni potrebbero aver anticipato i fondamentali, soprattutto mentre l'azienda intraprende un cambiamento strategico complesso e ad alta intensità di capitale.

La svolta strategica raccoglie consensi ma aumenta i rischi

La decisione di Arm di progettare e vendere i propri chip rappresenta un netto allontanamento dal suo modello storico di concessione in licenza dei progetti dei semiconduttori.

L'imminente AGI CPU dell'azienda, destinata ai carichi di lavoro di intelligenza artificiale nei data center, dovrebbe aprire un'opportunità di mercato da miliardi di dollari.

“La mossa di Arm nella produzione di chip è strategicamente sensata e si allinea all'ascesa dell'agentic AI”, hanno affermato gli analisti guidati da Lee Simpson, osservando che i sistemi AI si affidano sempre più alle CPU centrali per coordinare compiti complessi.

L'iniziativa ha già attirato importanti sostenitori del settore.

Meta Platforms ha collaborato al chip e si è impegnata come primo cliente, mentre OpenAI figura tra i primi ad adottarlo.

La società ha previsto che i suoi chip AI genereranno 15 miliardi USD (circa 13,1 miliardi €) in vendite e costituiranno una porzione rilevante del suo business entro cinque anni.

Tuttavia, gli analisti avvertono che realizzare una tale svolta non sarà semplice.

Morgan Stanley ha messo in guardia sul fatto che costruire un business di chip da 15 miliardi USD (circa 13,1 miliardi €) non è facile, soprattutto in un momento in cui il core business di Arm legato agli smartphone è sotto pressione a causa di una crisi di approvvigionamento di chip di memoria, che potrebbe gravare sulla crescita a breve termine della società.

Emergono tensioni con i clienti esistenti

Un'altra preoccupazione chiave è il potenziale conflitto con i clienti licenziatari di ARM, molti dei quali sviluppano i propri processori per data center.

Gli analisti avvertono che l'ingresso dell'azienda in concorrenza diretta potrebbe mettere a dura prova i rapporti.

Alcuni clienti potrebbero cercare nel tempo di ridurre la dipendenza dai progetti di Arm, anche se Morgan Stanley ha osservato che i costi di switching e la mancanza di alternative praticabili renderebbero probabilmente qualsiasi transizione graduale.

“L'acquisizione di talenti, il posizionamento strategico e le prime consegne dei progetti di Arm sono stati esemplari,” ha dichiarato Simpson.

“Tuttavia, la scalata commerciale richiederà tempo e i rischi a breve termine moderano l'entusiasmo.”

La banca si aspetta che Arm riporti utili di $1.60 per azione per l'esercizio fiscale 2026 e $2.05 nel 2027, entrambi al di sotto delle aspettative di mercato.

Tuttavia prevede una netta accelerazione fino a $4.16 per azione entro il 2028 man mano che il business dei chip si sviluppa.

L'azione di Morgan Stanley a confronto con quella di Mizuho

Nonostante la posizione cauta di Morgan Stanley, altre banche d'investimento restano ottimiste sulle prospettive di lungo termine di Arm.

Mizuho ha recentemente alzato il target price a $230, citando un significativo potenziale di rialzo derivante dalla domanda guidata dall'AI.

La società prevede un aumento di 4-10 volte nel contenuto di CPU nei data center AI man mano che tecnologie come ChatGPT e altri sistemi di AI agentica proliferano.

Prevede inoltre che Arm possa guadagnare quote di mercato rispetto ai tradizionali processori x86 grazie a migliori prestazioni e a una maggiore efficienza dei costi.

Mizuho stima che i ricavi di Arm potrebbero raggiungere 12 miliardi USD (circa 10,5 miliardi €) entro l'esercizio fiscale 2031, con mercati indirizzabili totali in forte espansione.

Le sue stime suggeriscono un sostanziale potenziale di rialzo degli utili, sostenuto da possibili annunci futuri su chip specifici per l'AI.

UBS mantiene un rating Buy sul titolo con target $175, mentre Needham & Company lo ha recentemente promosso a Buy con target $200.

Barclays resta anch'essa positiva, assegnando un rating Overweight con un obiettivo di prezzo di $200.