Casa Bianca accusa la Cina di furto di IA su scala industriale

Casa Bianca accusa la Cina di furto di IA su scala industriale
Invezz Team
23 apr 2026, 16:46 PM

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Gli USA intensificano la «difesa + condivisione dell'intelligence» contro il furto di AI e le attività proxy/jailbreak. Palantir beneficia direttamente della domanda di governi e imprese per integrazione dei dati, monitoraggio delle minacce e workflow di deployment sicuri. L'attenzione del memo sull'estrazione su scala industriale e sull'elusione (account proxy) indica budget più elevati per strumenti di rilevamento e compliance — ambiti in cui Palantir ha una presenza comprovata.

Rischio chiave: Un cambio di politica che si concentri solo sui controlli sui chip/esportazioni e lasci invariati i budget per software e sicurezza.

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Se gli USA rispondessero con controlli alle esportazioni/sanzioni più stringenti legate a «campagne di distillazione», la domanda di AI collegata alla Cina verrebbe colpita e il potere di determinare i prezzi potrebbe comprimersi. Anche se Nvidia vendesse altrove, il mercato rivaluterebbe la crescita a breve termine e il rischio sui margini lordi qualora i regolatori ampliassero le restrizioni oltre i chip più avanzati.

Rischio chiave: I controlli alle esportazioni restano ristretti (solo componenti di fascia alta) e la domanda cinese viene rapidamente dirottata senza danni ai margini.

  • Gli USA segnalano che la Cina utilizza la distillazione AI per replicare i modelli statunitensi a basso costo.
  • La Casa Bianca avverte del furto di proprietà intellettuale e pianifica misure contro l'uso improprio dell'AI.
  • I legislatori spingono per restrizioni per rallentare la Cina nella corsa all'AI sempre più intensa.

La Casa Bianca ha accusato entità cinesi di condurre un furto di proprietà intellettuale su scala «industriale» dai laboratori statunitensi di intelligenza artificiale, segnando una nuova escalation delle tensioni tra le due maggiori economie mondiali sul controllo delle tecnologie di nuova generazione.

In un memo visto dal Financial Times, Michael Kratsios, direttore dell'Ufficio per la Scienza e la Tecnologia della Casa Bianca, ha detto che il governo USA dispone di prove che attori stranieri — principalmente con base in Cina — stavano estraendo sistematicamente valore dai principali sistemi AI statunitensi.

«Il governo statunitense ha informazioni che indicano che entità straniere, principalmente con base in Cina, sono impegnate in campagne deliberate su scala industriale per distillare i sistemi AI d'avanguardia statunitensi», ha scritto Kratsios.

La questione assume maggiore rilievo in vista di un incontro previsto a Pechino tra il presidente USA Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, dove la competizione tecnologica dovrebbe essere un tema chiave.

Le preoccupazioni sulla distillazione al centro dell'attenzione

Al centro della disputa c'è la «distillazione», una tecnica utilizzata per addestrare modelli AI più piccoli basandosi sugli output di sistemi più grandi e avanzati.

Sebbene ampiamente accettata come metodo legittimo nell'industria, i funzionari statunitensi sostengono che il suo abuso su larga scala consente ai concorrenti esteri di replicare l'innovazione americana a costi significativamente inferiori.

Il dibattito si è intensificato dopo le accuse secondo cui DeepSeek avrebbe utilizzato tecniche di distillazione per sviluppare un potente modello AI a costi più contenuti.

Società statunitensi, tra cui Anthropic e OpenAI, hanno sollevato preoccupazioni simili negli ultimi mesi.

Kratsios ha riconosciuto che la distillazione contribuisce a migliorare l'efficienza, ma ha messo in guardia contro gli abusi. Ha affermato che tali pratiche, quando sono usate per minare la ricerca e lo sviluppo statunitensi, sono «inaccettabili».

Ha aggiunto che, sebbene i modelli creati tramite «campagne di distillazione surrettizie e non autorizzate» possano non eguagliare pienamente i sistemi originali, offrono comunque un vantaggio di costo che potrebbe accelerare la competizione estera.

Rischi per la sicurezza e risposta politica

Funzionari statunitensi e leader del settore sostengono che la questione oltrepassi la semplice competizione commerciale e riguardi la sicurezza nazionale.

Crescono le preoccupazioni che i modelli distillati possano non includere le salvaguardie incorporate nei sistemi originali — protezioni progettate per prevenire abusi in ambiti come lo sviluppo di armi biologiche o gli attacchi informatici.

Secondo Chris McGuire, le aziende cinesi stanno sfruttando la distillazione per compensare limiti infrastrutturali. «Le aziende cinesi di AI si affidano ad attacchi di distillazione per compensare i deficit nella potenza di calcolo AI e riprodurre illecitamente le capacità core dei modelli statunitensi», ha detto.

La Casa Bianca ha segnalato una risposta più coordinata, inclusa la condivisione di intelligence con le aziende AI statunitensi sui tentativi da parte di attori stranieri di condurre «distillazione non autorizzata su scala industriale» e l'assistenza alle imprese per rafforzare le difese.

Kratsios ha anche osservato che le campagne cinesi stavano «sfruttando decine di migliaia di account proxy per eludere il rilevamento e usando tecniche di jailbreak per esporre informazioni proprietarie».

Spinta legislativa e tensioni crescenti

La risposta politica sta già prendendo forma a Washington. La commissione per gli affari esteri della Camera ha approvato una serie di proposte di legge volte a limitare la capacità della Cina di recuperare terreno nella corsa all'AI.

Una proposta richiederebbe all'amministrazione di valutare l'inserimento delle aziende coinvolte in tali pratiche nella «entity list» statunitense, limitando di fatto il loro accesso alla tecnologia americana.

Parallelamente, i legislatori stanno valutando misure più ampie, inclusi controlli alle esportazioni più stringenti sui chip avanzati e potenziali sanzioni verso entità legate ad attività di distillazione.