Dow Jones perde 260 punti, indici misti mentre tensioni con l'Iran e CPI pesano
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I semiconduttori sono l'unico chiaro segnale di forza relativa: il Nasdaq sale mentre Dow/S&P scivolano, e l'indice dei semiconduttori ha toccato un massimo storico grazie a ricavi TSMC migliori del previsto e allo slancio nell'infrastruttura AI (CoreWeave/Anthropic). Operazione: comprare SOXX (o SMH) per una leadership continuativa mentre gli investitori ruotano verso la «visibilità sugli utili» nel settore tech, mentre fattori macro e geopolitici limitano l'appetito per il rischio più ampio.
Rischio chiave: Un rinnovato shock legato all'Iran/allo Stretto di Hormuz che faccia impennare i costi energetici e provochi una liquidazione generalizzata risk-off che travolga la forza relativa dei semiconduttori.
I titoli finanziari hanno sottoperformato in vista degli utili bancari; con il CPI guidato dall'energia e il sentiment a un minimo storico, il mercato sconta una crescita più lenta e maggiori tensioni sul funding/credito. Operazione: vendere XLF (o shortare KRE) in occasione del catalizzatore della reporting season del primo trimestre, puntando a una sottoperformance rispetto al mercato guidato dal tech.
Rischio chiave: Le banche forniscono risultati e guidance solidi (il credito resta benigno, il NIM si mantiene), ribaltando la narrativa dello «stress macro» e facendo salire nettamente XLF.
- Dow e S&P scendono mentre tensioni con l'Iran e l'inflazione mantengono i mercati cauti.
- Il Nasdaq guadagna grazie ai titoli dei chip nonostante la debolezza più ampia del mercato.
- Il CPI mostra un'inflazione guidata dall'energia mentre il sentiment tocca un minimo storico.
I titoli statunitensi hanno chiuso misti venerdì: il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 hanno terminato in calo, mentre il Nasdaq Composite ha segnato guadagni, poiché gli investitori sono rimasti cauti in vista del weekend e hanno monitorato i negoziati di pace in corso in Medio Oriente.
Il Dow è sceso di 269.23 punti, o dello 0.56%, mentre l'S&P 500 ha ceduto lo 0.11%. Il Nasdaq è salito dello 0.35% chiudendo a 22,901.06, sostenuto dalla forza dei titoli dei semiconduttori.
Nonostante la chiusura mista, tutti e tre i principali indici hanno registrato solidi guadagni settimanali, con l'S&P 500 in aumento di oltre il 3% e il Nasdaq sulla buona strada per guadagni superiori al 4%.
L'incertezza geopolitica mantiene gli investitori cauti
I mercati sono rimasti sensibili agli sviluppi legati alla fragile tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran.
La tregua è stata messa sotto tensione da presunte violazioni, tra cui i continui strike israeliani sul Libano, anche se il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha segnalato apertura a colloqui diretti con Beirut.
Lo Stretto di Hormuz, arteria critica per le spedizioni petrolifere globali, è rimasto in gran parte chiuso, con l'Iran che ha richiesto un cessate il fuoco in Libano e lo sblocco di asset congelati come condizioni per ulteriori negoziati.
Donald Trump ha aumentato le tensioni accusando l'Iran di «estorsione a breve termine del mondo mediante l'uso di vie d'acqua internazionali», affermando che i suoi leader «sembrano non rendersi conto di non avere carte da giocare» e che «l'unica ragione per cui sono vivi oggi è negoziare!»
La cautela degli investitori è stata particolarmente evidente in vista del weekend, con preoccupazioni per possibili sviluppi mentre i mercati sono chiusi.
Dati sull'inflazione evidenziano pressioni guidate dall'energia
I dati economici pubblicati durante la sessione hanno sottolineato l'impatto inflazionistico del conflitto in corso. L'indice dei prezzi al consumo del Dipartimento del Lavoro ha mostrato che i prezzi sono aumentati del 3.3% su base annua a marzo, in linea con le aspettative, con un forte incremento dei costi energetici a trainare i rialzi.
I prezzi della benzina sono balzati del 21.2%, contribuendo alla maggiore crescita mensile dei prezzi al consumo in quasi quattro anni. Su base mensile, il CPI è salito dello 0.9%.
L'inflazione core, che esclude cibo ed energia, è stata più contenuta. Il core CPI è aumentato dello 0.2% per il mese e del 2.6% su base annua, risultando inferiore alle aspettative.
Tuttavia, l'aumento dei prezzi dell'energia ha accentuato le preoccupazioni sull'inflazione futura.
Un sondaggio dell'Università del Michigan ha mostrato il sentimento dei consumatori scendere a un minimo storico, con le aspettative d'inflazione che salgono al 4.8% per il prossimo anno.
La presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, ha detto che lo shock petrolifero derivante dalla guerra con l'Iran ritarderà i progressi verso l'obiettivo di inflazione del 2% della Federal Reserve.
La forza del settore tech compensa la debolezza più ampia del mercato
I titoli tecnologici hanno contribuito a sostenere il mercato più ampio, con i produttori di chip in testa ai rialzi e l'indice dei semiconduttori che ha raggiunto un massimo storico.
Le azioni quotate negli USA di Taiwan Semiconductor Manufacturing sono salite dopo che la società ha riportato ricavi del primo trimestre migliori del previsto.
Anche i nomi dell'infrastruttura AI hanno mostrato forte slancio. Le azioni di CoreWeave sono schizzate dopo l'annuncio di un accordo pluriennale con Anthropic.
Nel frattempo, i titoli finanziari hanno sottoperformato in vista degli utili delle principali banche statunitensi della prossima settimana, che segnano l'avvio non ufficiale della stagione degli utili del primo trimestre.
Gli analisti prevedono una crescita aggregata degli utili dell'S&P 500 del 13.9%, secondo LSEG.
Con il convergere dei rischi geopolitici, delle pressioni inflazionistiche e delle prospettive sugli utili aziendali, i mercati restano pronti a una volatilità continua nel breve termine.
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